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7 consigli su come scegliere la tua nuova auto elettrica

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La Nuova Fiat 500 e la Smart EQ sono le elettriche più vendute on Italia nei primi 8 mesi 2021.

7 consigli su come scegliere la tua nuova auto elettrica. Individuare quella giusta non è banale come sembra. E, anche quando abbiamo capito quale EV potrebbe fare al caso nostro, è necessario fare alcune considerazioni.

7 consigli…/ Primo: scegli un’auto che ti piace!

Sembra banale, ma l’auto deve innanzitutto piacere. Si tratta di un mezzo che ci accompagnerà a lungo e dobbiamo quindi assicurarci di scegliere un’auto con la quale ci sentiamo a nostro agio. Che ci piace guidare. Della quale apprezziamo estetica e funzionalità. Che dispone degli spazi (di bordo, e di carico) dei quali abbiamo bisogno. Da qualche tempo a questa parte, l’offerta è letteralmente esplosa. Quindi vale davvero la pena di mettersi alla paziente ricerca del prodotto che meglio si adatta ai nostri gusti.

7 consigli…/ L’autonomia? Conta, ma non esagerate

ricarica zoe

Si tratta della prima caratteristica alla quale si pensa quando ci si approccia a un veicolo elettrico. E l’errore che spesso si fa è quello di ritenere che, quanto più alta sarà l’autonomia del veicolo, tanto meglio sarà per noi. Come scelgo quindi? Quasi tutti tendono a ricercare auto dall’autonomia elevata, ma soprattutto a rapportare tale percorrenza a quella del veicolo (termico) che possiedono e che devono sostituire. In realtà, nella maggior parte dei casi, l’autonomia delle nuove auto elettriche, anche delle più economiche, è superiore alle reali necessità di chi le guida. Piuttosto è importante non esagerare con pacchi batteria troppo imponenti.

7 consigliL’importante è organizzarsi, facendo prima due conti (3)

Questo ovviamente è vero fin tanto che sono rispettate alcune particolari condizioni.

  • disporre di un punto di ricarica dedicato (a nostro utilizzo esclusivo) nei luoghi dove trascorriamo la maggior parte del tempo. Tipicamente a casa o al lavoro.
  • percorrere, nella quotidianità, un numero di km uguale o inferiore a quello del range di autonomia dell’auto individuata. A questo proposito, è molto importante  non esagerare. Se nella quotidianità non percorriamo ad esempio più di 20 km, non è sensato andare alla ricerca di un’auto che ci permette di percorrerne oltre 500. Al di là di qualsiasi altra considerazione, staremmo sprecando il nostro denaro.
  • disporre di un sistema di ricarica che ci garantisca di recuperare, durante la sosta la quantità di km di cui abbiamo bisogno giornalmente, o fino alla ricarica successiva.
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Lo spaccato tecnico della e-Golf, prima generazione delle elettriche.

Pensa alla ricarica necessaria (4)

Fondamentale è il rapporto tra velocità di ricarica, ore di fermo dell’auto e consumi. Spesso ho sentito i venditori dei concessionari dire: “Beh, se prende un’Audi e-tron, non può fare a meno di installare una wallbox da 11 kW e richiedere una trifase“. Beh, non è esattamente così. Non necessariamente, almeno. Cerchiamo di capire bene la questione. Per due anni ho guidato una Volkswagen e-Golf, per un totale di circa 100.000 km, percorsi prevalentemente in autostrada. La mia auto era costantemente o in uso (in circolazione su strada) o in carica. Partivo con la batteria al 100% da casa, mi recavo al lavoro a circa 100 km di distanza. Mettevo l’auto in carica (presso una wallbox dedicata da 3,7 kW di potenza) e la sera ripartivo per tornare a casa. Dove la notte, mentre dormivo, l’auto si ricaricava. Come un telefonino. Percorrevo non meno di 1000 km a settimana, solo dal lunedì al venerdì, senza contare il week end, a bordo di un’auto con un’autonomia autostradale di circa 150/160 km. Lo potevo fare grazie al perfetto “ecosistema” (ricarica a casa e in ufficio) e alla combinazione dei consumi autostradali di e-Golf, alla distanza e ai tempi di ricarica garantiti dalle infrastrutture a disposizione. Il calcolo era piuttosto semplice. e-Golf consumava non oltre 21 o 22 kWh/100km in autostrada, anche con riscaldamento acceso e temperature estreme (fino a -10 gradi). Con batteria carica non era un problema raggiungere l’ufficio (100 km). Ricaricare, alla potenza di 3,7 kW (che è la potenza della wallbox di casa e di quella del lavoro) una batteria da 32 kWh richiede circa 8,5 ore. Le mie giornate lavorative non durano meno di 8 o 9 ore. La situazione ideale, quindi.

7 consigli Basa l’utilizzo su punti di ricarica certi (5)

Facendo questi calcoli,  prendiamo in considerazione il nostro chilometraggio tra una possibilità di ricarica e quella successiva. Edobbiamo tener conto esclusivamente delle possibilità CERTE di rifornire. Se vogliamo che l’utilizzo dell’elettrica sia privo di disagi e sia un’esperienza migliore di quella dell’auto termica (anche economicamente), dobbiamo garantirci dei punti di ricarica sui quali contare al 100%. Soprattutto se portiamo l’auto all’estremo delle sue possibilità. Certo, oggigiorno, questo è più difficile. Le auto, in media, hanno autonomie molto più elevate. E sono poche le persone che, per raggiungere il lavoro percorrono giornalmente 200 km.Ma il concetto non cambia. Non possiamo affidarci solo alle colonnine pubbliche. Non nella quotidianità almeno. Utilizzeremo le colonnine pubbliche FAST in caso di spostamenti a lungo raggio, certo. Ma se pensiamo di ricaricare presso le FAST un po’ come oggi facciamo con il carburante, andremo incontro a qualche inconveniente. Solo in alcuni casi, per chi fa pochi km, potrebbe essere effettivamente un’opzione, ma non staremmo comunque ottimizzando l’uso dell’auto.

