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4R Energy: così Nissan ridà vita alle sue vecchie batterie

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4r energy

Nissan creò 4R Energy dieci anni fa, appena messa sul mercato la sua prima auto 100% elettrica, la Leaf. Fin da allora la nuova società _ una in joint venture con Sumitomo _ aveva la missione di valorizzare le batterie auto alla fine della loro vita utile nell’autotrazione. Ritiro, riciclo, ma soprattutto una second life nell’accumulo statico. 

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Eiji Makino presenta uno storage statico realizzato con 16 vecchie batterie delle Nissan Leaf

4R Energy, un’idea nata dieci anni fa

Ora che cominciano i ritiri delle batterie più datate, 4R Energy sta finalmente decollando. E sarà un tassello chiave per la strategia Nissan che mira a raggiungere la neutralità del carbonio nell’intero processo produttivo entro il 2050.

Nella mente degli ingegneri Nissan già nel 2010 la transizione all’elettrico era concepita come un processo che «andasse oltre l’auto e le sue prestazioni»: doveva essere parte integrante di una nuova era della nostra nostra civiltà. E la batteria, componente  cruciale di un veicolo elettrico, doveva svolgere un ruolo ben oltre la durata dell’auto. Non uno scarto, ma una risorsa da utilizzare per altri scopi. «Il semplice riciclaggio di una vecchia auto per rottami metallici non sarebbe abbastanza» dice infatti Eiji Makino, coinvolto nel progetto 4R Energy dagli esordi e ora CEO della società.

Tre livelli di usura, tre riutilizzi

Il manager spiega che quando una vecchia batteria EV raggiunge la fabbrica 4R, viene prima classificata. A volte, i componenti della batteria sono come nuovi; ottengono un grado “A” e possono essere riutilizzati in nuove unità batteria ad alte prestazioni per un nuovo veicolo elettrico.

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Con un grado “B”, le batterie sono abbastanza potenti per macchinari industriali come carrelli elevatori e grandi accumulatori statici di energia. In una struttura domestica o commerciale, possono catturare l’elettricità in eccesso durante il giorno dai pannelli solari e alimentare l’edificio di notte.

Anche i componenti di una batteria che ottiene un grado “C” possono ancora essere utilizzati. Per esempio in unità che forniscono alimentazione di backup quando la rete elettrica si guasta. Potrebbero servire nei negozi alimentari che devono avere i frigoriferi e le luci accesi anche durante il black out.

La vecchia batteria? Vale oro

Spiega Makino che le BEV possono essere costose, ma con la tecnologia Nissan 4R Energy i proprietari potrebbero scoprire che la batteria della loro vecchia auto è una risorsa significativa. Creando una domanda di batterie a fine vita, anche quelle con ridotta capacità, potrebbero avere un valore commerciale. Garantendo quindi un buon ritorno sull’investimento iniziale.

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L’azienda sta anche  sviluppando sistemi di batterie che aiutano a integrare l’energia solare, l’accumulo di batterie locale e l’elettricità nei veicoli elettrici  e possono essere utilizzati come alimentazione di emergenza domestica.

Nissan, dal 2030 addio al termico

In base al piano Nissan Green Program presentato nei giorni scorsi Nissan Motor Co. produrrà solo veicoli elettrificati o elettrici al 100% dal 2030. Introdurrà processi di produzione puliti nella filiera delle batterie, comprese quelle allo stato solido. Migliorerà l’efficienza energetica dei suoi sistemi di trazione. Svilupperà, come abbiamo visto,  un ecosistema nel ciclo di vita delle batterie per supportare la produzione decentralizzata di energia da fonti rinnovabili. Con il progetto Nissan Intelligent Factory si impegnerà per una maggiore efficienza nei consumi energetici e nell’utilizzo dei materiali con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica a lungo termine (qui i dettagli del piano)

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