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Enel X, a Pescara debuttano i lampioni con ricarica

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Debutteranno a fine maggio-inizio di giugno i primi lampioni made in Italy con ricarica EV incorporata. Li installerà Enel X a Pescara dove la controllata Enel Sole gestisce l’impianto di illuminazione pubblica.

Ce lo conferma Emanuele Sguazzi, amministratore delegato di EnelSi e Enel Sole. Avranno due prese, ciascuna da 25 kW (ricarica quick, due ore circa per ripristinare l’80% della capacità delle batterie) con la possibilità in futuro di arrivare fino a 40 kW, e due stalli di sosta riservati ai veicoli elettrici in ricarica.

Emanuele Sguazzi

Ognuno sarà dotato di contatore, dispositivo di attivazione, collegamento wi-fi, telecamera per il monitoraggio dell’area, sensori per raccogliere dati sul traffico e una regolazione della luce Led intelligente che modulerà l’intensità a seconda delle esigenze (ora del giorno e passaggio di pedoni, bici, auto) ma anche, se necessario, in relazione all’utilizzo dell’impianto di ricarica.

E’ il primo passo di un ampio programma che presto interesserà altre città italiane, dapprima quelle servite direttamente da Enel (circa 3 mila 300 comuni in Italia, per un totale di un milione e 800 mila lampioni), ma che poi sarà esteso ad altri gestori intenzionati ad acquistare il prodotto sviluppato dalla società guidata da Francesco Venturini.

Francesco Venturini

Proprio Venturini aveva illustrato il progetto qualche mese fa come parte del più ampio programma infrastrutturale che dovrà dotare il paese di 14.000 punti di ricarica entro il 2022, con un investimento di circa 300 milioni di euro. La soluzione di integrare i lampioni per l’illuminazione stradale con punti di ricarica non è nuova. E’ già stata proposta dalla start up tedesca Ubitricity che dal 2014 ha realizzato una rete a Berlino, ed è stata adottata anche in alcuni quartieri di Londra e Monaco di Baviera. Il lampione sviluppato da Enel X costa circa 10 mila euro, compresi i costi di allacciamento. Non è pensabile quindi una sostituzione a tappeto dei pali esistenti. Tuttavia, nel quadro di un progressivo rinnovamento degli impianti, l’installazione anche di una modesta quota di lampioni intelligenti sul totale della rete di illuminazione potrebbe dare ai comuni l’opportunità di infrastrutturare i propri territori senza “mangiare” ulteriori spazi pubblici nelle strade e nei marciapiedi destinati alle colonnine tradizionali.


Una proposta simile, ma più orientata alla ricarica di bici e scooter elettrici, è quella avanzata dalla società riminese specializzata in servizi per smart city Umpi che propone sistemi per integrare le funzionalità dei tradizionali pali di illuminazione trasformandoli in altrettanti terminali intelligenti di reti digitali. In questo caso non si tratta di rimpiazzare struttura e connessioni, ma di dotarle di prese di ricarica alimentate dalla rete preesistente; sostituendo infatti le vecchie lampade con lampade a Led si dimezzano automaticamente i consumi, generando un’eccedenza di capacità da utilizzare per le prese di ricarica. Su una linea di alimentazione di 100 lampioni, per esempio, si creerebbe un surplus di oltre 10 kW che consentirebbe di installare 3-4 prese da 3 kW ciascuna; una potenza ampiamente sufficiente per ricaricare le batterie di una bici o di uno scooter, ma anche di un’auto, se il proprietario, sprovvisto di garage, la lasciasse parcheggiata in strada per tutta la notte.