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722 km in EV: come un diesel, nonostante il navigatore

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La mia Volkswagen ID.3 parcheggiata a Torino, sportellino aperto, in attesa della ricarica di E-Gap.

722 km in EV, come se fosse un diesel. Li ho percorsi in poco più di 24 ore con la mia VW ID.3 (58 kWH), senza limitare la velocità né effettuare soste apposta per ricaricare. Senza limiti rispetto all’utilizzo di una comune auto endotermica. Ecco la cronaca di queste 24 ore. Ma vi anticipo un dato importante: fosse stato per il navigatore della ID.3, non l’avrei potuto fare…Articolo + VIDEO.

722 km in EV: in viaggio da Riva a Torino e ritorno

Ore 06.04 – Partenza da Riva del Garda alla volta di Torino. Parto con il 100% di batteria, a bordo della Volkswagen ID.3 (con batteria da 58 kWh). Imposto il percorso su Google Maps. La distanza da coprire è di 306 km. L’ora di arrivo prevista le 10.07. Questo è quello Maps pianifica, non tenendo ovviamente conto del fatto che io mi trovi a bordo di un’auto elettrica e di eventuali soste per la ricarica lungo il percorso. Decido quindi di impostare anche il navigatore di bordo dell’auto: mi dice che non è possibile affrontare il viaggio senza soste per la ricarica. E mi propone un tempo di percorrenza di 5 ore e 15 minuti. Ora di arrivo prevista 11.22. Con sosta per rifornire presso una colonnina FAST di Enel X a Settimo Torinese (1 ora e 5 minuti di ricarica prevista). Ma io so di non averne bisogno e di poter arrivare a destinazione senza soste.

722 km in elettrico
Dopo la barriera di Milano, traffico scorrevole. Tengo i 130  fino a destinazione.

All’andata 317 km senza ricaricare, nonostante…

Durante il percorso, decido di effettuare una tappa a Brescia, in città, per fare colazione. Imposto quindi la deviazione su Google Maps e proseguo il viaggio. Alle 7.51 arrivo presso la mia pasticceria preferita in via Salvo D’Acquisto. La batteria è all’82%, consumo medio sui primi 86 km percorsi alla media di 48 km/h: 11,5 kWh/100km. Dopo 20 minuti (e senza ricaricare) mi rimetto alla guida. Google Maps mi dice l’orario di arrivo previsto a Torino: le 11.00 (la deviazione su Brescia mi ha fatto perdere circa mezzora e a Milano è prevista una coda di circa 20 minuti). 229 i km da percorrere ancora. Verifico cosa dice il navigatore e con meraviglia noto che si è convinto che non mi servirà ricaricare. In effetti alla barriera di Milano il traffico il traffico c’è e mi fa perdere quasi mezzora. Poi il traffico torna scorrevole. L’autostrada quasi deserta. Arrivo a Torino alle 11.02 con il 4% di batteria, senza soste per la ricarica. Dando retta al navigatore, avrei probabilmente evitato (per timore di aggiungere ulteriori km) la deviazione di Brescia (senza motivo). A Torino non riesco a raggiungere la colonnina di ricarica precedentemente identificata per un problema di sensi unici e per la necessità di arrivare a destinazione entro le 11.30.

722 km in elettricoA Torino una FAST “a domicilio” con E-Gap e poi via a Cerreto Langhe

Decido quindi di affidare la ricarica al servizio di E-Gap (ricarica FAST che ti raggiunge sul posto, con un furgoncino attrezzato). Parcheggio l’auto a pochi metri dalla mia destinazione. Lancio la richiesta dall’app. Lascio lo sportellino aperto e me ne vado. L’auto viene ricaricata per circa 20 kWh, sufficienti al successivo trasferimento da Torino a Cerreto Langhe (Cuneo). Trasferimento che effettuo con un’altra auto, per un test drive. La mia ID.3 viene guidata da un driver fino a Cerreto, presso l’hotel dove pernotterò, e dove l’auto viene ricaricata durante la notte. E al mattino alle 04.03, quando riparto alla volta di casa (Riva del Garda, TN), la batteria è nuovamente carica al 100%. Imposto, come all’andata, sia Google Maps che il navigatore di sistema. Google Maps mi indica una distanza di 327 km e un tempo di percorrenza di 3 ore e 57. Arrivo previsto alle 08.00. Dapprima il navigatore di sistema non pianifica alcuna ricarica.

722 km in EV
Il navigatore ritiene che sia necessaria una sosta di ricarica. Ma non è così…

Nel ritorno a Riva l’auto vuole una sosta a caricare, ma non serve

Poi, verso le 06.40, dopo essere uscito dall’autostrada a Brescia, improvvisamente l’auto indica la necessità di una sosta per la ricarica. Spostando l’ora di arrivo a destinazione alle 09.40. Ma io so che questo non è necessario. L’auto infatti non sta considerando affatto nella sua pianificazione che i consumi da Brescia a Riva del Garda saranno di gran lunga inferiori a quelli avuti in autostrada. L’indovinometro, all’uscita a Brescia, indica circa 75 km di autonomia. E fino a quel momento ho guidato solo in autostrada. Ma da lì in poi guiderò a bassa velocità (i limiti sulla Gardesana sono bassi) fino a casa. E di fatti alle 08.01 sono a casa. Ho percorso 326 km alla velocità media di 83 km/h, in 3 ore e 58 minuti, con un consumo medio di 15,3 kWh/100km. E con ancora l’8% di batteria. E l’ho fatto anche questa volta senza nessuna sosta per la ricarica.

