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52 mila km col Model X, Michele: “Soddisfatto? Di più”

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52 mila km col Model X
Michele con la sua Tesla Model X: dopo oltre 50 mila km "più che soddisfatto".

52 mila km con la Tesla Model X in un dettagliato botta e risposta. Ecco il racconto di uno dei primi italiani ad acquistare l’elettrica famosa per le portiere “ad ali di falco” (qui il sito ufficiale)

52 mila km col Model X in un anno e mezzo

            Intervista di Paolo Mariano

È un vero piacere per me condividere questa esperienza rivoluzionaria. Sperando che venga sempre piú spesso presa in considerazione da molti, fino a divenire a breve la normalità“. Inizia così il racconto di Michele, 44enne di Riva del Garda, dei 52 mila km col Model X. Racconto che si unisce agli altri lettori che hanno voluto raccontare la loro vita in elettrico.52 mila km col Model XSono sicuro che  l’elettrico prenderà sempre più piede. La storia insegna che ció che funziona e bene e meglio, alla fine vince sempre, nonostante le difficoltá. Anzi, le difficoltá stimolano normalmente un indotto di idee impensabile, che spesso si tramuta in nuovi lavori e nuovi modi di vivere”.

52 mila km col Model X: “Prima? Avevo una Audi Q7, bella macchina, ma questa…”

  • A che cosa pensi?
  • “Agli smartphone e ai tablet. Sono stato uno dei primi acquirenti di iPad, nel 2010. Era stato presentato da Steve Jobs il 27 gennaio di quell’anno a San Francisco, data del mio 34esimo compleanno. Ne fui stupefatto, litigai quasi con mia moglie per l’acquisto, perché sembrava un eccesso. Ed oggi?”
  • Qual è la tua auto e quanto tempo la guidi?
  • “Possiedo una Tesla Model X 100. La guido dal marzo del 2018”.
  • Da che esperienza precedente provieni e cosa ti ha spinto verso questa scelta? Quali valutazioni hai fatto prima di acquistare?

    Audi Q7
    Una Audi Q7, l’Utica auto posseduta da Michele prima della Tesla.
  • “Precedentemente guidavo una meravigliosa Audi Q7 3000 cc, comprata usata con un finanziamento nel 2014. Mi trovavo molto bene, anche perchè ho una famiglia numerosa. E per lavoro viaggio moltissimo sulle autostrade, condizioni che favoriscono l’utilizzo di un’auto sicura, confortevole e capiente. Il kilometraggio era divenuto importante, per cui cercavo qualcosa di nuovo”.

“Sono partito da un business plan. E a conti fatti…”

  • Che novità cercavi?
  • “Da anni mi si era accesa la lampadina dell’elettrico, così lo studiavo un po’. Ed un amico, colui che mi intervista, era gia’ oltre. Arrivava a casa di tanto in tanto con esemplari elettrici, che mi portava a “cavalcare” sulle rive del nostro bel lago di Garda. E un giorno arriva con la Tesla model X. Folgorato sulla via di Damasco. Innanzitutto per l’estetica minimalista e la “pulizia” essenziale delle linee. Poi per la capienza, addirittura maggiore dell’Audi. Ed infine, ma non ultime, le prestazioni: un aereo in decollo, ma più stabile!”.

 

52 mila km col Model X
La moglie di Michele, Milena, con due Tesla.
  • E così hai fatto il grande passo…
  • “Sono partito da un business plan, considerando il prezzo del leasing e detraendo, rispetto all’Audi, il bollo, i service di manutenzione e l’assicurazione. Che è meno cara, perché l’auto non viene rubata. In quel periodo poi la si poteva avere con la promozione della gratuità completa delle ricariche ai Supercharger Tesla. E, fatti due calcoli, anche la ricarica domestica era molto più economica del pieno di gasolio. A conti fatti avrei avuto un’auto nuova, super-tecnologica, dalle prestazioni eccezionali, silenziosa, bellissima, ecologica. Ma a 100 euro in meno al mese di quello che mi costava l’Audi!”
  • Come si è svolto l’acquisto?
  • “Per la decisione finale ho chiamato la Tesla di Milano, chiedendo un test-drive di 4 giorni a Natale 2017, gentilmente accordato. L’ho provata con la famiglia in ogni situazione, ce ne siamo innamorati. L’unico dubbio rimaneva il colore. La famiglia ha scelto il bianco perla, io volevo il rosso. Avevano ragione loro, è bellissima bianca, con interni in pelle crema”.

