102 mila auto elettriche già vendute nel 2026

102 mila auto elettriche già vendute nel 2026: per la prima volta in un anno si supera quota 100 mila, con un trend in deciso miglioramento.

102 mila auto elettriche, settembre oltre quota 10 mila

102 mila elettriche

 

Dopo una prima parte dell’anno trainata dalla coda degli incentivi 2025 e un’estate piuttosto fiacca, le vendite di auto elettriche mostrano segni di ripresa. In settembre se ne sono vendute 10.782 , rispetto alla 7.192 dello stesso mese del 2025. La quota di mercato è risalita al 7,6% (5,6% lo scorso anno). Siamo ancora lontani dai grandi mercati europei (la Francia è addirittura al 42% di quota, con 65.247 EV vendute in settembre). Ma è comunque un passettino avanti.  L’Unrae segnala che oltre il 52% dei volumi delle elettriche si concentra nel segmento dei clienti privati. Ricordando che “con una presenza del canale corporate che sarebbe certo più forte se fosse finalmente accompagnata da un adeguato regime fiscale”. Non è stato fornito il dettaglio delle vendite di settembre per modello, limitandosi al totale dei primi 9 mesi. Con la Leapmotor T03 sempre saldamente in testa.

Leapmotor prima anche tra le marche, seguono Tesla e BYD

Il dominio di Leapmotor è netto anche tra i brand, superando quota 25 mila immatricolazioni nei primi 9 mesi dell’anno. Con una quota di mercato del 24,96%: un’elettrica su quattro venduta in Italia è del marchio cinese, distribuito da Stellantis. Gli italiani continuano comunque a preferire le ibride plug-in (PHEV), che consolidano la posizione collocandosi all’11,1%. Qui pesa il noleggio a lungo termine, che origina oltre il 40% delle immatricolazioni delle PHEV. In generale tutto il mercato dell’auto è cresciuto in settembre: +9,9% con 139.356 nuove immatricolazioni (nel 2025 erano state 126.781) . Il consuntivo dei primi 9 mesi evidenzia un incremento dell’8,7%, raggiungendo quota 1.268.964 rispetto alle 1.167.542 del  2025.

 

Visualizza commenti (9)
  1. Secondo me la formula per far volare le vendite elettiche è quella si oggi dell’incentivo dato che i prezzi rispetto al termico non sono uguali almeno nei segmenti più bassi. Basterebbe aumentare leggermente l’iva del 22 al 25% ad esempio sul termico, e si anche le varie declinazioni ibride, andando ad incentivare solo l’elettrico puro con ad esempio 3k sconto concessionaria e 3k messi dallo stato oppure si potrebbe alzare a 4k ciascuno quindi in questo modo si avrebbero anche le risorse per autofinanziare gli incentivi senza mettere fondi qua e la ma strutturali fin tanto che ci sarà parità di costo se non quando costeranno meno le elettriche pure in tutti i segmenti.

  2. Se la diffusione dei punti di ricarica sarà continua ed omogenea (e non a zone iper servite ed altre abbandonate) sicuramente il tasso di gradimento porterà a confermare la scelta elettrificata anche al cambio successivo (o comunque a mantenere la NEV negli anni); una percentuale piccola di clienti scontenti che vuole cambiare modello e motorizzazione l’ ho sempre vista…ed in molti casi ne ho sentito le motivazioni visto che son stato sia in assistenza che reparto consegna: aspettative esagerate, scarsa informazione prima dell’ acquisto e, qualche volta, problemi inattesi tra affidabilità o scarso adattamenti personali .

    Le vetture generalmente si cambiano dopo alcuni anni (pochi o tanti dipende da situazioni personali) ma vedremo quanto sarà il tasso di conferma ben prima del famigerato (e dimenticato?) 2035 😉

  3. Però dai se si volesse fare comperare le EV agli italiani basta fare come in Francia!!!
    Un bel malus all’acquisto delle termiche e via…..
    Non mi sembra che ci siamo francesi che protestano per questo motivo….e loro se scendono in strada si vede!!!!
    E poi considerazione personale, se alle prossime elezioni italiane dovesse vincere la sinistra avrà tutto il tempo per incentivare con i bonus le EV!!!!
    Un po’ come successe con il 110%…..
    Chi vivrà vedrà!