 

Calcola km, consumi, possibilità di ricarica e scegli (6)

Potrò iniziare a individuare l’auto da acquistare una volta che avrò determinato:

  • il numero dei km che percorro giornalmente, con possibilità certa di ricarica
  • il tempo di fermo minimo garantito e la potenza a disposizione per la ricarica.

Poniamo caso che io abbia bisogno ad esempio di un’auto per gli spostamenti cittadini quotidiani tra casa, lavoro, supermercato e figli. Ipotizziamo che la mia percorrenza giornaliera sia di circa 20 km. Una piccola citycar, in città consuma in media attorno ai 12 kWh/100km. Questo significa quindi che l’autonomia che dovrei ripristinare giornalmente sarebbe di: 100 diviso 20 = 5; 12 diviso 5 = 2,4 kWh. Poco più di un’ora di ricarica alla potenza di 2,3 kW (2,4 diviso 2,3 kW) è sufficiente a guadagnare in questo caso l’autonomia necessaria. Questo significa ad esempio che, in questo caso, anche chi avesse un contratto di fornitura da 3 kW, senza intenzione di modificarlo, potrà ricaricare senza disagi. Magari tra le 3 e le 4 del mattino, quando non ha altri assorbimenti importanti e l’energia costa.

7 consigli…/ E ora calcola il risparmio, economico ed ecologici. I piccoli disagi spariranno!

Come scelgo quindi? Certo, dopo questa prima analisi preliminare, potrò andare ad analizzare più nel dettaglio quali sono le auto che rispondono alle mie necessità. Verificarne i consumi in autostrada, in città, in extraurbano. E calcolare quanti km sarei in grado di recuperare nelle ore di fermo dell’auto. In moltissimi casi, saranno molti di più di quelli che sono in grado di percorrere fino alla ricarica successiva. Pensiamo ad esempio a un’utenza da 4,5 kW. Dove posso installare una wallbox da 3,7 kW di potenza. Questo significa che, ogni ora, potrò ricaricare all’incirca 3,7 kWh della batteria della mia auto (sto semplificando, tralasciando curve di ricarica e dispersioni). Anche se immaginassi di tornare ogni sera a casa molto tardi (diciamo a mezzanotte) e di uscire di casa molto presto al mattino (diciamo alle cinque), avrò comunque ricaricato circa 18,5 kWh. Che per la maggior parte delle auto elettriche in commercio significa un’autonomia che può arrivare fino a 200 km, con una spesa in energia di 3,5 euro. Come scelgo quindi? Questi 7 consigli vi sono stati utili? Non è più così difficile, vero?

7 consigli— Leggi anche: Occhio all’autostrada, le auto elettriche alle alte velocità consumano molto. Ecco quanto, modello per modello. E guarda le video-prove di Paolo Mariano dei modelli più venduti sul nostro canale YouTube,  cliccando qui —

 

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7 COMMENTI

  1. Una rete di ricarica capillare permette di avere più auto con batterie medio-piccole, e soprattutto con caricatori di bordo “ultra potenti”.
    Credo sia la strada più logica e meno impattante per il futuro della mobilità elettrica.

  2. Articolo interessante, dopo un anno di esperienza posso confermare che quello dell’autonomia è un problema molto sopravvalutato. Ormai tutte le auto in vendita sono in grado di soddisfare le esigenze del 99% delle persone, ammesso che si disponga di un punto di ricarica certo. Poi vabbè…. c’è sempre il punto 1… e nel mio caso quella dell’autonomia è stata un’ottima scusa per giustificare il bonifico necessario a portare a casa una Model 3 long range 🙂 …. ma ad essere onesti anche poco più di metà dell’autonomia sarebbe stata sufficiente

  3. Bel articolo più o meno le considerazioni che ho fatto io quando ho scelto la mia prima EV e ne sono pienamente soddisfatto quasi due mesi di utilizzo e non mi ha mai deluso.

  4. Ottimo articolo. Sto aspettando con ansia la mia nuova e-C4 Citroen e leggendo suggerimenti come i suoi debbo dire che la mia ansia viene attenuata (e mi fa confermare la scelta). Non è solo un cambio tecnologico il nostro ma una vera e propria rivoluzione culturale. Dopo anni del sempre più potente, del sempre più grande (io ho ricordi bambino che andavamo in 500 in 7 eppure a guardarla adesso sembra una scatoletta), sempre più di corsa … bisogna tornare ad un approccio “lento” della vita. In mezz’ora mi prendo il caffè e mi leggo il giornale mentre l’auto si ricarica quel tanto che basta per arrivare ad un’altra piacevole pausa…

    • Io già da una quindicina d’anni che ho adottato questa politica, la vita è breve non ha senso passarla sempre di corsa, tutti gli spostamenti sia per lavoro che per viaggi anche 100km le pause sono diventate d’obbligo, mi ricordo il primo giro che abbiamo fatto con EV piena autonomia andata e ritorno totale 130km 4 soste al andata e 5 al ritorno, li viaggio parte quando si esce di casa e la vita frenetica la lasciamo alle spalle, perché c’è né una sola ed è breve

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