29 elettriche per Stellantis di qui al 2030, su un totale di 60 nuovi modelli (aggiornamenti compresi). L’annuncio del n.1, Antonio Filosa (sopra nella foto), nel piano strategico quinquennale FaSTLAne.
29 elettriche per Stellantis, tra nuovi modelli e restyling

il punto centrale del piano é la focalizzazione su 4 marchi globali: due europei (Fiat e Peugeot) e due americani, Jeep e RAM. Questo quartetto, assieme alla divisione Pro One (veicoli commerciali) assorbirà il 70% degli investimenti,Tutti gli altri (Alfa, Citroen, Opel, Chrysler e Dodge) sono ritenuti marchi regionali, con un bacino o solo europeo o solo nord-americano. DS e Lancia saranno ancora un gradino più sotto e saranno gestiti rispettivamente da Citroen e Fiat. Per quel che riguarda le tante novità elettriche in arrivo, par di capire che Filosa punti molti sulle partnership con i cinesi di Leapmotor e Dongfeng. Parlando di “benefici di accelerazione e amplificazione delle nostre partnership win-win”. Il primo di questi modelli sarà verosimilmente la Opel elettrica costruita sulla base della Leapmotor B10. Oltre alle 29 elettriche, il piano prevede 15 tra PHEV e REEV e 24 ibride.
Si punta sulle batterie LFP, per ridurre i prezzi delle EV

Ma il chiodo fisso di Filosa resta il taglio dei prezzi, per riconquistare fette di clienti che l’auto non se la possono più permettere. Qui si lavorerà una nuova base tecnica, la STLA One, che verrà verrà lanciata nel 2027. Obbiettivo: ridurre la complessità e i costi del 20%, grazie anche alle diverse opzioni di batteria. Su questo fronte Stellantis punta sulle batterie LFP, “per supportare l’accessibilità e ridurre l’esposizione a materie prime critiche”. Con l’integrazione cell-to-body nella struttura del veicolo per ridurre costi, peso e complessità, ottimizzando la capacità. La STLA One sarà compatibile anche con la tecnologia 800 volt, con ricariche molto brevi. Sul fronte industriale arrivano in Europa la capacità sarà ridotta di oltre 800 mila veicoli. Attraverso riconversioni (Poissy) e partnership (Madrid, Saragozza, Rennes), portando l’utilizzo degli impianti dal 60% all’80% nel 2030. Confermato il lancio della E-Car, nuova generazione di citycar elettriche prodotte a Pomigliano. E il time-to-market, il tempo che intercorre tra inizio progettazione e lancio sul mercato dei veicoli, sarà ridotto da 40 a 24 mesi.
Secondo noi. Non c’è il ridimensionamento dell’elettrico che ci si poteva attendere. Anzi: le sinergie con i partner cinesi hanno convinto Filosa ad assegnare proprio alle auto a batterie il numero più consistente di novità. Dopo la gelida accoglienza della Borsa (a Milano il titolo viaggiava a -5%), si tratta di capire come verrà accolto il piano da politici e sindacati. Soprattutto in Francia, con la Citroen relegata a marchio di seconda fascia e due fabbriche (Poissy e Rennes) interessate da riconversioni o partnership. All’Italia non sembra andare malissimo. Viene ribadita la centraltà del marchio Fiat, nonostante anni difficili, grazie soprattutto al successo che continua ad avere in Sud America. Ma l’Alfa viene ulteriormente ridimensionata, con un solo vero lancio nei prossimi 5 anni.
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