722 km in EV

722 km in EV, che cosa ho imparato

In poco più di 24 ore ho guidato per 722 km senza effettuare soste apposta per ricaricare. Ma l’ho potuto fare solamente in funzione delle mie conoscenze. Sia rispetto alla mia auto, sia rispetto al percorso. Con dei piani B (il servizio di E-Gap, in sostituzione della colonnina non raggiungibile) e con un’attenzione alla verifica di una wallbox garantita in hotel. Ma le auto elettriche devono essere auto per tutti. Esistono tecnologie e software in grado di fare calcoli migliori dei miei e che devono essere messe a disposizione dei guidatori. Affinché l’esperienza d’uso dell’auto elettrica sia quanto di più naturale possibile. Non è il guidatore, a meno che non lo voglia, a doversi far carico di questo. E a oggi, ahimè, se lasciamo fare alla tecnologia a disposizione, il rischio è di usare male l’auto. Perché se la tecnica è già a livelli altissimi, il software di bordo rischia di farci sottovalutare le potenzialità del mezzo. Un vero peccato. 

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102 COMMENTI

  1. Ottima cronaca della tua giornata in id3,chiara anche nel titolo…poi vedo nei commenti che qualcuno legge ciò che vuole leggere😌..cmq ..si,bisogna usare la propria ev per imparare a conoscerla e sapere fin dove uno può spingersi..entrare nel modo di ragionare della id3 è stato un po’ impegnativo ma solo per i primi viaggi..poi è semplicemente strepitosa..attendo l’aggiornamento 3.0 dove pare indichi al momento di inserire la meta ,con quanta autonomia ci si arriva(tanto poi lei ricalcola in tempo reale quando cambia la media consumi)..ma mi piace saperlo prima😁🖖

  2. Come ha già detto qualcuno, il titolo è fuorviante.
    Si legge: “In poco più di 24 ore ho guidato per 722 km senza effettuare soste apposta per ricaricare.”
    Questo modo di scrivere lascia intuire che la ID3 faccia oltre 700 km con una ricarica, mentre ne fa a malapena la metà, cioè ⅓ di quello che fa un’auto diesel con un pieno.
    Certo, di soste fatte “apposta” per ricaricare non ne ha fatte, ma solo perché ha sfruttato la notte passata in hotel per ricaricare!
    Il fatto di aver passato una notte in hotel NON significa che il viaggio NON sia stato diviso in due tappe!
    Se avesse dovuto fare 722 km da Riva del Garda a Campobasso tutto in giornata si sarebbe dovuto fermare più o meno a metà strada a ricaricare.
    Quindi, se vogliamo dichiararci a favore dell’auto elettrica va bene, ma non diamo notizie con titoli che sviano intenzionalmente la verità.

  3. Ho letto con attenzione l’articolo perché attratto dal titolo, una distanza che appare inverosimile senza ricarica; ho ordinato una Megane E-Tech da 60kWh e 218 cv.
    Farò tesoro di quanto accaduto nel “test” e sono curioso di verificare quali dinamiche svilupperà quel modello.
    Ciononostante, segnalo che il titolo è assolutamente (volutamente?) fuorviante, sarebbe stato sufficiente (e più corretto) inserire l’indicazione “…con una sola ricarica”.
    Cordialità

    • Mi perdoni Luca, ma il titolo recita: “722 km in EV: come un diesel, nonostante il navigatore”. 722 km in auto elettrica non significa necessariamente senza ricaricare!
      Non mi è chiaro il nesso con il fatto che lei abbia ordinato una Megane E-Tech. Non capisco la relazione tra le due cose.
      In ultimo, scusi, ma perché mai ci scrive che sarebbe stato più corretto inserire nel titolo l’indicazione “con una sola carica”? Non abbiamo percorso i 722 km con una sola carica. Ed è quello che nella prima parte del suo messaggio lei ci contesta. Mi sembra un po’ confuso.

      • Buongiorno.
        Nessuna confusione, semmai il tentativo di rimanere nella necessaria sintesi di un post di commento. Nessuna polemica, peraltro. Sono un utilizzatore di una auto aziendale, BMW 120d, prossimo al cambio auto, compatibilmente con le problematiche di approvvigionamento che affliggono questo ed altri settori hi-tech.
        Il mio inciso sull’aver ordinato una Megane E-Tech serviva a dare una chiave di lettura del mio interesse all’articolo, sarò prossimo fruitore di questa nuova modalità di trasporto e sono interessato ai diversi articoli che commentano le “prime esperienze” in questo settore.
        Sul merito: continuo a non trovare corretto (nella narrazione, non nel senso etico) il raccordo tra percorrenza, esperienza, alimentazione diesel ed elettrica.
        Detto ciò, ho letto l’articolo ed ho compreso il senso (non condivido alcune scelte, come viaggiare fino ad autonomie residue risicate ad esempio); ribadisco la mia curiosità nella transizione dal diesel (oggi 750km di autonomia mi sono familiari, tra un rifornimento non completo ed il successivo) alla mobilità elettrica con il modello che ho scelto.
        Cordialità

  4. Che versione di software hai installato? Il 2.3 credo, giusto? Perché con il 3.0 sembra che la situazione migliori, non ancora perfetto, ma almeno ti fa ricaricare il giusto (o quasi) per arrivare in sicurezza. Visto che sei arrivato col 4% credo comunque che il software sia programmato per non raggiungere quei livelli per non lasciare le persone eventualmente a piedi. Nella mia zafira diesel, quando arrivo a 60 km di autonomia, compare la scritta (recarsi al distributore) e non è possibile eliminarla, giusto per dire che non esistono software intelligenti abbastanza (a parte forse tesla)

  5. Batterie che sarebbe meglio avere sempre mai sotto il 20%, ma sopra l 80% e usare il meno possibile le ricariche veloci. Ma poi il servizio di ricarica presso l auto non funziona in caso di emergenza come assistenza? Che senso ha voler arrivare a scaricare quasi del tutto la batteria per poi usufruire di questo tipo di ricarica? Specialmente se si sa che bisogna fare un ulteriore viaggio?
    Mi sembra uno di quei test per vedere sin dove si arriva.