“Tantissimi pregi. Difetti? Le portiere, forse…”

Tesla Model X
La foto è stata scattata alla Contea dei ciliegi di Pedaso, che ospita un Destination Charger.

 

  • Ti consideri soddisfatto? I 52 mila km col Model X ti hanno dato problemi?
  • “Soddisfatto é riduttivo! Credo sarà difficile in vita avere un’esperienza analoga, per percezione tangibile di vivere una autentica innovazione spartiacque”.
  • Elencaci pregi e difetti della tua auto.
  • “I pregi? Tanti: ecologica, silenziosa, precisa, potente, spaziosa, rilassante, sicura. I difetti pochi: anti-privacy, portiere ad ali di falco scenografiche (e per noi romantici in ricordo di ritorno al futuro), ma talvolta scomode”.
  • Raccontaci, se esistono, situazioni nella quale ti sei sentito in difficoltà. O viaggi che non hai potuto fare per il tipo di auto che possiedi.
  • “Nessuna situazione del genere, con 52.000 km all’attivo in 18 mesi. La Tesla ha quello che le altre elettriche non hanno: un network di ricariche visibile sul navigatore che annulla l’ansia da ricarica. Posso raccontare l’ultima esperienza di viaggio: destinazione Cupra Marittima, nelle Marche a fine agosto”.
  • Sentiamo…
  • “Partenza con 100% di carica da Riva del Garda. Ci fermiamo a Modena per ricaricare e pranzare. Dopo 15 minuti auto carica e noi ancora col panino in bocca. Si riparte. Il navigatore mi dice che riuscirò, col mio stile di guida, le condizioni climatiche ed il carico attuale, ad arrivare a Cupra, ma col 15% di carica. Per inciso: ma stiamo parlando di un auto, vista questa sensibilitá di analisi? Comunque: mi bastano 15 minuti per il bagno ed un caffé al Supercharger di Forlì per arrivare col 40% alla destinazione finale. Detto e fatto. I Supercharger sono sempre in zone ben servite di ristorazione e shopping, subito alle uscite dell’autostrada”.

— Leggi anche: Supercharger Tesla a quota 33 con 3 nuove aperture.

“I Supercharger sono ovunque”

supercharger

  • Però dall’autostrada devi sempre uscire.
  • “Ok, devo uscire, ma che problema c’é col Telepass? E poi molto meglio dei nostri autogrill italiani. Il problema si pone a Cupra. Nessuna ricarica fast nelle vicinanze, successivo supercharger a Pescara, hotel non attrezzato in questo senso. Guardo la app utilissima (per chi non ha Tesla) evWay e qualcosa c’é in giro. Poi però mi balza all’occhio un Destination Charger a Pedaso (5 km da Cupra), appare sullo schermo il numero del residence Contea dei ciliegi“.
  • Sei riuscito a ricaricare lì?
  • “Chiamo, risponde Luigi, il titolare. Gentilissimo, mi dice di passare da lui all’arrivo. Ci fornisce il badge del suo splendido residence in collina, mi dice di venire quando voglio a caricare…e guarda un po’…ha una Tesla Model X bianca! Naturalmente il suo residence è costruito con materiali ecocompatibili. Con l’irrigazione delle numerose piante sotterranea e proveniente da un bacino di recupero delle acque reflue bianche poco distante. E nasce una bella amicizia e comunione d’intenti!”
  • Guidando un’auto elettrica, riceverai sicuramente molte domande dagli altri automobilisti. Come giudichi il livello medio di informazione?
  • “Il livello d’informazione è basso e pieno di luoghi comuni. La domanda classica è: “Quanto tempo ci metti a fare il pieno?”. Oppure: “Quanti km fai con un pieno?”. Quando spieghi che l’auto non è più un auto, ma uno smartphone da mettere in carica appena si può, cominciano ad intravedere una visione nuova”.

