5.900 elettriche usate vendute in febbraio in Italia, contro le 12.572 nuove. Il mercato è ancora piccolo e vale solo l’1,2% del totale.
5.900 elettriche usate: solo l’1,2% del totale (nel nuovo 7,9%)
Si vendono molte più auto di seconda mano che nuove, frenate da un’ascesa dei prezzi che le ha rese inaccessibili per molti italiani. E dopo la flessione di gennaio, il mercato dell’auto usata in febbraio è tornata al segno positivo. Con 493.963 trasferimenti di proprietà (dati in attesa di consolidamento), il mese registra un +0,7% rispetto ai 490.757 di febbraio 2025. Quali sono le alimentazioni più richieste? Il motore a benzina è tornato market leader con il 39,2% di quota. Il diesel, a lungo in testa nelle transazioni, perde 4,4 punti e scende in seconda posizione con il 38,4%. Le ibride confermano una crescita sostenuta, toccando il 12% nel mese. Seguono Gpl e metano rispettivamente al 5,4% e 1,9% nel mese. Meglio delle elettriche (1,2%) fanno anche le ibride plug-in, salite all’1,7% in febbraio.
Un’indagine parla di mancanza di fiducia, soprattutto sullo stato delle batterie
Che cosa frena la vendita di EV di seconda mano? Il problema è il solito: la diffidenza verso un tipo di veicolo ancora poco conosciuto. E le perplessità sulle reali condizioni della batteria. Lo conferma un sondaggio B2B condotto da AVILOO tra operatori del settore auto in Regno Unito, Svezia, Finlandia, Danimarca, Francia, Italia e Paesi Bassi. Per la stragrande maggioranza delle aziende intervistate, la trasparenza nel processo di vendita è fondamentale. Il 92,9% afferma che aumentare la trasparenza e la fiducia degli acquirenti è una delle ragioni principali per utilizzare certificati di batteria indipendenti. Un concessionario di auto usate ha spiegato: “A causa della mancanza di informazioni, lo scetticismo tra molti potenziali acquirenti di veicoli elettrici usati rimane elevato. Un certificato di batteria indipendente dal produttore crea trasparenza oggettiva. Aumenta la fiducia e rafforza la competenza professionale del concessionario nel campo dell’elettromobilità. Questo è particolarmente rilevante per i veicoli più vecchi o con chilometraggio maggiore. che si avvicinano alla fine della garanzia sulla batteria”.
Leggi anche:
Quando denunciare l’abuso alla colonnina costa il linciaggio sui social- NOVITÀ ELETTRICHE / GAC Aion UT, 28 mila euro e non le manca niente – VIDEO



Se dovessi scegliere oggi, per comprare un usato a gasolio dovrei avere molto coraggio visto che si rischia di spendere tanto in manutenzione ordinaria e straordinaria (ho avuto 7 Diesel nuove, oltre a lavorare 18 anni proprio in uffici officina concessionarie), e oltretutto al giorno d’oggi leggo pure di tanti casi di guasti dovuti a rifornimenti “truffaldini” (me ne son capitate diverse di auto con alterazioni del carburante… specialmente in periodi critici tipo questo) ma anche perché è più variabile di qualità visti i frequenti attriti con alcuni paesi produttori (e le raffinerie sono costosissimi “alambicchi” che non possono essere facilmente adeguati a petroli con caratteristiche molto difformi da quelle di progetto).
Per le auto con batteria (BEV ma soprattutto plug-in etc) mi preoccuperebbe più quelle che han sostato troppo a lungo nei parchi auto senza esser gestite correttamente col livello minimo di ricarica piuttosto che quelle che han percorso migliaia di km e magari hanno un SOH ancora validissimo per il quale basta valutare se corrisponde col proprio modo d’uso.