  6. Paolo fai i conti senza l’oste, bella come prova, ma in pratica è inattuabile, se ti beccavi un incidente vicino la meta che facevi? Radio e aria spenta e speravi di non dover spingere?
    Io ho una plug-in e son tornato dal ponte di pasqua con 5km d’autonomia per motore e già ero in ansia (che in totale son 10 e il dato a benzina è in genere falso e superiore), ma se restavo a secco il papi mi portava la tanichetta e via, diverso è se dovevo tornare in carro attrezzi.
    …ora che ci penso la mia ha pure 4,5kwh “non disponibili”, ovvero per l’uso ibrido, che son circa 20km di autonomia molto pratici da usare in coda.

    • Simone ciao,
      sono stato in coda alla barriera a passo d’uomo mezzora. Sarei potuto stare in coda ancora. Non sarebbe cambiato nulla. Sarei solo arrivato con una percentuale di batteria più alta. L’assorbimento della radio è davvero trascurabile. Quello tipico dell’aria condizionata è attorno a 0,6/0,8 kW.
      In tre anni e mezzo di elettrico e 150.000 km percorsi non sono mai rimasto a piedi. Come non mi è mai capitata con il diesel, o con la benzina prima. Il tipo di trazione non cambia nulla.

      • Comunque ha avuto bisogno di un “soccorso” a Torino, qualcosa di paragonabile ad una tanichetta di benzina o gasolio. Peraltro mio padre mi ha insegnato a non sfruttare mai a fondo la riserva, onde evitare rischi, e non mi sembra saggio nel suo caso arrivare al 4%: applicando un calcolo puramente matematico, il 4% di carica corrisponderebbe a 2,32 kwh e quindi a 12-14 km circa di percorrenza residua.

        • Roberto, non ho avuto bisogno di un soccorso. Ho voluto testare un servizio che conoscevo da tempo, anche per poterlo raccontare qui su vaielettrico, ai nostri lettori.
          Diversamente, sarei arrivato dieci minuti più tardi e avrei parcheggiato presso un’altra colonnina.
          Mi perdoni, con tutto il rispetto per suo padre, lui si riferiva evidentemente a un’auto a benzina. In che modo questo si applica a un’elettrica?
          In ogni caso, non è un obbligo quello di arrivare con il 4% di batteria. E’ stata solo la mia scelta. Nulla vietava di fare una sosta di 10 minuti in autostrada, presso l’Enel X di Villarboit Nord e sarei arrivato con il 18/20% a destinazione. Non è questo il punto, Roberto.
          Il messaggio del mio articolo non era, evidentemente, “potete andare ovunque con un’elettrica senza preoccuparvi dell’autonomia” ma “purtroppo la tecnologia di pianificazione dei viaggi nelle vostre elettriche (a eccezione di Tesla) lascia molto a desiderare, e vi permette di sfruttare l’auto per molto meno di quanto in realtà vale”. Questo era il messaggio. Non sto invitando le persone a restare volutamente a piedi. ok? Grazie.
          Per la cronaca, con il 4% segnalato dall’auto, in città a Torino, avrei potuto percorrere ancora circa 35/40 km. Quando l’auto segna zero, la batteria ha ancora un po’ di energia utilizzabile. Che dice, girando Torino per 40 km, sarei prima o poi approdato a una delle centinaia di colonnine disponibili?

          • Continuo a pensare che il consiglio di ” non sfruttare mai a fondo la riserva” valga sempre e comunque, con qualunque mezzo: mi sembra dettato da elementare prudenza, per non doversi mettere alla ricerca disperata di una fonte di energia con gli occhi alla strumentazione: stesso criterio applicabile a tante situazioni, ad esempio non ritrovarsi mai con il frigorifero vuoto o con la carta di credito a plafond esaurito. Ma forse sono troppo vecchio (classe 1954) per capire certe cose

          • Capisco Roberto.
            Ma se ci pensa sono precauzioni che nascono da una conoscenza approssimativa della realtà.
            Nel momento in cui invece abbiamo il pieno controllo delle informazioni non c’è motivo di non sfruttare a fondo le risorse.

  7. Buonasera Paolo Mariano, interessante il suo articolo, io posseggo un Q4 35 e-tron con batteria da 55KWh, scelta appositamente fatta in quanto percorro generalmente non più di 300km e non ho voluto “parcheggiare” qualche migliaio di € in batterie solo per l’utilizzo di una volta all’anno.
    Io ho provato a fare uno spostamento simile al suo e come lei alla fine ho dovuto arrangiarmi e non utilizzare il software dell’auto. Nella mia Audi è pessimo, molto di più della VW, sembra un normale navigatore a cui è stata aggiunta in opzione di pianificazione tanto per fare…
    Ho anche chiamato il servizio clienti che in maniera molto gentile mi ha detto che ne sono a conoscenza e che verrà aggiornato ma non sanno dirmi quando…
    È veramente assurdo che in un auto elettrica, un gruppo come VW non abbia investito in SW, lo dico soprattutto per i nuovi utenti a cui viene a mancare un aiuto prezioso che li possa aiutare nella gestione di un nuovo modo di mobilità…

    • Buona sera,
      sono d’accordo con lei.
      il bello di queste auto però è che possono essere aggiornate.
      Mi aspetto quindi che ci si metta mano quanto prima.
      Paolo

    • E complimenti, Mauro, per la scelta estremamente matura di aver scelto una dimensione di batteria compatibile con le sue esigenze, senza cedere all’irrazionale del (più ce n’è e meglio è). Massimo rispetto.

