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Mobilità sostenibile, Enel X e VaiElettrico “fanno scuola”

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Alberto Piglia, responsabile e-mobility di Enel X

Spiegare l’auto elettrica a chi dovrà raccontarla al grande pubblico quando, nei prossimi mesi e anni, la rivoluzione della mobilità sostenibile dispiegherà tutti i suoi effetti sulla nostra società.

Questo l’obiettivo del corso di formazione per giornalisti organizzato da VaiElettrico in collaborazione con Enel X dal titolo “Inquinamento e smog nelle grandi città: la mobilità elettrica può essere una soluzione?”. Dopo la tappa bolognese del 9 marzo scorso patrocinata anche dalla Regione Emilia-Romagna, l’evento è sbarcato a Roma presso l’auditorium Enel di via Regina Margherita. Oltre cento i giornalisti presenti, in una giornata dedicata a comprendere le strategie di divulgazione di una rivoluzione troppo spesso vittima, se non di vere e proprie fake news, quantomeno di una disinformazione mirata a proteggere le rendite di posizione di chi è ancora impreparato ad affrontarla e per questo dalla conversione all’elettrico ha molto da perdere e poco da guadagnare. Il pensiero corre subito al numero uno di FCA Sergio Marchionne, divenuto il paladino della crociata contro l’auto elettrica. E’ vero, come lui ha sostenuto in tutte le sue ultime esternazioni, che i veicoli elettrici danneggiano l’ambiente più di quelli tradizionali? E’ vero che la loro diffusione può diventare un boomerang per le nostre città? E’ vero che l’auto a metano è meno inquinante? La comunità scientifica non ha dubbi. Il fisico nucleare Valerio Rossi Albertini, primo ricercatore del Cnr e noto divulgatore televisivo, ha dimostrato come le emissioni prodotte dalla combustione di metano, benzina e gasolio nei motori termici producano gas nocivi all’ambiente; da un lato i cosiddetti gas serra che determinano il surriscaldamento del pianeta, dall’altro gas tossici e polveri sottili che solo in Italia causano la morte di 60 mila persone all’anno.

E Nicola Armaroli, direttore di ricerca del Cnr di Bologna, direttore della rivista scientifica Sapere e autore del libro “Energia per l’Astronave Terra”, dopo aver fatto il quadro del fabbisogno energetico mondiale e delle diverse fonti disponibili per soddisfarlo, ha spiegato le ragioni dell’inesorabile declino delle fonti fossili e viceversa dell’enorme potenzialità di sfruttamento di quelle pulite e rinnovabili (sole, vento, maree, fotosintesi artificiale) attraverso la conversione in elettricità. Potenzialità già in parte sfruttate, tanto che la generazione elettrica, nel mondo e in particolare in Italia, già dipende da fonti rinnovabili per quasi il 30% del totale. Solo nel trasporto sono ancora i combustibili fossili a farla da padrone.

La sfida, quindi, è sviluppare tecnologie che consentano la diffusione della trazione elettrica su larga scala. Partendo da un dato scientifico, e cioè dalla maggior efficienza energetica del motore elettrico rispetto a quello termico, l’ingegner Fabio Orecchini, docente universitario e tecnico dell’auto, ha spiegato come l’ultima generazione di veicoli elettrici sia già in grado di soddisfare le esigenze di trasporto del 90% degli automobilisti in termini di autonomia, prestazioni e tempi di ricarica. Jusef Hassoun, docente di chimica-fisica all’Università di Ferrara e titolare di numerosi brevetti sull’accumulo di energia, ha sviscerato le ultime innovazioni nel campo delle batterie per auto e ha spigato come, nei prossimi anni, potremmo avere sul mercato pacchi batterie che assicurano un’autonomia fino a oltre 600 chilometri.

Mauro Tedeschini

Per tutti questi motivi, ha detto il cofondatore e direttore di VaiElettrico Mauro Tedeschini, il decollo del mercato italiano ed europeo è ormai alle porte, con l’arrivo di decine di nuovi modelli. Cosa frena ancora l’affermazione dell’auto elettrica come prodotto di massa? Una conoscenza diffusa presso gli automobilisti, prezzi più accessibili, una politica di incentivi da parte delle amministrazioni pubbliche ha sottolineato Luisa Di Vita, responsabile comunicazione di Nissan Italia, la casa leader nel nostro Paese e nel mondo con oltre 200 mila auto elettriche vendute l’anno scorso.

Luisa Di Vita durante il suo intervento

Il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta, a partire dall’impatto mediatico dello sbarco a Roma del primo gran premio di Formula E, il 14 aprile, illustrato dall’ex direttore di Autosprint Alberto Sabbatini. Ma ancora di più inciderà la decisione di Enel X di investire 300 milioni di euro per dotare il Paese di una diffusa rete di infrastrutture di ricarica pubbliche e private. L’ansia da ricarica, ha detto il responsabile e-mobility di Enel X Alberto Piglia, è ancora uno degli incubi di chi viaggia a zero emissioni. Enel X realizzerà entro il 2022 14 mila stazioni di ricarica in Italia (oltre 2 mila entro l’anno); stazioni intelligenti, in parte a ricarica veloce (20-30 minuti per un pieno) e interoperabili da utenti di tutta Europa.

Alberto Piglia, responsabile e-mobility di Enel X

La società ha anche allo studio nuove tecnologie per mettere a disposizioni degli utenti sistemi integrati di produzione e accumulo di energia elettrica per uso domestico e per collegare bidirezionalmente alla rete le auto elettriche, facendone uno strumento di bilanciamento dell’intero sistema elettrico in prospettiva di quote crescenti di produzione diffusa, rinnovabile e non programmabile. A questo punto il limite non è più rappresentato dal nostro livello di tecnologia o conoscenza ingegneristico-tecnica, bensì dalla volontà di investire capitali sulla mobilità elettrica. La palla passa ora agli stakeholder politici ed economici, locali e nazionali, cui i giornalisti dovranno narrare l’elettrico con obiettività e rigore scientifico.