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Una flotta di 5mila e-taxi BYD a Shenzhen

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Una flotta di 5.533 taxi elettrici costruiti da BYD per Shenzhen. Chi si è entusiasmato per i 69 e-taxi di Firenze o per i 167 dell’aeroporto di Amsterdam Schipol dovrebbe fare un salto nella città cinese per toccare il cielo con un dito.

Un’operazione partita nel 2010

Shenzhen Pengcheng Electric taxi Co. Ltd è il frutto di un’operazione preveggente. Ovvero un’accordo tra una grande azienda, Pengcheng, e l’amministrazione di una metropoli dell’estremo sud della Cina. Già nel 2010 i due partner si unirono per affrontare il problema dell’inquinamento da traffico, drammatico in una zona in vertiginoso sviluppo come quella di Shenzhen. Autobus e taxi elettrici erano la soluzione individuata. E i taxi sono via cresciuti fino a superare quota 5 mila, una flotta che non ha pari nel mondo. Il tutto con piccoli Suv costruiti dal gigante BYD  (guarda il sito), uno dei protagonisti del mercato cinese dell’elettrico. Un gigante noto in tutto il mondo anche per la produzione di autobus elettrici, settore in cui è leader mondiale. Con una certa notorietà anche in Italia, per avere fornito  a Torino 23 bus elettrici costati circa 8 milioni e mezzo di euro. Lunghi 12 metri, i bus BYD  possono trasportare 77 passeggeri di cui 21 seduti . Con videosorveglianza, climatizzatore, pavimento ribassabile, tre porte pneumatiche e congegni automatici per facilitare accesso disabili. Insomma, non certo un prodotto povero, a dispetto di quel che molti continuano a pensare dei prodotti cinesi.

Dalla Cina una lezione per le nostre città

E contrariamente a quel che molti continuano a pensare, l’Italia avrebbe molto da imparare dalla Cina. Il grande Paese asiatico si sta muovendo con grande decisione nella produzione di energia da rinnovabili, con enormi investimenti. E anche nella mobilità elettrica ha fatto scelte molto precise, con forti incentivi per produttori e acquirenti. Anche i taxi di Shenzhen Penghgeng sono stati acquistati grazie a ingenti agevolazioni statali. Tutto questo fa sì che oggi nel mercato mondiale delle auto elettriche la Cina abbia una quota del 42%. Giustamente si è puntato soprattutto sui mezzi pubblici che continuamente percorrono le vie delle città. Una strada che in Italia solo Firenze ha in parte scelto di seguire. Spesso per la diffidenza degli stessi tassisti, come sta avvenendo nel caso di Bologna