      • Grazie mille, ho usato semplicemente la logica…poi esistono sempre le ricariche fast per i viaggi lunghi e ne spuntano ogni giorno di nuove ed ultimamente stó notando nei distributori del secondo distributore più diffusione in Italia le Fast da 250KWh…
        Poi io sinceramente non faccio mai più di 300km senza mai fermarmi almeno una mezz’ora.

    • Ho venduto da poco il BMW 320d, in autostrada ai 140 di tachimetro faceva i 19km/l col clima acceso ovvero 1050km di autonomia… (Sono 135-136 km/h reali, quindi entro i limiti)
      Ora ho un Mercedes b250e, per fare 70km devo stare senza clima o riscaldamento, a temperature sopra i 13°.
      Questo inverno, ma l’auto era nuova e in rodaggio, l’autonomia scendeva sotto i 40km, 7+7km casa-lavoro-casa, in tangenziale e con riscaldamento attivo (il BMW sullo stesso percorso faceva 16,5km/l).

      • Mi perdoni, Simone, non ho capito il suo ragionamento.
        E che senso abbia parlare dei consumi di un’ibrida plug-in. Non la seguo. Mi aiuti…

  8. Samdro: “Allora il buon Bjørn Nyland (youtuber che seguo ogni tanto) non ha evidenziato la cosa in modo opportuno nei video sulla ID4. Ed ora mi spiego anche perché viaggiava da un punto di ricarica a quello successivo invece di pianificare almeno la giornata.”

    Se ti riferisci alla 1000 km challenge, sappi che Bjorn fa sempre così con tutte le auto.
    Arriva al punto di ricarica, si ferma il tempo sufficiente per raggiungere il punto successivo e riparte. Lo fa perchè arrivare con la batteria più scarica possibile e caricare il minimo indispensabile alla max potenza è il modo più veloce per macinare km e vedere quanto ci mette a farne 1.000.

    • Non era quello il punto Roberto. Conosco molto bene come fa i test Bjørn ( he seguo da diversi anni visto che abitiamo nella stessa nazione). Mi riferivo ai video di presentazione dell’auto dove ne spiega le caratteristiche. Si è lamentato di etse come di qualche bug, ma non ha menzionato (perlomeno che io ricordi) il fatto che il pianificatore mancasse appunto di “pianificazione”. Tutto qui.

  9. Quindi 722 km con soli 39.00 euro.
    Bhe devo dire che è una cifra bassissima.
    A rigore nel caso la ricarica in albergo fosse stata addebitata o cmq la ricarica fatta in albergo verosimilmente che costo avrebbe avuto ?

    • Di quei 39 euro, la bellezza di 25 euro derivano da una ricarica on demand di E-Gap. Quanto costerebbe farsi rifornire l’auto diesel nel garage di casa? E se in albergo la ricarica è in omaggio, pensa che l’importo abbia superato i 3 o 4 euro?

    • Tenga conto di un fatto Vincenzo. I costi che si hanno viaggiando in elettrico lontano da casa sono sempre più alti di quanto non avvenga ricaricando a casa propria. Per questo non è corretto prenderli ad esempio per il calcolo del costo medio a km dell’auto.

    • Buonasera Vincenzo le rispondo io in maniera semplice, su usa le colonnine fast costa come avere un auto diesel, se usa E-Gap molto più, se invece la ricarica nel box di casa risparmia anche la metà di un auto diesel…se ha per caso io fotovoltaico allora può anche viaggiare Gratis…

  10. non capisco perchè vw non omaggi i possessori di id.3 di un sistema di quelli funzionanti, in attesa di aggiornare il navigatore di bordo

  11. Titolo fuorviante. Io guido 22 ore 1800km con 3 soste da 20 minuti ognuna perciò la macchina ev finché non fa minimo 1000km con un pieno è non si ricarica come fare un pieno di gasolio e molto lontana da me. Mettiamo che nei paesi del est le colonnine non si trovano così facilmente, è il prezzo della macchina ev oltretutto che io non me lo posso permettere. Un altra cosa che mi da fastidio è che a me scocca di stare sempre a pianificare dove devo caricare, devo stare attento di non utilizare radio, aria condizionata, perché si scarica più in fretta la batteria. No, la macchina ev è proprio lontana da me.

    • 1) Se fai sempre 3 soste da 20 minuti su un viaggio di 1800 km, non riesco a capire perché ti servano 1000 km di autonomia (te ne basterebbero 450) e un tempo di ricarica di 5 min (quando andrebbero altrettanto bene 20 minuti). 2) In quale Paese dell’est Europa vorresti andare e non potresti farlo con un’elettrica? Facciamo esempi concreti. 3) Non c’è nulla da pianificare, basta scrivere il nome della destinazione su A Better Route Planner (ABRP), seguire le indicazioni ed essere un po’ svegli nel caso ci sia un imprevisto. 4) L’aria condizionata consuma poco e non fa perdere chissà quante ore in un viaggio lungo: io se la voglio accendere la accendo, se non la voglio accendere non la accendo; la radio invece è sostanzialmente ininfluente.

    • Lei è molto lontano da molte cose: dalla lingua italiana, dalla conoscenza minima dei consumi di un’auto elettrica, dalla normale fisiologia degli esseri umani.