    1. Salve sig.r Giorgio, la prego, il bonus 110% no !!!!
      L’ incentivo per le auto elettriche andrebbe dato, a mio avviso, solamente a chi rottama una vecchia auto a prescindere da dove abiti.
      L’ urgenza adesso e’ quella di mettere in condizione di poter sostituire un’ auto inquinante con una a zero emissioni fino un tetto massimo di prezzo, 25.000,00 euro per me sarebbe ragionevole, chi vuole l’ auto piu’ costosa se la paga da se.
      Dove si trovano i soldi per una rottamazione del genere ?
      Chi rottama una vecchia auto non paga l’ iva su quella nuova, proporre una formula di acquisto, leasing o finanziamento, ad un tasso agevolato, massimo il 4%.
      Quante persone sarebbero invogliate a fare questo passo ?
      Quante auto inquinanti oltre ad essere meno sicure verrebbero tolte dalla circolazione ?
      Quante persone sarebbero piu’ contente di utilizzare un’ auto nuova ?
      Quante vendite in piu’ potremmo fare noi commercianti di auto ?
      Vedo persone che rifanno i motori ad auto con oltre 300,000 km, in condizioni non ottimali ma che con 2/3.000,00 intanto vanno avanti per qualche altro tempo.
      Non e’ difficile da proporre ma per i nostri governanti, che non sanno governare, sembra lo sia.

      1. @ Pierluigi…
        Il 110% era ironico….
        Sono d’accordo con te su praticamente tutto.
        In famiglia abbiamo 3 auto. Una segmento A con 22 anni e 60000km
        Media 3000km annui andrà avanti altri 20 anni. Una segmento B a GPL con 15 anni di vita e 110000 km e penso che a questo ritmo starà con noi almeno 10 anni ….
        Però ho anche un turbo diesel 1.9 del 2010 con 465000 km, guarda volevo rottamarlo perché è arrivato alla fine…
        Fino alla fine di settembre prendevi una pandina base a 9950 + rottamazione (4000€) + finanziamento obbligatorio. Totale con interessi 11500€, sai com’è finita ??? sono arrivato tardi, erano tutte esaurite!!!
        Ci sono persone che guardano all’ecologia, ma anche al portafoglio che spesso è sempre più vuoto.
        Il mio impianto FV l’ho montato nel 2011, ma oggi comprare un’auto nuova , resta un miraggio

        1. Pierluigi Mariotti

          Mi scuso per non aver colto l’ironia sul 110%, per quanto riguarda i suoi ragionamenti circa l’acquisto di una nuova auto concordo con lei che si guardi al lato economico specialmente di questi periodi.
          La informo che sulla Pandina Pop, quella da 9.950,00, prende euro 600,00 pulite di rottamazione, il resto è tutto sconto che si fa a prescindere se ci sia o no la rottamazione.

          1. L’incentivo va riconosciuto all’ acquirente (magari con tetti di prezzo ed ISEE) con un meccanismo simile a quello delle Wallbox con rimborso diretto in c/c successivo a presentazione domanda docimentata( a parte gli effetti “annuncio” ed i successivi ritardi di pubblicazione decreti e funzionalità siti); chi non è in grado di fare da sé si fa aiutare dal backoffice del punto vendita..

            Non diamo più modo alle case costruttrici di usare i bonus statali come unica forma di sconto “concessa ” e tutto il lavoro documentale a carico delle concessionarie / autosaloni per il solito clickday (con esclusi che giustamente pensano di aver avuto qualche penalizzazione nel posto sulla “pila” di domande, visto che non c’è un processo con blockchain a tutela).

    2. lasciamo la franza dov’è e che se la godano..
      in italia il malus verrebbe spernacchiato a furia di usati, come poi sta avvenendo pure in francia.. 😎

    3. ..sono le proroghe del governo Meloni ad aver sommato quasi tutto il debito del Superbonus con le pratiche presentate nel 2023 e 2024

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