Nove Paesi Ue svilupperanno 100 GW di eolico offshore nel Mare del Nord

eolico offshore mare del nord



Nove paesi europei, tra cui Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Francia, si preparano a firmare a fine gennaio una dichiarazione congiunta per sviluppare almeno 100 GW di eolico offshore nel Mar del Nord entro il 2050, rafforzando anche la protezione delle infrastrutture critiche. Lo scrive l‘agenzia Reuter.  L’iniziativa, parte di un più ampio piano di 300 GW per la regione, rappresenta uno dei più ambiziosi impegni di cooperazione energetica nell’Unione Europea.

Nel patto anche la sicurezza (con il placet NATO)

Secondo una bozza di accordo visionata da Bloomberg, i ministri dell’energia dei paesi coinvolti si riuniranno aa Amburgo per siglare la cooperazione eolico offshore. L’obiettivo è attuare progetti condivisi che generino almeno 100 GW di energia eolica nel Mare del Nord, contribuendo alla transizione energetica e alla sicurezza dell’approvvigionamento.

Un elemento distintivo dell’intesa riguarda la sicurezza fisica e digitale degli impianti offshore. I paesi si impegnano a condividere dati e diffondere pratiche per contrastare minacce reali e cyberattacchi sulle infrastrutture energetiche, un aspetto sempre più centrale man mano che le reti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) diventano strategiche per l’economia e la sicurezza nazionale.

Un tassello del grande mosaico del Mare del Nord

L’alleanza di nove nazioni si inserisce in un quadro più ampio di cooperazione energetica: l’obiettivo complessivo per il Mare del Nord è di raggiungere 300 GW di capacità eolica offshore entro il 2050, con circa un terzo di questa potenza derivante da progetti transfrontalieri. I primi 20 GW dovrebbero partire già negli anni ’30 del nuovo decennio, secondo la bozza di piano.

Tra i paesi partecipanti figurano Belgio, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, oltre ai principali attori come Germania, Paesi Bassi e Regno Unito. Anche la Commissione Europea e la NATO sono attese alla conferenza, mentre Islanda prenderà parte alle discussioni nonostante non sia una nazione costiera del Mare del Nord.

Impatti su energia, mercato e clima

Questa alleanza eolica rappresenta una pietra miliare per la politica energetica europea, in un momento in cui l’energia da fonti rinnovabili supera quella fossile in molte parti del continente e aumenta la necessità di autonomia energetica.

Rinnovabili Ue: storico sorpasso di solare ed eolico sulle fonti fossili

La spinta verso grandi progetti offshore nella regione chiave del Nord sembra essere una risposta esplicita alla politica  anti eolico di Donald Trump. Anche anche a Davos, intervenendo al World Economic Forum, il presidente americano ha apertamente criticato gli sforzi dei paesi europei per passare a un’energia a zero emissioni. Definendo le turbine eoliche «mulini a vento» le ha bollate come «perdenti» e ha affermato, contro ogni evidenza economica,  che «più mulini a vento ha un paese, più soldi perde». Gli ha risposto Il Commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra  dichiarato alla CNBC  che «abbiamo una visione fondamentalmente diversa. Riteniamo che il cambiamento climatico abbia enormi implicazioni economiche».

La lobby petrolifera “sostiene” i finti gruppi ambientalisti anti-eolico

Il grande progetto di alleanza per l’eolico offshore nel Mare del Nord è destinato ad avere un forte impatto sul prezzo dell’energia e sul mercato europeo dei componenti per le turbine. Dando una spinta indiretta allo sviluppo di campi eolici anche nel Mediterraneo e nel Mare Adriatico, dove progetti offshore sono in diverse fasi di valutazione e autorizzazione.

L’eolico offshore in Italia: 128 pr0getti per 81,3 GW  di capacità

eolico offshore mare del nord
Principali progetti di eolico offshore in Italia (Fonte: Terna)

L’Italia ha inserito nel suo piano per il clima e l’energia (PNIEC) l’obiettivo di istallare 2,1 GW di capacità eolica offshore entro il 2030; un target poco ambizioso per l’Ue che ne chiederebbe almeno 8.  Ma secondo i dati del Ministero dell’Ambiente rielaborati da Strategic Energy  i progetti in fase di autorizzazione sono ben 128, per una capacità totale di 81,3 GW.  I principali sono MED Wind di Renexia (Gruppo Toto)  nello Stretto di Sicilia, con 2,7 GW di capacità installata e Sardinia Nord East , promosso da Avenhexicon Srl , con una capacità di 2 GW. Sempre Avenhexicon Srl ha in pipeline Sardinia Sud 1 (1,6GW) e al largo della Puglia, in Adriatico, altri 1,8 GW potrebbero arrivare dal progetto Nereus. Soprattutto in Sardegna, però, i progetti sono fortemente osteggiati dalla comunità locali