    • Caro Daniel,
      Comprendo e condivido. Tecnologie primordiali ti portano a questo e l’unica cosa che mi sento di dire a chi spende 50 mila euro per avere ansia da ricarica è: comprati un diesel.
      purtroppo questo elettrico è senza futuro

      • Vincenzo scusi, quale ansia da ricarica? Di cosa sta parlando?
        Solo perché nel video spiego come funziona e mostro le statistiche?
        Per questo lei pensa che io abbia ansia da ricarica?
        50.000,00 Euro per acquistare cosa?
        ID.3 Pro Performance (con batteria da 58 kWh) si porta a casa oggi con circa 30.000,00 Euro al netto di sconti e incentivi. E costa circa un terzo in costi di gestione rispetto a una pari termica.
        Dia un’occhiata qui:
        https://www.vaielettrico.it/id3-vs-golf-gtd/
        i costi di energia e del gasolio sono aumentati rispetto a quando è stato scritto il pezzo. Ma se aumenta entrambi i valori del 25% il rapporto non cambia, ovviamente.

      • Io ho preso una plug-in, giro elettrico quasi sempre, se si scarica ho 600km di riserva.
        Se visito una città la attacco in carica invece che pagare le righe blu.
        Uno il termico solo per gite e ferie.
        Avrei potuto prendere una elettrica per il mio uso, ma mi son risparmiato l’ansia.
        Ovviamente ho i vantaggi di entrambi i motori ma pure gli svantaggi, dovrò fare un tagliando ad un motore che fa 2000km/anno.
        Ora c’è una campagna diffamatoria per queste vetture, ma le emissioni sono falsate per un uso scorretto, ovviamente non ha senso acquistarla se fai 200km/giorno o se non hai un box per ricaricare… ma pure una normale endotermico non avrà le emissioni omologate se usata in montagna o dal vecchietto che gira in 3a o da chi non usa il veleggio.

    • Io Daniel la invito a riflettere. Se è vero quanto ci scrive, lei rappresenta un pericolo per sé stesso e per gli altri utenti della strada.

    • Era ovvio che si trovano sempre quelli che guidano 8 giorni di fila senza dormire usando un aerotank per il rifornimento in corsa.
      Fenomeni…

      • Ahah, ma veramente, nemmeno avessero un SR-71 con cui circumnavigano il mondo a mach3.

        Io ingenuamente pensavo che fosse un vanto l’esatto opposto, avere un lavoro che non richiedesse nemmeno di usarla l’auto, così da non dover buttare via ore di vita chiuso in una scatola di metallo, che fossero 722km, 1000km (fatti rigorosamente con un diesel) o 1800km (con solo 3 soste da 20 minuti cadauna!). Ho sbagliato tutto nella vita a lavorare da casa.

  12. Quindi fa 700km come un diesel con la sola differenza che il diesel li fa in un giorno e continuativamente, questa no.
    Carino capire che il software non ha la gestione migliore ma titolo a dir poco di parte (vabbe come al solito).
    Che poi la gestione imprevisti sia sotto i piedi, è un ulteriore discorso che vaglierei

    • Anche con un’elettrica se ne possono fare 700 in un giorno solo. Io in una giornata ne ho fatti 1300, per esempio.

    • Alabek, non so cosa intenda dire con il fatto che il titolo sia di parte.
      Il titolo dice: 722 km in ev come fosse un diesel.
      E io ho utilizzato l’auto esattamente come se fosse stato un diesel. Senza mai effettuare soste appositamente per ricaricare ma semplicemente sfruttando i momenti nei quali l’auto sarebbe comunque stata ferma per farlo.
      Come al solito cosa significa?
      Alabek, anche con un’elettrica (media) si possono percorrere 1300 km in un giorno
      https://www.vaielettrico.it/in-un-giorno-1-268-km-con-una-volkswagen-id-3/

    • Io il giorno che ho acquistato l’auto elettrica ho fatto 930 km in giornata per portarla a casa. Senza pianificare nulla e senza preoccuparmi di dover ricaricare. Ho lasciato fare al navigatore dell’auto. Tesla Model 3 RWD lfp 55.

      • Si Roberto, lo immagino. E’ quello che scrivo spesso. Tesla è l’auto con uno dei migliori sistemi di pianificazione sul mercato e l’ottimizzazione della sincronizzazione con la propria rete di supercharger aiuta parecchio.
        Qui si parlava di (quasi) tutto il resto dei prodotti.

    • Ti do perfettamente ragione! Il titolo è fuorviante. Con un diesel 700 km si fanno continuativamente, e guidando il diesel come faresti con un’elettrica (cioè con piede molto leggero per non ammazzare l’autonomia stimata) avanzano anche diversi litri di gasolio nel serbatoio a fine viaggio… E non serve nemmeno chiamare il servizio a domicilio per il rabbocco (cosa nascosta ad arte nel titolo dell’articolo!).

  13. Penso che a te Paolo serva una bella Tesla e metti una pietra sopra a Volkswagen per ora…non si può soprattutto ora che siamo agli inizi dell’elettrico ragionare secondo un indovinometro..cioè io come la maggior parte di quelli che si vorranno approcciare all’eletrrico non vorranno di certo affidare i nostri tragitti al fato o alla fortuna…che se la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo

    • Maurizio, io per lavoro provo le auto e le racconto. Nel caso specifico ho raccontato un’auto che conosco molto bene, perché è la mia.
      Personalmente sono molto soddisfatto della mia auto. Non me ne lamento. Nel modo più assoluto. Ma la racconto così com’è, con le sue luci e le sue ombre. E ho raccontato un aspetto che mi pare molto importante. Proprio perché è giusto che chi la sceglie la scelga sapendo anche ciò che nessuno ti racconta.
      Detto questo, nello specifico, questa carenza al momento non è certamente solo di Volkswagen. E soprattutto, per moltissimi utenti, è qualcosa di totalmente indifferente. Moltissime persone non effettuano mai spostamenti oltre i 300 km e mai si accorgeranno quindi di tale carenza.

