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2035 sì o no? La decisione in mano alla Germania

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auto elettriche più piccole

La partita dello stop all’immatricolazione delle auto e dei furgoni nuovi a combustione interna dal 2035, che sembrava chiusa con l’approvazione definitiva del Parlamento europeo, torna ora in discussione: Polonia e Italia hanno preannunciato che voteranno no all’ultima ratifica dei rappresentanti dei 27 Governi dell’Unione, la Bulgaria si asterrà (l’astensione vale come voto contrario) e anche la Germania potrebbe seguirla, facendo mancare la maggioranza qualificata richiesta per il via libera finale.

Tutto, dunque, è in mano alla Germania, che pure l’aveva approvato, in autunno, in Consiglio europeo. Così come, per l’Italia, aveva fatto allora il ministro per l’Ambiente italiano Gilberto Pichetto Fratin.

2035 si o no?
Il ministro all’Ambiente Gilberto Pichetto

Ma la novità è il voltafaccia del partito liberale tedesco FDP, fondamentale puntello del fragile esecutivo di coalizione del Cancelliere tedesco Olaf Scholz. Nelle ultime elezioni regionali di Berlino i liberali hanno incassato una sonora sconfitta restando sotto la sogila del 5% necessaria per l’ingresso nel Parlamento regionale. E hanno attribuito il flop alla politica ambientale troppo ambiziosa voluta dagli alleati di governo, socialisti e verdi.

Dalla Spd e dai verdi, pero’, non ci sarebbero segnali di abbandono dell’obiettivo del 2035. Mentre invece il ministro dei trasporti Volker Wissing (liberale) ha indicato che la decisione tedesca sarebbe appesa alla possibilità che la Commissione presenti una nuova proposta. Dovrebbe permettere alle nuove auto con motore a combustione di circolare dopo il 2035 a patto che siano alimentate con carburanti puliti.

In base all’ultima versione della direttiva 2035 sia i carburanti sintetici (e-fuels) sia i biocarburanti non sono considerati a zero emissioni se utilizzati per la combustione. Perfino l‘idrogeno sarebbe accettato solo se convertito in elettricità nelle fuel cell.

mobilità ad idrogeno

Il momento della verità è stato rinviato al 7 marzo, quando si rinuirà il Coreper, organismo preparatorio del Consiglio d’Europa. La speranza è quella di raggiungere un compromesso.

«Il fatto che sia slittato il voto in Europa dimostra che con il nostro No abbiamo svegliato l’Europa» ha commentato il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso al convegno ‘Innovazione per la circolarita” di Enel e Cotec. «Speriamo che altri comprendano che è l’ora della ragione non certo della rassegnazione _ ha concluso _. C’e’ un’aria nuova e una musica nuova in Europa e l’Italia è impegnata a costruire una alleanza per salvaguardare l’industria nazionale in un contesto europeo. Vogliamo che in Europa ci sia l’inno della gioia e non l’inno cinese».

La crepa apertasi in seno alle istituzioni europee riflette una divisione altrettanto netta nel mondo industriale. I principali produttori auto europei, in particolare quelli tedeschi, stanno accelerando gli investimenti per il passaggio all’elettrico. E tutta la loro pressione si è spostata ora sul sostegno pubblico alla conversione, alla produzione europea di batterie e alla realizzazione effettiva delle reti di ricarica.

Problemi di software
La catena di montaggio della Volkswagen ID.3 a Zwickau, in Germania.

L’Acea, che rappresenta i produttori europei, ha invitato tutte le parti interessate a «lavorare insieme con urgenza per garantire l’accesso alle materie prime necessarie per la mobilita’ elettrica, rendere le auto elettriche accessibili al mercato di massa, mitigare le conseguenze negative sull’occupazione e consentire ai cittadini europei di ricaricare il proprio veicolo elettrico in modo rapido e semplice». Jaguar prevede una produzione totalmente elettrica dal 2025, Opel dal 2028, Volvo dal 2030, Ford, Renault, Stellantis e  Audi dal 2033, GM dal 2035.

Secondo i produttori di componentistica riuniti nell’ associazione europea Clepa, viceversa, «un approccio esclusivamente elettrico mette a rischio oltre mezzo milione di posti di lavoro, con il futuro tessuto economico e sociale che dipenderà in gran parte dal presupposto di una filiera completa di produzione di batterie in Europa». Propongono invece «uno scenario a tecnologia mista, che combini una rapida elettrificazione con altri combustibili sostenibili a basse emissioni di carbonio». Questo «mitigherebbe la perdita di posti di lavoro e renderebbe la trasformazione piu’ gestibile, senza compromettere gli obiettivi climatici».

