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Harley Davidson revolution, dalla LiveWire alle e-bikes

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Non solo una, la pluriannunciata LiveWire (ora, pare, ribattezzata Revelation), ma un’intera gamma di moto elettriche griffate Harley Davidson.

Nonostante la valanga di critiche, a volte inviperite, dei bikers più intransigenti,  il colosso motociclistico americano ha deciso infatti di perseverare sulla nuova strada ecologista e a sorpresa ha affermato di non essere affatto pentita del salto verso l’elettrico che si appresta a compiere mettendo sul mercato il suo primo e-bolide. Anzi, presto raddoppierà e nel giro di qualche anno si presenterà agli appassionati con una intera famiglia di modelli silenziosi e puliti. Un contrappasso epocale per il costruttore nato e cresciuto sul leggendario ruggito del suo motore e sulle scintillanti marmitte cromate. Ma evidentemente il club dei fracassoni comincia a perdere adepti e la casa di Milwakee va a caccia di nuove tipologie di fan, più giovani, più discreti e più attenti all’ambiente. Un fatto di moda, ma anche di sostanza, perché le nuove linee elettriche della Harley si annunciano come mezzi dalla tecnologia innovativa e sofisticata, anche qui smentendo una storia aziendale che vedeva Harley Davidson  ostinatamente attestata sulla linea della tradizione.

Già da qualche mese si palava del rafforzamento del progetto elettrico leggendo sul sito della casa ripetuti annunci di ricerca di personale tutti focalizzati su profili con esperienza nella mobilità elettrica. Ma l’altro ieri alla presentazione dei dati di bilancio (non troppo lusinghieri) il numero uno  operativo Michelle Kumbier ha affermato che il nuovo obiettivo di Harley Davidson è «diventare un big dell’EV con una famiglia di veicoli di diverse dimensioni, potenza e prezzo. La trazione elettrica rappresenta un nuovo settore del mercato e noi vogliamo esserci dentro in pieno». Oltre alla LiveWire che sarà in vendita l’anno prossimo (con motore della Magneti Marelli prodotto a Bari, ricordiamolo) altri due modelli più piccoli entreranno in produzione nel 2021  e nel 2022. Kumbier li ha descritti come «moto di medie dimensioni disegnate per una potenza accessibile».

Sarebbero poi in arrivo nei prossimi anni altri tre modelli elettrici ancor più leggeri, concepiti per fare concorrenza agli scooter, ai monopattini motorizzati e alle bici a pedalata assistita. Insomma, siamo alla vigilia di una vera rivoluzione produttiva, commerciale e stilistica. E anche finanziaria visto che sul progetto elettrico investirà fra 150 e 180 milioni di dollari nei prossimi anni, vale a dire un terzo del totale degli investimenti programmati. Intanto è entrata in Alta Motors, il piccolo produttore di moto fuoristrada elettriche californiano nato per far concorrenza a Zero Motorcycles.

Anche per le moto a propulsione termica Harley Davidson riserverà la gran parte degli sforzi alla conversione della sua gamma in direzione di veicoli più leggeri, meno potenti e quindi con consumi ed emissioni più contenute. Evidente l’intenzione di concentrarsi sui mezzi urbani, mentre fino ad oggi le moto di Milwakee erano pensate per le grandi Highway centro americane.

Insomma, le grandi bicilindriche sbuffanti si dirigono verso il «sunset boulvard», mentre all’orizzonte sorge la nuova immagine di una Harley Davidson ambientalista e urbana, che guarda ai giovani e agli spostamenti a breve raggio. Tanto che anche la potente LiveWire sarà in commercio con un’autonomia di appena 60 miglia, molto inferiore a quella del concorrente diretto americano Zero Motorcycles. Ma l’affollarsi di nuovi colossi sul mercato delle moto elettriche è il segnale che i tempi, anche nelle due ruote, stanno veramente cambiando. Ora aspettiamo che battano un colpo anche i big italiani e giapponesi.