      • Sono d’accordo che per tragitti di una media di 350km totali sia la macchina ideale ma al momento non la prenderei in considerazione come altre se dovessi macinare molti km e andarci sempre in giro.

        • Volendo c’è il modello con batteria da 77 kWh. Che garantisce circa 70 km autostradali in più.
          A superare i 400 km di autonomia autostradale, al momento, sono pochissime auto elettriche.

  14. salve, finalmente è arrivata al mia id3 da 58kWh. nel condividere le considerazioni di MArio ho due dubbi:
    primo: le società avranno tanto interesse a farti fermare per ricaricare lontano da casa e influenzano gli algoritmi con la logica nel dubbio è meglio.
    secondo: non ho ancora fatto una ricarica ad una colonnina stradale, non ho trovato un app per tutte ed ho provato ad usare quella di enel x sito complicato non si capisce cosa fare e come… riusciremo a fare un app che quando collego la macchina alla colonnina automaticamente mi escono due tasti ON OFF, tariffa-potenza. se dobbiamo usare le ricariche per tutti già io ho qualcuno in familglia che ha paura se poi succede qualcosa con la spina… figurati se deve usare le app in funzione delle colonnine ecc. momento di mercato speculativo senza vincoli di uniformare il sistema?
    io sono un utente ENI GAS&LUCE ma per le ricariche non mi dice nulla, non vi sembra che dovrebbereo lo ro occuparsi di rendermi la vita facile?

    • Omai quasi tutti i provider più importanti hanno accordi di roaming con i maggiori operatori. Quindi in sostanza con un unico abbonamento e un’unica tessera può accedere alla stragrande maggioranza dei circuiti. Se però si sposta poco e non ha spesso questa esigenza, il mio consiglio è quello di utilizzare un’app come Nextcharge o EvWay (EVway fornisce eventualmente anche un keyfob da utilizzare al posto dell’app) e con loro può ricaricare praticamente ovunque.
      Inoltre in futuro anche Volkswagen aggiornerà le proprie auto per la modalità plug&charge. A quel punto sarà possibile semplicemente fermarsi, inserire la spina e confermare la ricarica dall’auto.

      • Visto l’inqualificabile ritardo con cui VW sta gestendo il semplice aggiornamento di una minor release (la 2.3 ancora deve essere inviata a tantissimi proprietari), io non mi farei troppe illusioni che una delle mirabolanti promesse che ha fatto verrà mai soddisfatta a breve. E lo dico da proprietario di una id.3 che vorrebbe tanto essere smentito, ma in undici mesi di possesso mi pare che la tendenza sia ben chiara. Zero aggiornamenti, i pochi rilasciati solo a loro blogger o proprietari di auto nuove su cui sono installati in fabbrica, e in ogni caso (vedasi il tanto decantato 3.0) con miglioramenti veramente marginali.

    • Eni luce & gas ora è plenitude che come colonnine è Plenitude & Be-Charge

      Basta informarsi e soprattutto leggere le pubblicità che inviano, hanno APP e Rfit fanno roaming con Enel X

  15. Titolo tristemente clickbait. Sembrano 700km continui ma così non sono, 20kw di ricarica pagati 25€ che nemmeno quando la benzina stava sopra i 2.3€ costavano così tanto in termini di €/km.
    E questo dovrebbe convincere/rassicurare gli scettici dell’elettrico?

    • Mi perdonerà, ma mi viene da dire che lei forse si è proprio limitato a leggere il titolo. E mi perdonerà di nuovo, ma nemmeno con la dovuta attenzione. Perché la parte importante del titolo non era a “772 km” quanto piuttosto ” nonostante il navigatore”.
      Perché di quello parla l’articolo, non della performance chilometrica che è del tutto marginale rispetto al tema.

    • /// 20kw di ricarica pagati 25€ che nemmeno quando la benzina stava sopra i 2.3€ \\\ I 25€ sono quelli del servizio di ricarica “a domicilio”, piú o meno l’equivalente del carro attrezzi che arriva con una tanica di carburante

    • Stefano, non abbiamo mai voluto lasciar intendere che siano stati oltre 700 km percorsi con una sola carica. Io sono per la sana informazione e piuttosto mi batto contro chi gioca con queste cose.
      Legga ad esempio questo e capirà cosa intendo:
      https://www.vaielettrico.it/4562-km-con-146-minuti-di-ricariche-brava-porsche-ma/
      I 20 kWh di ricarica con E-Gap li ho caricati per provare il servizio, per poi raccontarvelo. Fa parte del mio lavoro… E mai e poi mai capita di ricaricare a quei costi. Da nessuna parte.
      Si tratta del 500% del costo ordinario.
      Vedete, per questo evito di fornire i costi in prima battuta. Perché so che vengono sempre presi ad esempio. Ed è sbagliato. Perché se per un’auto termica la benzina costa più o meno sempre lo stesso prezzo, per un’elettrica non è così. Un’elettrica paga alle colonnine un costo sempre più alto di quello che paga a casa. E visto che generalmente, almeno per la maggior parte delle persone, le ricariche pubbliche rappresentano l’eccezione e non la regola, i costi dei viaggi a lungo raggio non rappresentano il costo medio chilometrico dell’auto, ma solo quello di quel viaggio. Il picco, insomma. Soprattutto se, come in questo caso, si utilizzano servizi anche molto particolari.

