Home Due ruote 20 regioni in 20 giorni, Magliozzi: “Nel 2023 riparto”

20 regioni in 20 giorni, Magliozzi: “Nel 2023 riparto”

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Il blogger-viaggiatore reduce dall’impresa di “20 regioni in 20 giorni” lancia un nuovo guanto di sfida. E ci racconta che Italia ha trovato nel suo ultimo tour elettrico.

É passato poco più di un mese dall’epilogo della seconda edizione di “20 regioni in 20 giorni”, progetto ambientalista ideato e portato al successo dal fondatore dell’associazione culturale Tototravel.it. Un viaggio attraverso l’Italia del blogger-viaggiatore Salvatore Magliozzi in sella ad uno scooter 100% elettrico (Askoll NGS3), unendo con un filo diretto tutte le regioni in appena 20 giorni, isole comprese.

Una “seconda volta” ben riuscita, dopo il primo tour concluso due anni fa in piena pandemia, che noi di Vaielettrico abbiamo seguito ancora una volta con entusiasmo.

Partito l’11 maggio scorso dalla Sicilia, Magliozzi ha concluso l’impresa il 30 maggio, approdando sulle coste della Sardegna. Dopo 20 giorni esatti di viaggio a zero emissioni e ben 3.200 km macinati.

Con lui, in esclusiva per questa seconda edizione dell’e-tour, anche il biker Enrico Diluviani, che è riuscito a percorrere lo stesso itinerario pedalando.

Il loro peregrinare per l’Italia gli ha permesso di promuovere le tante peculiarità dei territori attraversati, paesaggistiche ma anche culinarie. Con un occhio sempre puntato alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

“La mobilità sostenibile va favorita”

Curiosi di sapere come se la passa dopo l’impresa e, soprattutto, di capire cos’altro passa per la sua testa di avventuriero, abbiamo contattato Toto Magliozzi. E guarda un po’, sta già pianificando una nuova edizione di “20 regioni in 20 giorni”. Ovviamente speciale.

– Magliozzi, è passato poco più di un mese dallo sbarco in Sardegna, epilogo del suo viaggio. Sensazioni?
Le emozioni sono state forti e ne parlo ancora tutti i giorni, per un motivo o per un altro. Credo sia andata molto bene.

– In effetti, anche la seconda edizione di “20 regioni in 20 giorni” è stata un successo di partecipazione e accoglienza. Si aspettava di poter eguagliare, se non migliorare, quanto di buono fatto 2 anni fa?
Le cose sono andate perfino meglio delle nostre più rosee aspettative! Ecco, forse ci aspettavamo un po’ più di attenzione mediatica, ora che è meno concentrata sul Covid rispetto a due anni fa. Ma è andata benissimo comunque.

– A proposito di Covid, come ha “trovato” l’Italia dopo due anni e mezzo di pandemia?
Ancora scombussolata, incerta e ferita. Ma con tanta voglia di ripartire!

– Il viaggio è stato intenso. Non sono mancati i momenti difficili, tra incidenti e problemi di salute. Rifarebbe tutto uguale?
Gli imprevisti fanno parte del gioco e lo rendono più interessante. Certo, il mio incidente con lo scooter e il mancamento di Enrico in bici, se avessi potuto, li avrei evitati volentieri…

– Il momento più bello e quello meno bello dell’impresa?
Il meno bello è stato proprio quando Enrico è stato male e abbiamo rischiato che non ce la facesse. Il mio incidente è stato così veloce che neanche me ne sono reso conto. E alla fine accorgermi di non essermi fatto nulla è stato comunque un “momento bello”.
L’arrivo in Sardegna è stato invece l’apice dell’entusiasmo. Un posto magico. Veder volare via i nostri bruchi diventati farfalle è stato molto emozionante.

– C’è un luogo che le è rimasto particolarmente nel cuore?
Non voglio suonare retorico dicendo che ogni regione ha il suo motivo per restarti nel cuore. In molte tappe siamo stati accolti con vero affetto e ci torneremo presto, senza fretta, anche per rivedere le persone che abbiamo conosciuto.

– Rimpianti per qualcosa di non fatto o visto?
Nessun rimpianto!

– Lo scooter elettrico Askoll NGS3 come si è comportato?
Molto bene. Malgrado sia stato portato all’estremo, compiendo oltre 3.200 km in soli 20 giorni sotto un caldo estenuante e in percorsi lunghi. È uno scooter comodo e agile ed è stato un piacere guidarlo.

– Durante il percorso è stato accolto da diverse Amministrazioni cittadine: ha trovato una maggiore attenzione sul tema della mobilità a zero emissioni? É un tema più all’ordine del giorno rispetto a 2 anni fa?
Assolutamente sì! Credo che si inizi a percepire davvero l’intenzione di tutti di favorire questi innovativi sistemi di mobilità.

– Crede che il suo messaggio ambientalista abbia raggiunto l’obiettivo? Soprattutto sia arrivato ai tanti bambini delle scuole che avete incontrato?
Abbiamo trovato i bambini incredibilmente già consapevoli dei tanti problemi ambientali del nostro pianeta. Il nostro messaggio, grazie anche alla metafora delle farfalle (rinasciamo dopo la pandemia “meglio di prima” quindi con un occhio attento all’ambiente) crediamo sia passato molto.

“Con Enrico un’amicizia vera”

– Cosa ha da dire del suo eroico compagno di viaggio, Enrico Diluviani? Voto?
Dieci e lode! Enrico è una persona fantastica.

– Dopo il suo malessere pensavate di fermare il tutto?
Io ho insistito perché lui si fermasse, anche perché il medico gli ha sconsigliato di proseguire il tour. Ma Enrico è stato davvero un folle “eroe”. Alla fine abbiamo ribadito il messaggio: non molliamo!

– Un bergamasco ed un laziale, a braccetto per 20 giorni. La strana coppia?
Beh, abbiamo sfatato un po’ di falsi miti. Come quello che le persone del nord siano poco amichevoli o corali rispetto a quelle del sud. Poi io sono un “terrone” un po’ polentone, e viceversa per Enrico. Un connubio perfetto!

– Cosa ci dobbiamo aspettare ora da Salvatore Magliozzi? É prevista una terza edizione del tour?
Aspettatevi la terza edizione nel 2023 con altre novità, ovviamente. Qualcuna l’abbiamo già in mente… ma accettiamo volentieri proposte e idee anche da voi e dai vostri lettori!

– Ultima curiosità: visto che è ormai espertissimo di bruchi, si lancerà nell’entomologia?
Bella questa! Non credo, è molto difficile e delicato come argomento. Ma ti confesso che mi piacerebbe! Diciamo, che per il mio passato ho più conoscenze di altri animali… un po’ più grossi!

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1 COMMENTO

  1. Chissá quale modello userá per la prossima traversata dell’Italia.. Ancora uno scooter “cittadino” o un veicolo piú sportivo ?

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