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50mila km con la VW ID.3: pregi e difetti

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50mila km con la VW ID.3: 18 mesi di utilizzo per saggiarne pregi e difetti. Che cosa è emerso? Quali sono i limiti? Che cosa potrà migliorare e cosa no? Per chi la ID.3 può essere una scelta valida e chi dovrebbe invece guardare altrove? 

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50mila km con la VW50mila km con la VW ID.3 / Abitabilità al top

Pur avendo dimensioni molto simili a quelle di una media del segmento C, quella della Golf,  – ha un’abitabilità nettamente superiore. La differenza è lampante se la mettiamo a confronto con quella della e-Golf che ho guidato per i due anni precedenti. Questo grazie al passo molto più lungo e all’assenza di un tunnel centrale). Anche le ampie vetrate contribuiscono a conferirle un senso di spazio. Peccato per l’assenza di un vano anteriore dove poter riporre i cavi di ricarica. Per quelli standard c’è un pozzetto nel bagagliaio, ma se ad esempio si gira con il kit Juice Booster II, non c’è abbastanza spazio per riporlo. Voto complessivo: 8,5.

50mila km con la VW50mila km con la VW ID.3: grande piacere di guida, anche in difficili condizioni

(Grazie alla trazione posteriore, ha un’ottima capacità di scaricare i cavalli a terra, anche in condizioni di scarsa aderenza. E in inverno sulle strade di Trentino e Alto Adige l’ho molto apprezzato. Ho guidato l’auto anche su strade innevate e con pendenze importanti senza la minima difficoltà. Certo, è innegabile, una trazione integrale mi avrebbe dato ancora qualcosa in più, ma ho raggiunto mete che a una trazione anteriore sarebbero state precluse. La taratura delle sospensioni mi è molto piaciuta. E’ un equilibratissimo bilanciamento tra confort e “sportività”. La mia ID.3 monta cerchi da 19 pollici e pneumatici Bridgestone LM005(invernali) e Michelin e-Primacy (estive, che rimonterò tra pochi giorni). Davvero difficile, a mio avviso, fare di meglio senza ricorrere a sospensioni a controllo elettronico comunque disponibili su altre versioni.Grande piacere di guida, per certi versi molto simile a quello che provi sulla cugina Golf nella versione GTD. ID.3. In questa versione, è appena più cedevole e meno precisa nell’impostazione delle curve. Ma è forte di qualcosa che Golf GTD non ha: la trazione posteriore e tutto ciò che questa porta con sé. Senza dimenticare, in città, il vantaggio di una manovrabilità record, con un raggio di sterzata di poco superiore ai 10 metri. Voto complessivo: 9.

50 mila km con la VWMeno di 4 euro/100km, con tanta autostrada!

  • AUTONOMIA –  Il voto è  influenzato da quello che  amo definire “ecosistema” di inserimento dell’auto. Impensabile, nella  maggioranza dei casi, guidare un’elettrica senza poter ricaricare nei luoghi dove trascorri la maggior parte delle ore. Ma, se possiamo garantire questo, e se la percorrenze giornaliere sono inferiori ai 280/300 km, non dobbiamo preoccuparci di nulla. Se non di dedicare qualche secondo a inserire e disinserire la spina. Voto complessivo 8.
  • CONSUMI – il consumo medio nei primi 50.000 km è stato di 17,8 kWh/100km. Con picchi massimi di 25 kWh/100km in autostrada con temperature sotto zero e tanta salita (20 kWh/100km il valore tipico a 130 km/h in piano). E valori anche inferiori a 10 kWh/100km con temperature miti in città. 17,8 kWh/100km di media, vista la tanta autostrada nel mio utilizzo (e ricariche casalinghe), significano un costo medio di poco meno di 4 euro/100km. Ai costi attuali del gasolio, come dire un consumo di 2 litri per 100 km. Si può migliorare ancora, ma è un buon punto di partenza. Voto complessivo: 8,5.

Gli assemblaggi sono ok, ma i materiali…

Gli assemblaggi sono ben eseguiti. Non ci sono scricchiolii e si viaggia nel silenzio. Ma se osserviamo bene i materiali, non c’è certo la qualità alla quale le ultime generazioni di Golf ci avevano abituato. Questo in realtà è parzialmente vero anche per l’ultima serie di Golf. Ma in ID.3 è forse ancora più evidente. Si è optato per materiali più economici. Senza penalizzare la durevolezza o caratteristiche di resistenza strutturale: le plastiche hanno resistito molto bene, senza deformazione alcuna, anche a sbalzi termici molto importanti. Un po‘ meno bene la resistenza all’abrasione di alcune plastiche del bagagliaio. Ma nulla di grave.