Nel rapporto pubblicato due settimane fa, Clepa prevedeva che i paesi Ue produrranno quasi due milioni di veicoli elettrici a batteria quest’anno. Veicoli elettrici e ibrid plug-in dovrebbero rappresentare il 21% delle auto prodotte contro il 17% nel 2022. Gia’ nel 2027 le vendite di auto elettriche supereranno quelle a diversa propulsione. L’Europa è però indietro sia nella catena di approvvigionamento a monte. Nelle batterie  non può ancora competere ad armi pari con Cina e Stati Uniti, e nei chip con Taiwan.

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38 COMMENTI

    • Quali terre rare? Forse di quelle nel motore elettrico della sua lavatrice, della sua lavastoviglie, del suo frullatore e dell’acensore di casa sua?

  1. Se siete così convinti l’elettrico sia superiore, perché non lasciate fare al mercato invece di pretendere proibizioni ed obblighi? Chi dice che anche dopo il 2035 o parla a vanvera, o prende in giro, sa benissimo che il mercato in quel contesto si ridurrebbe ad un rivolo già dopo il 2030, per non parlare degli aumenti spropositati previsti per benzina, gasolio e metano.
    Lo dico da cittadino che da anni auspica il ripristino del superbollo, ed il divieto totale per il gasolio, sia privato che ‘utility’, nelle città, fanno più morti quelli che non so cosa.
    Ma bisogna essere realisti, e soprattutto liberali, non solo a parole. Oggi i sedicenti ‘liberal’ sono solo per proibire ed obbligare alle loro min…ate facendole passare per progresso e/o ‘inclusività’ o sostenibilità, come in questo caso, tutte parole che tra 20 anni saranno già passate di moda e neglette.

    • Mai chiesto nulla, ci limitiamo a informare di quel che decide la UE e di chi si posiziona a favore o contro. Punto.

  2. Non credo ci sia un problema nel caso non venga confermato io bando agli ICE, apprendo dagli utenti di vaielettrico che il TCO per una BEV è immensamente più vantaggioso rispetto agli ICE.
    Quando tutti gli automobilisti se ne renderanno conto ecco che le BEV spopoleranno.

  3. Tra 12 anni non servirà un bando per passare all’elettrico, ci arriveranno comunque tutti. Con le dovute proporzioni questa “divisione” tra pro e contro l’elettrico mi ricorda sempre un mio caro amico d’infanzia che,quando nell’ 1997 ho installato il modem casalingo per internet, lo riteneva un capriccio da viziati. Poi non vi dico con i primi smartphone, quante battute per questi telefoni senza tasti che non servono a nulla…… ora, sempre lui, pubblica le foto della cena sui social …….

  4. La mia personale speranza è che l’obbligo di immatricolazione BEV al 2035 venga immediatamente abrogato e fermato.
    PRIMA si forniscano delle alternative credibili alle fossili per costi di acquisto, per autonomia, per capillarità e rapidità di ricarica, alternative credibili per tutte o quasi le tipologie di utenti e non solo per gli early user che ora si piegano volentieri alle esigenze delle BEV.
    POI, eventualmente, si pongano limiti ed obblighi per la vendita di nuovi veicoli, nel caso il mercato non abbia già provveduto alla selezione naturale.

