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Bp copia Shell e si butta sulla ricarica elettrica

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Nuovo capitolo nella corsa ad inseguimento tra Shell e Bp per diventare la prima compagnia petrolifera convertita all’elettricità. (leggi)

L’ha scritto British Petroleum acquistando per 130 milioni di sterline Chargemaster, principale produttore e installatore di stazioni di ricarica per auto elettriche del Regno Unito, e gestore della rete di colonnine Polar con 6.500 punti di rifornimento in tutta l’Isola.

Bp Colma così il gap nei confronti della rivale Royal Dutch Shell che lo scorso autunno aveva acquistato New Motion, colosso delle ricariche con 30 mila colonnine sparse per l’Europa e che ha già avviato il suo piano di integrazione fra pompe di benzina e punti di rifornimento elettrico. Bp peraltro si era già mossa sulla nuova frontiera degli Ev investendo 20 milioni di euro nella start up israeliana StoreDot che sviluppa nuove batterie per auto allo stato solido capaci di fare il “pieno” in pochi minuti e di garantire un’autonomia di 500 chilometri. Shell aveva fatto altrettanto entrando nel gruppo tedesco Sonnen che produce colonnine di ricarica e accumulatori per auto e domestici.

Ora la nuova entrata nella galassia Bp sarà ribattezzata Bp Chargemaster e entro 12 mesi posizionerà le sue colonnine in tutte le 1.200 stazioni di servizio del gruppo in Gran Bretagna. Allo sviluppo delle attività nell’energia pulita Bp ha destinato un budget annuale di 500 milioni di sterline; questo sulla base di stime che prevedono un boom dei veicoli Ev in tutta Europa. Solo in Gran Bretagna i veicoli elettrici in circolazione sono oggi 135 mila, ma Bp è convinta che diventeranno 12 milioni entro i prossimo 20 anni. E a livello globale si passerà dal milione attuale a 300 milioni. Lo sviluppo della mobilità sostenibile sarà così tumultuoso, ha scritto Bp nell’ultimo Energy Outlook, da “trasformare il nostro modo di viaggiare soprattutto nei centri urbani” e questo avrà un “impatto significativo sul raggiungimento del picco del petrolio” (il momento in cui l’esaurimento dei giacimenti attivi supererà le nuove scoperte, cioè l’inizio della fine dell’era del petrolio). Le compagnie petrolifere, dunque, giocano d’anticipo; forse avendo fatto tesoro degli ammonimenti del ministro del petrolio Saudita, lo sceicco Yamani, che negli anni 80 disse all’Opec: “L’età della pietra non è finita quando sono finite le pietre”.

Tufan Erginbilgic

“Mettendo assieme il primo fornitore di carburante e la prima rete di ricarica elettrica vogliamo avere una posizione di leader in Gran Bretagna – ha detto Tufan Erginbilgic, Ceo delle attività di trasformazione di Bp – indipendentemente dal tipo di carburante che sceglieranno i consumatori. Faremo esperienza nel Regno Unito e poi la porteremo negli altri mercati, soprattutto Germania e Cina».