50 mila km con la VWIl vero tallone d’achille? Il software, ma non quello che pensate voi…l

GESTIONE DELLE LUNGHE PERCORRENZE –  Premessa: la ID.3 non nasce come “animale da autostrada”, passatemi questa espressione. E certamente, uno dei suoi più grandi limiti è dato proprio dalla gestione degli spostamenti a lungo raggio, che richiedono ricariche intermedie. Mi spiego meglio. Il ferro c’è. C’è tutto. Ed è sostanzioso, molto ben progettato, come da tradizione della casa di Wolfsburg. Nel mio test di 1.268 km in un giorno a bordo di ID.3, si è visto chiaramente. La tecnica è solida. L’auto mantiene le promesse in termini di performance di ricarica, anche se messa sotto stress. E questo è un ottimo punto di partenza. Ma non basta. L’auto elettrica è un prodotto rivoluzionario, che non può essere pensato in modo svincolato dal suo software di gestione. Una buona auto elettrica, che si utilizza con soddisfazione anche nelle lunghe distanze, deve poter godere di un software all’altezza. E su questo Volkswagen deve migliorare molto. E non mi riferisco ai problemi di gioventù dell’elettronica di bordo, che, è vero, per molti mesi ha causato più di qualche difficoltà a molti, me compreso. Peccati veniali, per la maggior parte risolti di aggiornamenti OTA (over the air, da remoto).

50 mila km con la vwOttima auto anche per le distanze, ma senza un buono strumento di pianificazione…

Mi riferisco piuttosto all’assenza, ancora ad oggi, di un valido sistema di pianificazione dei viaggi. Che consenta anche a un neofita di mettersi alla guida, impostare una destinazione a 500 km di distanza e doversi preoccupare solo di seguire le indicazioni dell’auto. Ecco, questo ancora manca. Il sistema di navigazione di bordo programma le soste per la ricarica, ma ahimè non lo fa in modo corretto. Non dispone o non tiene conto delle informazioni aggiornate circa la presenza delle colonnine FAST o ultra FAST lungo il percorso. O, per qualche ragione, non effettua le connessioni giuste. E, anche quando lo fa, lo fa in modo troppo conservativo. L’imbarazzante conseguenza è che l’utente poco sgamato, affidandosi al sistema (come sarebbe giusto che fosse), possa finire per avere un’esperienza di viaggio negativa.

Con un navigatore così per le ricariche chi fa da sé…

Ho effettuato proprio di recente un viaggio Riva del Garda – Roma e ritorno (1200 km complessivi), con un tempo totale di viaggio di 15 ore. Due soste all’andata: prima sosta presso la stazione di servizio autostradale di Secchia Ovest e seconda e ultima sosta presso la stazione Ionity di Valdichiana. Tempo complessivo di viaggio: 7 ore e 20 minuti. Due soste al ritorno: la prima presso la Ionity di Valdichiana e la seconda presso la Ionity di Carpi, per un tempo complessivo, anche in questo caso, di 7 ore e 40 minuti. Non male. È più o meno il tempo che impiegavo a bordo di un’Audi A4 diesel. Ma il punto è che questo è stato possibile solo grazie alla mia pianificazione. E non a quella dell’auto, che, all’andata, mi avrebbe fatto uscire dall’autostrada per andare a ricaricare presso una FAST Enel X a Sasso Marconi, e poi chissà dove altro. Con un tempo stimato di percorrenza di oltre 9 ore. Peccato davvero.

 E la batteria come sta? È al 95%, certificato

Il certificato Aviloo mostra lo stato di salute della batteria, al 95%, dopo quasi 50.000 km.

E veniamo a quel che tutti mi chiedono: quanto ha perso la batteria dopo tutti questi km?Nell’utilizzo quotidiano non ho avuto modo di rilevare alcun degrado. Ma ho sottoposto le celle a un test tramite il sistema di diagnostica di Aviloo. E il risultato è stato che lo stato di salute del pacco batteria, dopo 50.000 km e 18 mesi di utilizzo, è ancora del 95%. Consideriamo che generalmente le batterie al litio subiscono una perdita percentuale della capacità di mantenimento della carica maggiore nei primi due anni. Per poi vedere rallentare parecchio il decadimento. Mi considero quindi molto soddisfatto anche di questo aspetto. Utile ricordare che la mia auto è stata ricaricata per la maggior parte presso colonnine in corrente alternata e solo più raramente presso colonnine ultra FAST (responsabili di un più rapido deterioramento della batteria).