    • Si… magari..
      ma ragazzi… io non capisco una cosa….
      siamo nel 2023 … metti anche che io vada a comprare domani mattina un’auto usata euro 5 diesel e me la tengo per 15 anni ancora… tipo la sfrutto fino all’ultimo…. arrivo al 2038 e devo prendere l’auto nuova… la mia non vale più un piffero perciò vado a comprarne una elettrica in un mercato che vende solo elettriche dunque il prezzo sarà sicuramente abbordabile visto che mi troverò davanti a una varietà di offerta impensabile oggi:
      batterie al litio + batterie LFP + batterie allo stato solido + H2 + altre soluzioni.
      Se invece vado domani mattina a comprare una bella dieselona euro 6 me la tengo per 20 anni e vado al 2043.
      Qual’è il problema?
      nessuno visto che la normativa impone di NON VENDERE PIU’ AUTO NUOVE SE NON ELETTRICHE.
      Tutte le altre continuano a girare e continueranno … vedrete … per almeno 15 anni dopo lo stop.
      Dunque per un rinnovo parco auto completo si andrà in Italia dal 2023 al 2048 o anche di più.
      25 anni non sono un orizzonte improponibile e i costruttori lo hanno già capito da tempo.
      I prezzi si abbasseranno … è ovvio.
      Non capisco perché si cristallizzi ad oggi una normativa che ha davanti una valanga di anni ancora.
      E’ impensabile oggi fare proiezioni di mercato a 20 anni.
      Certo che i costruttori hanno fiutato l’affarone con la scusa del costo alto e del noleggio auto.
      Non sarà un dictat perché la concorrenza fornirà prezzi accessibili a tutti come succede oggi per quegli smartphone che erano un lusso nel lontano 2007.
      E’ TUTTA POLITICA DA QUATTRO SOLDI CHE CI FA FARE LA FIGURA DEI BURATTINI IN EUROPA. NON PUOI FIRMARE UN ACCORDO E POI RITRATTARE DOPO QUALCHE MESE. NON E’ AFFIDABILE CHI SI COMPORTA COSI’ A PRESCINDERE DALL’ESSERE PRO O CONTRO L’ELETTRICO.

      • In questo portale, come pure nel blog annesso, si esaltano le BEV come la benedizione del secolo, fanno risparmiare, vanno di più, i problemi di ricarica come reperire colonnine sono aggirabili, in pratica la benedizione per chi si deve muovere. Addirittura farebbero meno incidenti, nonostante vi siano statistiche a dire il contrario ma saranno sicuramente dati di “chi odia l’auto elettrica”.
        Che bisogno c’è di vietare i veicoli a fossile stante questa superiorità schiacciante?? Perché non lasciare fare al mercato per selezione naturale?

        • Vorrei leggere la statistica sugli incidenti: la sto chiedendo da anni alle compagnie assicurative, ma niente da fare: forse c’è ma mi è sfuggita

      • “Se invece vado domani mattina a comprare una bella dieselona euro 6 me la tengo per 20 anni e vado al 2043. Qual’è il problema? nessuno visto che la normativa impone di NON VENDERE PIU’ AUTO NUOVE SE NON ELETTRICHE.”
        Nessuno? Quindi l’inquinamento che produci non è un problema per te, evidentemente sei immune a tutti i danni causati da quell’inquinamento. Peccato che non sia vero, e che quei danni li paghiamo sotto tante forme, sia le persone che l’ambiente, che più lo danneggiamo e più danneggia la vita delle persone.
        PS auguri con i divieti di circolazione, specie con una dieselona

    • Vedremo. Ma un commento più cretino non l’abbiamo mai pubblicato. E lo pubblichiamo solo per poterglielo dire.

  5. ECCOLA CHE VIENE FUORI L’ITALIA CHE CONTA!!!
    CCCCCChhheeeee figura di ……………..
    Cioè… guardiamoli bene….
    Prima si vota SI … poi si vota NO.
    Ci accodiamo a paesi dell’est (che tra l’altro dovrebbero considerare che sono quelli che hanno votato SI che gli hanno piantato le fabbriche in casa).
    Stiamo sospesi sulla Germania che sicuramente non romperà un’alleanza politica per una boiata già votata (perché in Italia è cambiato il governo nel frattempo ma in Germania no).
    Magari tireranno la corda per portare a casa di più sui carburanti bio…
    … sai che fregatura… praticamente stiamo facendo da TELESPALLABOB alla Germania.
    Dunque.. riassumiamo…. noi diciamo di votare no, la Germania tira la corda e ottiene di + ma l’iniziativa passa lo stesso.
    Siamo convinti?
    Io quasi…
    non credo che un paese che viaggia sulle vendite di elettrico al 15% in crescita dica ai suoi cittadini che ci ripensa e va bene lo stesso.
    Magari faranno lo scivolone sugli euro 7 allungando di qualche anno …
    … ma ce li vediamo che tornano indietro e ci raccontano che la transizione la facciamo posticipando di 10 anni?
    CARO SALVINI… TE LA COMPRI ANCHE TE LA MACCHINA ELETTRICA!!!
    E facci il pieno con le rinnovabili ….
    mi pare di parlare con mio bisnonno… che vuole guardare avatar in vhs.