        • Sono d’accordo con lei. Soprattutto considerato che questo è il prezzo per il servizio garantito entro un’ora e mezza dalla chiamata. E che dopo 30 minuti dalla chiamata la mia auto era già in carica.

      • Sono convintissimo della sua buona fede, ma dai commenti si evince chiaramente che non sono l’unico ad aver inteso il titolo in quel modo. Perciò è “involontariamente” un titolo acchiappaclic.
        Poi si può anche paragonare i 25€ al servizio del carro attrezzi, ma è evidente a tutti che con una macchina tradizionale nella stessa situazione basta un amico con una tanica o anche arrivare a piedi al distributore.
        Negare che l’autonomia scarsa e i tempi di ricarica elevati non siano un problema che limita enormemente la diffusione mi pare miope.

        • Lo ribadisco ancora una volta.
          Ho utilizzato il servizio di e-Gap solo per testarlo.
          Diversamente avrei percorso altri 500 metri e avrei utilizzato una colonnina AC.
          Non ero rimasto a piedi.
          Non sono stato costretto a chiamare E-Gap.

          Autonomia e tempi di ricarica sono limiti ampiamente sovrastimati dai più. E’ contro questo che ci battiamo.
          Per il resto, lungi da me affermare che non ci siano e che una qualsiasi elettrica sia adatta a qualsiasi utilizzo.
          ci sono profili d’uso che attualmente non sono ancora compatibili con un’auto elettrica.
          Ma ce ne sono molti di più che lo sono e dove il potenziale utente è convinto del contrario.

    • Non sono state fatte soste per la ricarica. Ma solo le soste che sarebbero state fatte comunque anche viaggiando con un diesel. Cioè quelle funzionali al motivo del viaggio.

      • bmw 316 del 2018, 1080 km con un pieno di gasolio a passo autostradale. Mi fermo 5 minuti e ne faccio altri 1080 se volessi..
        Ma di che stiamo parlando? di tecnologie ridicole ..SI!

        • Il punto, Vincenzo, è che la sua Bmw 316 per percorrere 2160 km, ha bisogno di bruciare circa 120 litri di gasolio, e di emettere, tra gli altri circa 250 kg di C02.
          Dissipando in calore un buon 70% dei circa 1300 kWh contenuti nel carburante.
          Non è una tecnologia d’avanguardia. E’ solo che la quantità di energia per litro di gasolio è talmente elevata che, se anche il motore è così poco efficiente, la sua autonomia è comunque molto ampia. Tutto qua.

          Un’elettrica al contrario richiede un terzo dell’energia (solo 430 kWh) e trasforma in energia cinetica oltre il 90% di quell’energia.
          E lo fa con prestazioni, comfort, e costi (economici ed ecologici) decisamente più bassi. Già oggi. Pensi a quanto potrà migliorare in futuro migliorando la densità energetica delle batterie…

          Personalmente, se il prezzo da pagare per risparmiare denaro ed emissioni è quello di una sosta o di una programmazione in più, credo che non ci sia davvero motivo di non farlo.

          • E direi che questa risposta potrebbe chiudere tutta la discussione. Ricordiamoci che l’italiano medio non fa più di 30 km al giorno. Poi ci sono gli estremi, ma vuol dire che alla maggior parte della gente un’elettrica, con i suoi vantaggi economici (perché alla fine della fiera, dopo qualche anno di uso, costa no di una equivalente a carburante) basta e soprattutto avanza….

    • Apprendiamo che nel titolo c’è scritto “772 km senza soste inutili e non volute per ricaricare.”

      Cioè, vi prego, vi supplico, ma almeno leggete quello che c’è scritto e non quello che vi piacerebbe che ci fosse scritto. 🙏🙏🙏

  16. Di fatti quello che mi chiedo è perché l’indovinometro non ci azzecca, io ho cominciato ad usare la EV come un auto a GPL azero con il pieno e guardo i km che percorro, quando arrivo in riserva 10% cerco una colonnina tanto so che poi c’è un altra riserva e ho tutta l’autonomia per cercare colonnina A o B o C o se sono in rientro a casa so se ci posso errivare o se devo fare un biberonaggio per i km che mancano.

    • Perché, anche a destinazione impostata, non tiene comunque conto della natura del percorso.
      Il fatto è normale fin tanto che non ho impostato nulla e quindi l’indovinometro calcola l’autonomia sulla base del consumo avuto nei km precedenti.
      Non è normale quando impostando la destinazione sul navigatore l’auto disporrebbe di tutte le informazioni necessarie per fare il calcolo.
      Cercare una colonnina quando l’autonomia scende sotto il 10% non è una strategia valida di viaggio, Fabio.

      • Perché di norma i miei viaggi o meglio le mie soste sono abbondantemente sotto l’autonomia del auto, ovviamente come tutti i miei viaggi sono pianificati, con EV controllo se in zona ci sono colonnine e quali e quante, ma non mi faccio la testa se resto a piedi e al momento mi è successo più volte con le termiche chiamo il carroattrezzi , se dovesse succedere con EV non mi preoccupo chiamo.
        Il senso del indovinometro lo trovo assurdo perché non fa stima di dati a posteriori, provato più volte ad arrivare a casa con i 5% o 2% superando i dati di omologazione ma alla ricarica sucessiva mi dava ancora meno autonomia di quanto ero partito, quindi uno strumento che fa di tutto per non aiutarti è solo un pericolo, io la vedo così.

