Home Auto Ev, dal 2019 rumore d’obbligo. Ma sarà “bianco”

Ev, dal 2019 rumore d’obbligo. Ma sarà “bianco”

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Rumore bianco. E’ un concetto scientifico con il quale dovremo presto fare i conti. Sia da automobilisti, sia da ciclisti o pedoni.

Infatti sarà il “sound” che dal 2019, per legge, dovranno emettere tutti i veicoli elettrici a quattro o due ruote. E’ un suono continuo che copre tutte le frequenze e per la sua costanza potrebbe essere paragonato al rumore della pioggia, delle onde del mare o del vento fra le foglie. Ovviamente le case automobilistiche potranno personalizzarlo, ma senza superare i 75 dB rilevati a 2 metri di distanza. L’arrivo di un’auto elettrica, così, sarà percepito come l’avanzata di un acquazzone. L’altra caratteristica è che il “rumore bianco”, per le sue particolari frequenze, non viene riflesso da barriere fisiche e quindi risulta unidirezionale. Insomma l’orecchio umano identifica immediatamente il punto da cui viene originato.

Un suono unidirezionale

Ad introdurre l’obbligo è una norma internazionale(UN R138) attualmente al vaglio della United Nations Economic Commission for Europe (UN ECE) che prevede l’ installazione del dispositivo  Acoustic Vehicle Alerting Systems (AVAS,  Sistemi di allerta acustica del veicolo) anche per i veicoli più vecchi in circolazione, che dovranno adeguarsi entro il 2021. Tutto nasce dall’esperienza maturata in Paesi come il Giappone e da ricerche che dimostrano la pericolosità di veicoli tanto silenziosi da non essere percepiti dagli altri utenti della strada. Come riporta The Guardian, questi studi dimostrano che un’auto elettrica ha il 40% di probabilità in più di investire un pedone. Il problema si amplifica con le persone non vedenti o ipovedenti che nel 93% dei casi dichiarano di non riconoscere il non-suono emesso dalle auto elettriche.

Sempre attivo fino a 20 km/h

La normativa che entrerà in vigore, per le auto nuove, a partire dal luglio 2019 impone alle case costruttrici di dotare i modelli Ev di una emissione di rumore a una frequenza standard, “bianca” appunto, in grado di riprodurre un suono che renda immediato  il riconoscimento di un veicolo elettrico in arrivo, specialmente nelle aree urbane dove, a velocità inferiori ai 20 km/h,  il rumore del rotolamento degli pneumatici è insufficiente. Sotto quella soglia l’emissione del rumore standard sarà obbligatoria e non potrà essere disattivata, mentre a velocità superiori ogni casa potrà decidere che soluzione adottare. Molti costruttori come asd esempio Merceds si sono posti il problema di studiare un suono che identifichi anche il brand della vettura, simulando perfino quello di un motore tradizionale.

Alcuni dettagli della norma non sono stati ancora definiti. Ad esempio vi è un emendamento per consentire l’impiego opzionale di questi sistemi anche al di sopra dei 20 km/h e un altro per correggere i dettagli relativi ai test per la certificazione in ambito indoor e oudoor.

2 COMMENTI

  1. Che pessima idea!

    Che strana solerzia: ci cono quattro, forse dieci auto elettriche in giro per il pianeta e già l’UN ECE pensa potrebbero essere dei “killer silenziosi” cui occorre attaccare un ronzìo fastidioso come la campanella dei lebbrosi.

    Peccato: speravo di poter tornare a sentire il silenzio anche muovendomi con un’auto elettrica nella natura, come quando si passeggia, o si va a cavallo, invece dovrò sorbirmi il non disattivabile campanello dell’UN ECE.

    • Non condivido. Da ciclista, per esempio, posso dire che sarei già morto più volte se non avessi avvertito alle spalle l’arrivo di un’auto o di una moto. Piuttosto penso che sia una buona idea permettere di disinnescare il dispositivo acustico in particolari condizioni e a velocità elevata, rendendo gli automobilisti elettrici consapevoli e responsabili di avvisare del loro arivo.

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