“La scossa al mercato la darà la Volkswagen”

ID.3
La nuova ID.3 Volkswagen: sarà la Casa tedesca a fare dell’elettrico un prodotto di massa?
  • Perché oggi l’elettrico è ancora una scelta di pochi?
  • “Il costo delle auto é alto, anche se chi è abituato a macchine di fascia alta risparmierebbe, ma non lo sa! Le infrastrutture di ricarica ci sono, ma serve un aumento deciso delle stazioni fast. E la possibilità per ogni veicolo (non solo tesla) di individuare queste postazioni con comodità e di inserirle nel programma di viaggio”.
  • Quando ci sarà una svolta?
  • “Credo che la Volkswagen rivoluzionerà il mercato nei prossimi anni, sia sul fronte dei prezzi sia delle infrastrutture. Poi vedo un cambio di cultura automobilistica in futuro, soprattutto nelle grandi città”.
  • In quale direzione?
  • “Electric car sharing, con auto che arriveranno con guida autonoma sotto casa, a prendere l’abbonato al servizio. Per utilizzi sporadici. Di contro, auto di proprietà più longeve. Con possibilità di “ristrutturarle” nel tempo negli elementi di fashion (sedili, carrozzeria, cerchi) per “rimodernarle” a seconda delle tendenze. Meno Case automobilistiche, ma piú qualità. Piú uso e meno getta. Sogni? Non è possibile cambiare pensando di fare sempre le stesse cose”.

 

Tesla Model X

I 52 mila km col Model X  raccontati da Michele hanno diversi precedenti. Altri lettori che hanno condiviso la loro vita in elettrico: qui Gian Luca e i suoi 30 mila km con la Jaguar I-Pace;Armando con Tesla M3 qui Lorenzo e i 30 mila km con la Renault Zoe.  Qui Armando e i primi 10 mila km con il Model 3 Tesla.  Qui Paolo racconta i suoi viaggi in e-Golf. Qui Riccardo e la Citroen C- Zero. E qui Stefano e i suoi primi 10 mila km con la Nissan Leaf…

2 COMMENTI

  1. Grazie Michele.
    Riflettevo sui costi e sul modo in cui questi siano oggi a tuo avviso un ostacolo alla diffusione.
    Sempre per restare nel tuo paragone tra auto ed elettronica di consumo, quando Apple ha presentato il primo IPhone, gli smartphone esistevano già, ma si trattava di prodotti di estrema nicchia, complicati da utilizzare e naturalmente anche molto costosi. ma l’ostacolo alla diffusione non era il loro prezzo.
    Apple a un certo punto è uscita con l’IPhone, un prodotto anch’esso costoso ma estremamente semplice da utilizzare. Oggi tutti i telefoni sono progettati a immagine e somiglianza di IPhone.
    La domanda quindi a mio avviso non è “quando scenderanno i prezzi delle auto elettriche (che peraltro già oggi sono in alcuni casi più bassi del corrispettivo endotermico, anche senza scomodare calcoli del costo totale di possesso, ma semplicemente nel prezzo di acquisto)?” ma piuttosto quali saranno le caratteristiche che faranno si che l’auto elettrica diventi un bene desiderabile al punto da non badare più al prezzo? Vorrei ricordare a tutti che, se una volta spendere 500/600 euro per un telefono era qualcosa di folle, oggi a rateizzare l’acquisto di uno smartphone di fascia alta sono in molti. Gli stessi che una volta sorridevano al pensiero di un telefono che scattasse foto e navigasse in rete. Si chiedevano quale fosse il senso. 🙂
    La vera domanda a mio avviso è: in che modo è necessario evolva l’auto elettrica perchè le persone se ne innamorino a tal punto da condizionare l’intero mercato?
    A mio avviso, una prima caratteristica che potrebbe rendere l’auto elettrica un prodotto desiderabile a prescindere e molto più di qualsiasi altra è l’associarla a un bene di lusso. In questo senso credo che Porsche sia destinata a giocare un ruolo chiave. Nel momento in cui l’uomo della strada realizzerà che una Porsche Taycan è un’auto che lascia a fondo pista la quasi totalità delle concorrenti a benzina e che fa questo in modo totalmente silenzioso, affidabile, elegante, efficiente ed ecologico, nel momento in cui ognuno riconoscerà che questo è figo (tanto quanto un touchscreen in un mondo di tastiere), i produttori vorranno probabilmente produrre auto che in qualche modo le somiglino e lo faranno.
    Secondo voi quali sono le altre caratteristiche che potrebbero rendere l’auto elettrica davvero desiderabile?

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