Paolo Mariano con il dispositivo per il test Aviloo.

50mila km con la VW ID.3/ La batteria dice quanto bene l’avete trattata

Abbiamo chiesto ad Aviloo (qui il primo test effettuato sulla mia ID.3 dopo i primi 10.000 km) di commentare il risultato del test. Ecco il parere del CFO,  Nikolaus Mayerhofer. Il test di una batteria permette di fare luce su quanto bene essa sia stata trattata nel tempo. Se i risultati sono scarsi dopo il primo anno (non è questo il caso), non c’è motivo di preoccuparsi, perché avete davanti a voi ancora molti anni per modificare il vostro comportamento per proteggere meglio la vostra batteria. Ad esempio lasciare sempre l’auto carica al 100% non è consigliabile. Una volta modificato il comportamento, potete eseguire un nuovo test e ottenere un nuovo risultato che vi dirà che le misure intraprese hanno sortito i loro effetti. Quindi noi raccomandiamo chiaramente test a cadenza regolare, ad esempio ogni anno. In particolare, all’avvicinarsi della conclusione del periodo di garanzia, il consiglio è di effettuare un nuovo test. Al fine di rilevare eventuali problemi relativi a un eccessivo abbassamento dell’autonomia, a potenziali celle difettose o a una anomala gestione termica della batteria”.

50 mila lm con la vwCONCLUSIONI Nel complesso credo che quello di ID.3 sia un’ottimo progetto. L’auto, nella versione con batteria da 58 kWh (come la mia 1st) si acquista ad un prezzo che parte da meno di 39.950 euro, meno gli incentivi in arrivo. Può, a mio avviso, costituire una valida alternativa per moltissime persone: grande qualità, ottima guidabilità e consumi contenuti. I prossimi aggiornamenti OTA hanno la potenzialità di poter porre rimedio alla carenza del sistema di pianificazione dei viaggi. Speriamo Volkswagen lo capisca e ci si dedichi.

Tag: 50mila km con la VW

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19 COMMENTI

  1. Sulla “croccantezza dei matereriali” , io non lo vedrei così negativo

    ricordo quando acquistai la PRIUS III , una delle prime auto che aveva gli interni in plastica riciclata , più costosi di quelli normali
    non ricordo se per costri di progettazione o di reperimento materiale
    non mi posi il problema ,
    anzi sapere che c’era meno plastica in discarica o in un inceneritore
    mi mi piaceva
    e comunicarlo a chi salendo in machina ,mi diceva che la plasitiche della sua utilitaria erano migliori
    mi dava ulteriori soddisfazioni

    viva la croccantezza ,sperando che presto incida anche sui prezzi

  2. Io sono un nuovo possessore di un Audi Q4 35 e-tron, sono molto soddisfatto dell’acquisto, il consumo medio dopo 1000km è di 16KWh/100km, perfetta per le mie esigenze, però il software è incompleto, lo stesso difetto della ID3 sulla pianificazione dei viaggi e per di più manca timer per impostare orari di ricarica e tramite l’app si può solo accendere il clima a distanza e verificare autonomia residua e niente altro…ho scritto anche all’Audio i quali mi hanno comunicato che sono in atto aggiornamenti per colmare queste lacune ma non sanno dirmi quando avverrà…peccato perché sarebbe perfetta…

  3. Io ricordo con amore la mia slk r170 kompressor, non troppi cavallini, 192, però eri seduto sul semiasse posteriore 🥰, bastava togliere il controllo trazione e anche a basse velocità le rotonde erano divertenti 🤣 maaa, domanda per i possessori, a parte la pianificazione delle soste, l’altra miriade di problemi software (letti quasi tutti su questo sito) sono stati risolti? Sono in procinto di fare un mucchio delle mie termiche per un’elettrica, mi serve che ci porti a spasso in 4,senza pensare troppo ai km. La id3 ha molte cose interessanti (anche se con vw non mi sono mai trovato bene) però lato sw leggo troppi feedback negativi

    • Tutti a fare outing stasera? 😂😂😂 allora stai a vedere che il primo che indovina una spiderina elettrica… altro che software… tutti a reclamare la modalità drift… birbaccioni. 😂😂😂

      Dai quand’è che facciamo la Emx-5 di vaielettrico? Mettiamo assieme l’esperienza di tutti i vari attori del settore che sicuramente il signor Massimo conosce (motori, batterie, caricatori, esperti di retrofit etc etc), chi sa fare qualcosa si propone pro bono (signor Luca, ci rivede un po il software per esempio?) e si fa una vettura “vetrina” per far vedere a tutti che la cosa può anche essere divertente.