  6. Domande:

    – in italia gli attuali governanti si stanno stracciando le vesti sbandierando che il termico fa parte della nostra eccellenza e bisogna salvarlo, ma anche in Polonia e Bulgaria ci sono industrie di eccellenza del termico?

    – se i nostri governanti vogliono veramente l’eccellenza termica italiana perché non iniziano ad eliminare l’iperbollo sulle supercar? (che ha fatto più danni che benefici)

    • In Polonia sicuramente c’è “l’eccellenza” visto che una buona parte delle FIAT le producono li, alla faccia del Made in Italy.

      • Tichy è famoso per essere un ottimo stabilimento, ma la scelta di andare a produrre lì era legata anche ai bassi costi della manodopera, non dimentichiamolo.

      • Ma poi li ci fanno l’Avenger se non erro.

        Perdonatemi sono stato poco chiaro, per eccellenza pensavo alle supercar.

  7. Strano, eppure la teteschia gira e compra elettrico..🤣
    nella chiave di lettura qui proposta, è bastato un calo di voti per “cambiare” (al momento) idea: saranno state le pressioni del governo italiano e tutti i programmi mediaset la7 e di confindustria..

  8. Il ministro Urso non ha pestato una puntina ma qualcos’altro…mi fa ricordare un filmetto di serie b che vale più di certi titoli blasonati… un tizio scoperta l’acqua ottiene un finanziamento e costruisce una stazione di posta x abbeverare i cavalli e ristorare i passeggeri delle diligenze. Le cose gli vanno bene ma, un giorno dalla solita nuvola di polvere invece di spuntare i cavalli si vede una strana macchina strombazzante…capisce subito ( lui !! ) che la sua attività era giunta al capolinea…

    • si parla di teteschia, ogni riferimento al governo italiano è (ovviamente) voluto ma non azzeccante. non si sa il perché debba essere tirato in ballo su una notizia estera.. se è tutta un’unica notizia, allora posso dire che in spagna saranno (o sono stati) abbattuti 20000 olivi per far spazio al fotovoltaico (avete presente gli alberi, quelli che assorbono co2 e rilasciano ossigeno?)..

      comunque alla fine ci sarà un accordo tra le parti su qualcosa che interessa fdp e tutto rientrerà: così funziona la politica in generale, e con i governi del “tutti dentro” in particolare

  9. Eh lo so. Anzi lo sappiamo entrambi. Tu te lo aspettavi e infatti sono qui …

    Avevo ragione quando scrivevo che la Germania era contraria. Avevo ragione quando scrivevo che non eravamo gli unici in Europa ad essere contrari all’attuale formulazione della proposta fit for 55. Avevo ragione quando dicevo che c’erano troppi problemi sociali e industriali che l’Europa non stava affatto affrontando perseguendo l’ideologia e non il pragmatismo nella risoluzione del problema. Ora si cerca il compromesso, facendo una figura da 4 soldi planetaria.

    E tu, amico mio, che mi dicevi che mi stavo inventando tutto, che le frasi che ti riportavo erano solo di singoli partiti o troppe vecchie, etc. Vabbeh, amico mio, ti perdono anche questa volta …

    P.s.: l’auto del popolo (in tedesco: Volkswagen) ha appena presentato la nuova ID.3. Capisco, argomento doloroso anche questo, ma tant’è, prima o poi l’argomento uscirà. La nuova ID.3 (sono stato il primo a notarlo già un po’ di giorni fa in un commento di risposta a Mauro) parte da 43.600 mentre la vecchia è offerta a sconto a circa 41k solo per i modelli in pronta consegna, ovvero le rimanenze. In pratica la nuova ID.3 costa quanto una Model 3. Prendiamo atto che l’auto del popolo tedesca da oggi, di listino, parte da “soli” 43600 euro ovvero fuori dalla zona incentivi. Prego il Signore e il leader del partito a me avverso, tale Sig.ra Meloni, che non alzi il tetto degli incentivi delle elettriche, alimentando così la corsa al rialzo di questi produttori approfittatori. Meloni ti prego non cedere, non alzare il tetto …

        • perfetto Enzo, anche oggi hai calato le braghe.

          qui festeggi l’idea che i rappresentanti dei 27 non ratifichino il bando dal 2035.
          stamattina invece sottoscrivevi (“Bellissimo commento, hai totalmente ragione.” Abc che diceva, cito testualmente “a nessuno frega niente del riscaldamento globale”
          https://www.vaielettrico.it/europa-nucleare-alleanza-a-11-a-trazione-francese/#comment-115211

          Quindi il tuo è il solito qualunquismo all’italiana.

