Costi energia: per la Ue meno tasse in bolletta, più rinnovabili (no al canone Tv)



Per abbassare i costi dell’energia, interviene l’Unione europea: meno tasse in bollette, più rinnovabili, cambio del fornitore in 24 ore. E consumi spostati nelle ore in cui l’elettricità ha un prezzo più basso grazie alla gestione dei contatori intelligenti. Sono le principali proposte presentate a Bruxelles 

La Commissione europea ha presentato al Parlamento di Strasburgo il Pacchetto Energia per i Cittadini. Un insieme di misure concrete per ridurre i costi energetici delle famiglie e delle imprese e contrastare la povertà energetica. Il pacchetto, presentato dal commissario all’Energia Dan Jørgensen, si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche una strategia di investimento per l’energia pulita e un piano per i piccoli reattori modulari.

I provvedimenti si articolano su tre assi principali di intervento.

Riduzione di tasse e oneri in bolletta

In media, tasse e oneri rappresentano il 25% del prezzo dell’elettricità per le famiglie e il 15% per le imprese. Si tratta di una quota rilevante, che la Commissione intende ridurre attraverso un invito formale agli Stati membri a utilizzare pienamente le flessibilità già previste dal quadro normativo europeo.

Le misure proposte includono la riduzione delle accise sull’energia elettrica e dell’IVA applicata alle bollette, nei limiti consentiti dalla normativa vigente. In aggiunta, la Commissione chiede esplicitamente di eliminare tutti i costi non correlati all’energia che vengono attualmente addebitati in bolletta. Un esempio citato dal testo è quello dei canone Tv, che in alcuni Paesi vengono riscossi attraverso la fattura elettrica.

L’obiettivo è duplice: alleggerire immediatamente il peso delle bollette per i consumatori più vulnerabili. E, al tempo stesso, rendere più conveniente l’elettrificazione dei consumi, favorendo il passaggio a tecnologie pulite come le pompe di calore e i veicoli elettrici. Il risparmio medio stimato da queste misure è di circa 200 euro l’anno per nucleo familiare.

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Più concorrenza, cambio del fornitore in 24 ore

Il secondo pilastro del pacchetto riguarda la struttura dei mercati al dettaglio dell’energia. La Commissione punta a rafforzare la concorrenza tra i fornitori come leva per contenere i prezzi, introducendo nuovi obblighi di trasparenza e strumenti digitali a supporto dei consumatori.

Le misure concrete prevedono l’obbligo per i fornitori di rendere i contratti più chiari e comparabili, insieme all’introduzione di sistemi automatici di consulenza tariffaria. Quando la spesa energetica di un cliente rischia di superare le attese rispetto ai suoi consumi reali, il fornitore sarà tenuto a segnalare eventuali offerte più vantaggiose disponibili sul mercato.

Sul piano operativo, la misura più rilevante è la possibilità di cambiare fornitore entro 24 ore, resa possibile dall’adozione di regole tecniche comuni a livello europeo. Questo obiettivo è strettamente legato alla diffusione capillare dei contatori intelligenti. Perchè consentono la lettura in tempo reale dei consumi e facilitano il passaggio tra operatori senza interruzioni del servizio. Se attuate pienamente, queste misure potrebbero generare un risparmio medio di circa 152 euro l’anno per famiglia.

Tariffe dinamiche e gestione intelligente dei consumi

Il terzo asse di intervento punta a sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’integrazione crescente delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico. L’obiettivo è spostare una quota dei consumi domestici e industriali nelle fasce orarie in cui l’energia è più abbondante, meno costosa e prodotta in misura maggiore da fonti pulite.

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La Commissione promuove la diffusione di contratti elettrici a tariffe dinamiche, che variano in base all’andamento del mercato nelle diverse ore del giorno, abbinati a dispositivi smart. Termostati intelligenti, lavatrici connesse e sistemi di gestione domestica dell’energia sono in grado di ottimizzare automaticamente i consumi. La combinazione di questi strumenti può portare a una riduzione delle bollette fino al 40% rispetto a un consumo non gestito.

Per abbattere la barriera degli investimenti iniziali, il pacchetto incoraggia l’adozione di nuovi modelli di business. Come il leasing sociale per i veicoli elettrici, che consente di accedere alla mobilità elettrica con un canone mensile contenuto. E formule in abbonamento per impianti di riscaldamento ad alta efficienza, che eliminano la necessità di acquistare l’attrezzatura anticipando l’intero costo.

Ma si pensa anche a investire sul nucleare

l Pacchetto Energia per i Cittadini è accompagnato da due iniziative di carattere più strutturale, con un orizzonte temporale più lungo. La prima è la strategia di investimento per l’energia pulita, che mira a mobilitare capitali privati verso tre settori chiave: le reti elettriche, le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica degli edifici e dell’industria. Per ridurre il rischio percepito dagli investitori e sbloccare i finanziamenti, la Banca Europea per gli Investimenti metterà a disposizione risorse stimate in 75 miliardi di euro nell’arco di tre anni.

Infine, la Ue continua a cullare il sogno del nucleare. Nonostante i costi delle tecnologie tradizionali e la mancanza di progetti industriali sui modelli innovativi. La Commissione pensa proprio a quest’ultimi. La seconda iniziativa è il piano per i piccoli reattori nucleari modulari (SMR), che delinea la traiettoria per l’introduzione di questa tecnologia nel mix energetico europeo dopo il 2030. Il piano prevede lo sviluppo di una filiera industriale europea per la produzione degli SMR. E la definizione di standard di sicurezza condivisi tra gli Stati membri, con l’obiettivo di creare un quadro regolatorio armonizzato che faciliti le autorizzazioni e acceleri i tempi di realizzazione. Se mai questi progetti vedranno la luce.

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