      Questa prova

      https://youtu.be/xtS1s82Nwuo

      (Dove non compaio nè ovviamente guido la moto visto che non sono quel mattacchione di Diego Giugovaz) fu ideata e completamente orchestrata da me una quindicina di anni fa. Per i pezzi non pagammo un euro, molte cose ovviamente le abbiamo rese, ma chi ci aiutò spese meno così che pagando la pubblicità. Ne venne fuori un video interessante che piacque ed ebbe un buon riscontro di pubblico e pubblicitario per le aziende coinvolte. Che nostalgia. 🙄 Sarebbe davvero bello. 🙄 lo so che sto solo sognando… o forse ricordando i miei 20 anni e i miei capelli. 😂

      Il signor Paolo è nominato d’ufficio ingegnere di pista per misurare efficienza e consumi. ☝️

      • Senza andare lontani, basterebbe provare una Tesla Roadster (la classica di 10 anni fa, non quella in arrivo). Io non ho mai avuto il piacere, ma credo sia spaventosamente divertente.

        • e vorrei vedere ..
          telaio era Lotus
          anche con qualche centinaio di kG in più stracciava l’Elise termica in circuito
          grazie alla maggiore aderenza e baricentro più basso

          penso che sono state proprio quelle demo , a far investire Musk in Tesla

          P.S.
          ora Lostus farà SUV elettrici :facepalm:

          • Nello mi perdoni, mi creda non voglio aprire una polemica, ma che la vecchia tesla roadster stracciasse in pista la elise è semplicemente qualcosa che non corrisponde al vero. Per esempio al sachsenring, pur avendo più del doppio dei cavalli rispetto alla elise, la roadster si prendeva più di tre secondi al giro. Se 3 secondi al giro le sembrano poca roba, io le posso assicurare che con un risultato di quel tipo in qualifica, se poi effettivamente ci fosse in ballo una gara, sarebbe una cosa che si fa meno brutta figura a prendere la macchina, caricarla sul camion e ritornarsene a casa senza nemmeno iniziare a gareggiare. Dico sul serio😉

          • MO-NELLO! ☝️☝️☝️ LEI MI CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA! 😂😂😂 chiaro che tutto può essere. Ma di sicuro quell’elettrica NON è una tesla roadster. ☝️😂😉

          • va bene ho barato ,un pochino,
            all’epoca era un’auto costruita praticamente artigianalmente SP:01
            che voleva fare concorrenza a Tesla ma non ci riuscì
            comunque era per dire
            la roadster sport model aveva un rapporto peso/potenza equivalente alla SP:01
            e la gente ,2500 esemplari,preferì la Tesla

            nel 2015 ,anni dopo il lancio Tesla roadster ha presentato un “kit 3.0” per la roadster, batteria maggiorata , freni e aereodinamica per espandere l’autonomia del 40-50 %

            comunque per tornare in tema la ID.3
            Sandy Munro ha detto che la ID.3 potrebbe pesare ben 150 kG in meno
            semplicemente riprogettando il contenitore delle batterie

            l’interesse racing per le EV è nato da troppo poco tempo
            ma imho , ci sono tutti gli ingredienti per uno sviluppo importante

            sarebbe bello , sulla falsa riga dell’elise
            elettrificare un Alfa C4
            imho ne farebbe vedere delle belle

  4. Mi ricordo ancora i bei tempi dei traversi con la S2000, ormai vent’anni fa… La id.3 ha una vaga riminescenza di quella sensazione, quando si parte da basse velocità e a sterzo girato, con la coppia che tende a strappare la gomma. Ovviamente parlo di questa singola sensazione, la guida in generale ha differenze abissali.
    L’unica trazione anteriore emozionante è stata la precedente della S, una Integra Type R. Ebbene si, un tempo ero un petrolhead anche io. 🤣