          Dai ragione a chi come l’utente Abc,
          amaramente o sarcasticamente,
          denuncia il menefreghismo rispetto al cambiamento climatico, il quale scrive
          “…E se non ce la faremo noi, che siamo uno dei continenti più ricchi, tecnologici e meno popolati del pianeta, come pensate che ce la possano fare Paesi o continenti poverissimi e iper popolati, che devono ancora tirare fuori dalla povertà centinaia di milioni se non miliardi di persone?…”
          commento peraltro condivisibilissimo e che evidenzia come siano i Paesi ricchi a dover prendere in mano la questione, fosse anche solo perchè sono quelli che hanno generato il disastro.

          Poi quando si tratta di dare seguito a questo alto intendimento
          per forza di cose con iniziative difficili,
          ben sapendo che LA SOLUZIONE (“…la formula che mondi possa aprirti…” cit. Montale) non esiste
          ma esistono solo tante soluzioni parziali da agire tutte insieme (e sappiamo che la decarbonizzazione dei trasporti europei farebbe calare dello 0,7 – 1 % la CO2, quindi NON è la soluzione ma solo parte di essa)
          ecco che ti lanci in campagne a favore di Pichetto Fratin e della possibile mancata ratifica del bando 2035, ed esulti e “ti perdono anche questa volta” e “avevo ragione io”
          nella migliore scia del “non può farlo qualcun altro?” e del qualunquismo all’italiana per cui la soluzione migliore è sempre quella che tocca implementare al vicino di casa.

          Enzo: non è vero che avevi ragione,
          è vero semmai che ogni riga che scrivi,
          anche la più apparentemente innocua
          è figlia non tanto di analisi e ragionamenti scientifici e tecnici di cu iammorbi i commenti spesso senza capirci nulla o distorcendone i valori (“fissione nucleare”, rendimento motore termico 45%, ecc ecc)
          quanto da amore viscerale per lo status quo,
          amore magari condito anche da qualche dindino (ma non posso dir di più)
          per presentare ipotesi e tesi e dati in maniera credibile e senza rutti da bar…

          ma sempre disonesto resta il ragionamento e le tesi e il contenuto.
          disonesto.

          legittimo ma disonesto.

          a te interessa solamente continuare a scorrazzare sulle autostrade con la tua macchina spesso in barba al Codice della Strada (parole tue).
          fallo, affari tuoi.

          ma aver raccontato la rava e la fava con tanta malizia
          ti renderà semplicemente uno dei tanti complici del disastro cui stiamo andando incontro in maniera spaventosa
          e sarai uno dei tanti cui chiedere conto, insieme al ministro, a confindustria, ecc ecc
          e a cui le nuove leve chiederanno conto.

          tranquillo, le nuove leve non sono stupide come la mia generazione di cui anche io faccio pienamente parte:
          quando chiederanno conto
          non ci sarà comprensione per chi maliziosamente ha continuato fino all’ultimo a difendere egoisticamente la sua bottega con argomenti eleganti ma falsi.

          ti regalo un link interessante, una puntata dei Simpson meravigliosa,
          Homer e il suo “non può farlo qualcun altro?”
          stagione 9, episodio 22, “spazzatura tra titani”

          https://streamingcommunity.bike/watch/1304?e=13434

          buona visione

          • Sinceri complimenti.
            Purtroppo Enzo rispecchia l’italiano medio, quello che si crede impunito e che spara a zero su qualunque cambiamento fomentando paure.
            Sono solo ignoranti.
            E mi sono trattenuto.
            Trattenuto molto.

          • Complimenti Mario.
            Sai benissimo anche tu che sono parole al vento…. ma l’hai fatto per chi verrà qui, leggerà gli sproloqui e leggerà il tuo commento per capire da quale fonte sono stati rigurgitati.

          • non ho mai applaudito cosi tanto a un commento in vita mia. italia regina del qualunquismo . e per fortuna qualcuno ogni tanto denuncia questo qualunquismo che ci uccide.

          • Mai letto un commento più chiaro ed esaustivo sull’argomento. Peccato che non serve per chi non vuole capire e che si esalta con le boiate che scrive

    • Il decennio che ci apprestiamo a vivere sarà tutto in onore di Giambattista Vico, che per primo teorizzò il concetto di eterogenesi dei fini. Studialo, che è pure un tuo paesano. O quasi. 😉

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