Rottamando il furgone o il vecchio camion inquinante, la Regione Lazio offre alle imprese un contributo che può arrivare fino a 10.000 euro. In totale sono disponibili quasi 10 milioni – per la precisione 9,7 milioni – destinati agli imprenditori di Roma e dei comuni limitrofi. Un territorio che ha un bisogno urgente di ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria.
L’iniziativa è positiva, ma se viene usata come alternativa ai limiti di circolazione per i veicoli più inquinanti rischia di diventare la solita foglia di fico: utile, sì, ma insufficiente a incidere davvero sulla qualità dell’aria. Gli incentivi premiano i veicoli elettrici, mentre il contributo è dimezzato per l’acquisto di mezzi plug‑in, ibridi, GPL o metano, inclusi i bi‑fuel. Tuttavia, il fatto stesso di finanziare anche queste alimentazioni, seppur in misura ridotta, finisce di fatto per indebolire il vantaggio competitivo dei veicoli completamente elettrici, cioè quelli che garantiscono la maggiore riduzione delle emissioni.
Incentivo in cambio di rottamazione Euro 2 e diesel Euro 4
Il titolo è esplicito: “Sostituzione dei veicoli commerciali inquinanti”. L’obiettivo è infatti rottamare vecchi furgoni e camion per sostituirli con mezzi meno impattanti. Per ottenere l’incentivo, l’impresa deve demolire lo stesso numero di veicoli che intende acquistare. I mezzi da rottamare devono essere di categoria N1 o N2, diesel fino a Euro 4 o benzina fino a Euro 2, e intestati all’azienda da almeno 12 mesi prima della domanda. Solo per i veicoli diesel Euro 4 è possibile la radiazione anche tramite esportazione all’estero.

Sono generosi gli incentivi: si può arrivare fino a 10.000 euro per un camion elettrico, mentre i 7.000 euro destinati ai furgoni a batteria rendono l’acquisto ancora più interessante. Oltre a ridurre il divario di prezzo con i modelli tradizionali, i veicoli elettrici garantiscono anche costi di gestione più bassi, sia sul “carburante” sia sulla manutenzione, come evidenziato in uno studio di Motus‑E.

Il bando mira a favorire la competitività delle aziende locali e allo stesso tempo a ridurre l’impatto ambientale nelle «aree maggiormente interessate da misure di risanamento della qualità dell’aria».
Le caratteristiche del bando
L’iniziativa mette a disposizione 9,7 milioni e permette di ottenere l’incentivo per l’acquisto di due veicoli.
Ripartizione fondi: Roma Capitale: 5,82 mln • Fiumicino: 0,97 mln • Guidonia Montecelio: 0,97 mln • Tivoli: 0,97 mln • Marino: 0,485 mln • Monterotondo: 0,485 mln
🏢 Chi può partecipare
L’impresa, alla data della domanda, deve:
• essere iscritta al Registro delle Imprese
• avere una sede operativa attiva in uno dei 6 comuni
• non svolgere attività economiche escluse
Durata dei requisiti: I primi due requisiti devono restare validi per almeno 3 anni dall’erogazione del contributo. Se l’attività chiude volontariamente o la sede operativa non è più in uno dei comuni ammessi, il contributo viene mantenuto solo in proporzione al periodo in cui i requisiti sono stati rispettati.
Quando presentare la domanda
• 1° dicembre 2025 – 31 marzo 2026
• tramite piattaforma GeCoWEB Plus
• possibile chiusura anticipata per esaurimento fondi
Tutti i dettagli e i moduli da compilare si possono scaricare dal link.
Dieci milioni non possono sostituire le misure anti inquinamento
Chiudiamo con le dichiarazioni istituzionali. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, parla di «un passo concreto per aiutare le imprese e migliorare la qualità dell’aria nelle aree più esposte». Sottolinea come la sostituzione dei veicoli più inquinanti sia «non solo un intervento ambientale, ma anche un investimento sulla competitività delle aziende e sulla salute dei cittadini».
Più discutibile la posizione dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione Energetica, Elena Palazzo, secondo cui «ridurre le emissioni senza creare costi o disagi per famiglie e imprese» sarebbe possibile grazie a questo bando. Richiama inoltre la rimodulazione del Piano della Qualità dell’Aria e le misure che hanno evitato il blocco dei diesel Euro 4 ed Euro 5.
Resta però un punto fondamentale: i limiti ai veicoli inquinanti producono benefici sanitari significativi. In una città come Roma, con milioni di abitanti, l’incentivo è certamente positivo, ma 10 milioni hanno un impatto limitato sulla qualità dell’aria. Una foglia di fico.
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