  5. Come scrissi in passato sono un felcie posessore di una id3 pro s. Dal primo di novembre ho percorso più di 7000 km di pure piacere. (consumo medio 18,3 kWh/100km) La ricarico quasi sempre in azienda. Di listino è costata 43.000 con 10.000 di incentivi e sconti. L’unico optiona è stao il quinto posto, cosa che mi ha impedito di aggiungere altri optional.
    La trovo un’ottima auto, solida e onestamente non mi lamento nemmeno dei materiali interni ch trovo facili da pulire.
    Ci sono alcune scelte di marketing tipiche delle marche tedesche che non condivido, tipo il tunnel centrale privo di uscite usb per i passeggeri posteriori, o le casse posteriori.
    Concordo che il punto debole sia il software e non capisco perché ci impieghino così tanto tempo per rilasciarlo. E’ chiaro che sempre di più sarà centrale tale aspetto. Da questo punto di vista Tesla è avanti almeno 6 anni. Per la pianificazione di un viaggio devo fare affidamento a software terzo.
    Poi non capisco perché non si possa comprare optional come il traffic assistant, visto che i sensori sono i medesimi (e alcuni ti vendono sottobanco l’aggiunta) , o perché non si possa dotare l’auto after market originale Volkswagen di dashcam. Questo rappresenta il tipico atteggiamento delle case tradizionali che spero scompaia.

  6. Buongiorno Paolo,
    una curiosità: il dato del consumo medio immagino che sia il valore riportato dalla macchina stessa, ma non conosco se sia il solo consumo chilometrico in marcia o il consumo globale che include anche tutti gli altri “consumi” (esempio: il clima a veicolo fermo se precondizionato).
    Tesla (ho una SR+) riporta solo il consumo chilometrico, cioè solo a marcia inserita e solo a veicolo in movimento. Consumi come il Sentry (che assorbe quasi 8kWh ogni 24 ore) o il precondizionamento veicolo, o la dispersione in fase di ricarica, che per quanto inferiore al 10% ha il suo peso, non sono inclusi.
    Sono disponibili nella telemetria e indirettamente sono anche ricavabili da APP dove appare la quantità di kWh ricaricati, dai quali si può desumere il consumo totale effettivo onnicomprensivo se rapportato ai chilometri complessivamente percorsi.

    In generale il consumo medio mi sembra ottimo. 20 kWh/100 km ai 130 è sostanzialmente il consumo di una Model 3.

    Peccato veramente per tutti gli irrisolti problemi software (tra cui l’integrazione navigatore – rete di ricarica) e la mancanza di bagagliaio anteriore (“frunk”) trattandosi di un veicolo nato come elettrico, non credo che l’intero cofano sia occupato dal sistema di condizionamento, almeno il vano per i cavi, davvero, potevano ricavarlo. Non si pretende l’avvolgitore simile al cavo degli aspirapolveri, ma uno sforzo per la ricarica (che è necessaria, non è uno sfizio!) potevano farlo, questo è un commento in generale verso tutte le elettriche native e non adattate (Tesla esclusa, ovviamente).

    Batteria al 95% dopo 50.000 km direi che è fisiologico e in linea con le aspettative, considerando che il degrado è concentrato agli estremi della vita utile, mi aspetterei che a 100.000km (nei prossimi 18 mesi?) perda un ulteriore 1% o 2% e non oltre.

    Complessivamente, molto interessante come articolo per il registro non esageratamente tecnico ma nemmeno troppo discorsivo, ottimo per chi si avvicina al mondo BEV e ha bisogno di commenti reali e concreti ma espressi alla stregua di una prova di una rivista.

    Grazie.

  7. Ah monello! ☝️☝️☝️ L’abbiamo assaggiata la trazione posteriore eh? 🤭🤭🤭🤭 attenzione, perché poi è come la droga… 🤭🤭🤭 si entra in un tunnel e non si torna più indietro… 😉😉😉

    • Alessandro alla trazione posteriore ci avevo pensato anche io come vantaggio ma poi sul piatto della bilancia in fase di acquisto si devono valutare altri aspetti meno emozionali e più concreti. Ad esempio trovo una pecca il fatto che non abbia le palette dietro al volante per gestire/ottimizzare la frenata rigenerativa.. Ha la levetta sul cruscotto a destra e devi staccare laano ogni volta per regolarla.. Le coreane ad esempio le hanno e ci si diverte anche con quelle nelle discese, senza magari dover toccare freni o acceleratore tropo spesso..
      In fase di acquisti ho valutato questo aspetto, i 64kwh della batteria rispetto ai 58 della id3, il prezzo e le dotazioni dell’auto.. Alla fine ho risparmiato avendo di più..

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