  17. 750 kmi 24 ore? Un record? Io per lavoro le faccio in 7 ore….vediamo se non fai soste apposite per ricaricare.
    Sarà “sporco” e odiato na ancora le EV ne hanno da sviluppare di batterie prima di poter essere paragonate al diesel…

    • Si, Luca. Certo. Non ho pubblicato questo articolo per dire che con l’elettrica si può fare tutto ciò che si fa con una termica. Non è questo il messaggio.
      Il messaggio è: con un’elettrica si può fare molto di più di quanto l’auto stessa indichi come possibile. Tutto qua. Non è un record.
      Ad ogni modo voglio augurarmi che in 7 ore di guida lei si fermi almeno un paio di volte.
      Riguardo al fatto che le EV debbano ancora essere molto migliorate prima di poter essere paragonate al diesel, Luca, c’è una gradualità nell’evoluzione. Non può avvenire tutto in un giorno. E affinché ci sia un’evoluzione, nelle auto, nei sistemi di ricarica, nella rete, nella tecnologia, bisogna che qualcuno ci lavori e ci investa. E se lei è qui e ci legge, forse è perché questa evoluzione la interessa.
      Quindi, non sto dicendo che un’elettrica come ID.3 possa essere 100% sostituibile a una pari auto diesel, sempre. Sto solo dicendo che può essere molto più versatile di quanto si creda. Tutto qua. E mi sembra di averlo scritto chiaramente.

    • L’estate scorsa ne ho fatto 2.100 in circa 21 ore (Hirtshals-Livorno) causa coincidenze con i traghetti, esattamente quanto ci impiegavo con il diesel. E non c’era nessun modo di ridurre i tempi né con l’elettrico né con il diesel perché non ero da solo in strada e se hai mai guidato nelle famose autobahn tedesche capisci di cosa parlo. Come vedi non c’è niente da sviluppare: basta usare l’auto giusta per quel tipo di viaggi.

      • Tranquillo Paolo, Era solo per un sorriso. se vuole che le elenchi la quantità di abbigliamento tecnico per andare in moto che conservo ancora dalle varie collaborazioni, si mette a comodo e si prenda una mezz’oretta😉

        • Mi dispiace solo che lei possa pensare che io possa scrivere che la ricarica non è costata nulla, pur consapevole che non è così. Quindi mentendo deliberatamente. Questo mi dispiace. Lo trovo offensivo del mio lavoro.
          E non mi pare qualcosa su cui sorridere. Mi sembrerebbe una cosa molto grave.
          Sulla mobilità elettrica c’è molta disinformazione. Ci sono un sacco di luoghi comuni. C’è tanta superficialità. Noi qui cerchiamo di fare di tutto per far passare la maggior quantità possibile di corretta informazione al maggior numero di persone possibili. E dispiace la leggerezza con la quale alle volte si lascia intendere quanto non ci si fidi di quanto viene scritto.

          • Paolo Santo cielo era la frase che mi dicevano a me. 😂😂😂 va tutto bene Nessuno sta pensando male di nessuno. 😉

          • quando capire è un optional.. 🤦‍♂️

            era chiara la battuta la prima volta,
            era chiara la spiegazione la seconda,
            ma ci è voluta anche la terza.
            senza parole..

  18. Scusa Paolo, solo una domanda: ma se il navigatore della iD3 ritiene che la carica residua non sarà sufficiente per arrivare a destinazione, invece di proporti un rabbocco, ti propone una ri arica completa di oltre un’ora? 🤔

      • Sapevo che ci fosse una certa differenza rispetto al sistema di pianificazione viaggi di Tesla (comunque ancora perfettibile e solo da poco dotato di possibilità di tappe intermedie), ma non pensavo fosse a questi livelli.
        Se ID4 ha lo stesso pianificatore… buonanotte. Ho provato entrambe, ma non ho approfondito la sezione di navigazione.

        • Al netto di aggiornamenti OTA, che potrebbero arrivare in modo non completamente sincronizzato tra i due modelli, il sistema è il medesimo.

          • Allora il buon Bjørn Nyland (youtuber che seguo ogni tanto) non ha evidenziato la cosa in modo opportuno nei video sulla ID4. Ed ora mi spiego anche perché viaggiava da un punto di ricarica a quello successivo invece di pianificare almeno la giornata. Vabbeh… non si finisce mai di imparare.

        • Caro Mariano direi che ID3/4 hanno ancora un navigatore divisamente inadeguato rispetto ad altre auto di prezzo confrontabile: anche il vecchio navigatore di Tesla ti proponeva rabbocchi o ti indicava la massima velocità per raggiungere la destinazione.
          Io spesso arrivo a casa con meno del 5% di batteria

          • Ma non è “scorretto” arrivare spesso con meno del 5%? Lo chiedo perché da ignorante in gestione batterie vorrei capire se il discorso di restare il più possibile con la batteria tra 20 e 80% sia una cosa assolutamente fondamentale o solo consigliata per mantenere in buona salute la batteria.

          • Chi studia le batterie e il loro comportamento è concorde nel dire che non è un problema scaricare la batteria oltre il 20% o ricaricarla sopra all’80%. Ma è preferibile non lasciare la batteria a lungo scarica o completamente carica. Perché questo ne accelera l’usura. Ce lo ha confermato tra gli altri Leonardo Spacone, di Power Cruise Control e i tecnici di Aviloo, che ogni giorno analizzano migliaia di batterie.
            Tenga inoltre presente che i costruttori tengono “congelata” e inaccessibile una parte della batteria che quindi non è completamente scarica nemmeno quando è segna 0%. E non è completamente carica, nemmeno quando segna 100%.

  19. una nota sul costo delle ricariche effettuate sarebbe interessante anche perché ci sono state tutte situazioni diverse: casa, E-Gap ed albergo.
    Grazie

    • La ricarica a casa, prima di partire, è costata circa 14,00 Euro.
      La ricarica con E-Gap è costata 25,00 Euro.
      Quella in hotel non è stata addebitata.

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