500 chargers sui lampioni in strada: il record di Harrow a Londra

Londra ricarica



Il distretto londinese di Harrow svolta sulla mobilità elettrica con l’installazione di 500 nuove colonnine di ricarica su strada, pensate per i residenti senza accesso a parcheggi privati. Il progetto, realizzato in partnership con l’operatore britannico char.gy, punta a rendere la ricarica domestica più semplice e accessibile nei quartieri residenziali della capitale inglese. Tutta l’energia utilizzata sarà al 100% rinnovabile.

Le nuove infrastrutture saranno montate principalmente su lampioni esistenti, riducendo costi e impatto visivo, e sfruttando reti elettriche già presenti lungo le strade residenziali. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di decarbonizzazione urbana, con un focus preciso su chi vive in abitazioni prive di box auto, una condizione comune nei contesti metropolitani europei.

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Una caricatore da lampione del progetto londinese char.gy

Lampioni… per la ricarica notturna

Le colonnine installate da char.gy sono unità a bassa potenza, progettate per la ricarica notturna o per soste prolungate. Una scelta tecnica coerente con le abitudini di chi parcheggia su strada per molte ore consecutive, soprattutto durante la notte.

Non si tratta, quindi, di ricarica rapida, ma di un’infrastruttura di prossimità che punta a replicare, per quanto possibile, l’esperienza della ricarica domestica privata.

Il consiglio comunale di Harrow ha inoltre annunciato tariffe variabili, con prezzi più bassi nelle ore notturne per i residenti. Un elemento chiave per incentivare la ricarica nelle fasce orarie meno congestionate e ottimizzare l’uso della rete elettrica.

Ad oggi sono già operative 225 unità, mentre le restanti 275 saranno installate entro ottobre 2028.

Energia 100% rinnovabile

Un aspetto centrale del progetto è l’utilizzo esclusivo di energia da fonti rinnovabili per alimentare le nuove colonnine. Una scelta che rafforza la coerenza ambientale dell’intervento, evitando che l’elettrificazione dei trasporti si traduca semplicemente in uno spostamento delle emissioni a monte.

Secondo il consigliere David Ashton, responsabile per finanze e viabilità, l’obiettivo è “mettere i residenti al primo posto”, riducendo il tempo speso alla ricerca di una presa disponibile e aumentando la fiducia verso la mobilità elettrica nella quotidianità.

L’espansione si inserisce nel più ampio piano climatico del quartiere e si aggiunge a oltre 100 punti di ricarica già installati in precedenza grazie a programmi sostenuti dal governo britannico, tra cui l’On-Street Residential Chargepoint Scheme.

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Un modello replicabile anche in Italia?

L’esperienza di Harrow è solo l’ultimo esempio di una soluzione adottata diffusamente a Londra e in molte altre città europee e americane. In Italia siamo fermi a qualche sperimentazione , anche se non mancherebbero tecnologie e opportunità per i comuni italiani che vogliono accelerare sulla ricarica diffusa in ambito urbano. L’utilizzo dei lampioni come supporto per le colonnine consente di contenere gli investimenti infrastrutturali e velocizzare le autorizzazioni.

  • LEGGI anche: “A2A progetta il futuro: ricarica a bassa potenza o ultraveloce” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (4)
  1. Londra già nel 1800 affogava nello smog, tra industrie e riscaldamenti a carbone, flatulente traffico di carrozze a cavalli…
    Hanno lottato tanto per abbassare l’inquinamento urbano e punteranno anche su queste soluzioni per migliorare l’aria respirabile in città, oltre all’ innegabile plus di trovare le auto già climatizzate (oltre che cariche) al mattino…che col.clima che hanno non è vantaggio da poco…
    Noi possiamo solo sperare in qualche sindaco/a illuminato/a che magari spinga per fare altrettanto in alcuni quartieri delle città sempre più impestate che ci ritroviamo (ed avere auto sempre più vecchie in circolazione non aiuta ad evitare le penalizzazioni da sforamento limiti).
    Se purtroppo la mobilità elettrica al momento non è per tutti (come per qualsiasi bene introdotto dal dopoguerra ad ora… elettrodomestici, PC, TV flat e Smartphone) bisogna considerare che almeno possiamo togliere di circolazione molte grosse cilindrate che altrimenti inquinerebbero proporzionalmente di più.. Quindi almeno puntiamo alla fascia più benestante ed atteziamo almeno i quartieri “alti” ove è più probabile la riuscita dell’ investimento… Poi col tempo ed il calo prezzi arriveranno anche i quartieri popolari…
    Servirà pure alla nostra industria automotive…o quel che ne resta

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