I nodi da sciogliere

Nonostante l’entusiasmo politico, permangono sfide tecniche e finanziarie: costi di capitale, complessità delle gare e delle reti di trasmissione, e la necessità di quadri regolatori stabili che attirino investimenti privati. Inoltre, la cooperazione transfrontaliera richiede standard condivisi e governance comune, elementi che richiederanno anni di lavoro e negoziazione politica.

  • LEGGI anche: “Octopus Energy porterà in Italia la ricarica flessibile” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (30)
  1. Anche il nostro paese dovrebbe puntare all’eolico in mare, purtroppo un ottimo progetto al largo di Civitavecchia viene ostacolato dalla politica mentre altri soprattutto in Sardegna con la scusa del paesaggio vengono ostacolati. A 15 miglia dalla costa le torri sono dei puntini, ma la la sindrome del nimby è predominante

    1. in Italia gli impianti off-shore sono autorizzabili solo fuori dalla zona contigua territoriale costiera.. tradotto: ad oltre 12 miglia nautiche dalla costa (14 miglia terrestri), cioè ad oltre 22,2 km dalla costa.. alcuni progetti stanno a 35-40 km

      ps: prima di sbloccare le aste FER per eolico off-shore, il ministero dovrebbe come dici tu sbloccare le decisioni per i lavori nei porti per atrezzare le aree logistiche (lavori che saranno fatti con fondi al 90% privati), e aggiungo anche sbloccare più autorizzazioni dei progetti dei parchi eolici off-shore, perché le autorizzazioni servono per poter partecipare alle aste

      se alla prevista asta FER per assegnare i primi 3,8 GW di contratti di acquisto energia a progetti di parchi eolici, parteciperanno solo 3-4 GW di progetti autorizzati, non saranno in concorrenza tra loro e non partirà l’asta al ribasso sul prezzo al kwh massimo.. otterranno il prezzo massimo, che è molto alto nelle tabelle del ministero, e sarebbe un peccato

      se invece partecipano 6-10 GW di progetti, saranno in concorrenza per vincere i contratti per i 3,8 GW, e partitìranno i ribassi di prezzo.. arrivando al prezzo vero sostenibile, molto più basso del massimo previsto

      purtroppo autorizzare poco e lentamente, e a quel poco assegnare prezzi più alti del dovuto con aste disegnate male e spese accessorie, è una sciatteria, se non probabilmente una tattica sabotante studiata, del governo attuale, che non gradisce che le rinnovabili erodano troppo velocemente i consumi e i prezzi di petrolio e metano (ENI, ENEL, Snam), e anzi mira a far alzare i prezzi energia, per poter un domani cercare di fare spazio al molto costoso, obsoleto e problematico nuculare

      1. lo hai scritto proprio tu il motivo: “se alla prevista asta FER per assegnare i primi 3,8 GW di contratti di acquisto energia a progetti di parchi eolici, parteciperanno solo 3-4 GW di progetti autorizzati, non saranno in concorrenza tra loro e non partirà l’asta al ribasso sul prezzo al kwh massimo.. otterranno il prezzo massimo, che è molto alto nelle tabelle del ministero”
        il Ministero fa partecipare alle aste ben pochi “concorrenti” e quindi possono tenere i prezzi alti, mantenendo “in corsa” tutte le alternative (“nuculare” compreso) anziché creare realmente il confronto sull’energia più economica.

        1. con fotovoltaico, eolico su terra (e all’estero anche eolico su mare su fondazioni fisse), anche nelle aste disgnate male e con le spese accessorie italiane, i prezzi sono comunque convenienti, in italia oggi tra 55 e 75 €/MWh

          invece eolico off-shore del tipo galleggiante, in quanto nuovissimo, ad oggi è più costoso; a spanne un sito nel mar mediterraneo oggi potrebbe vendere energia prezzata 110 €/MWh tutto compreso, anche costi di allaccio alla rete, circa in parità con le centrali a metano, per poi scendere nei prossimi 20 anni sino a 60-70 €/MWh

          ma non avendo ancora un prezzo “commerciale” ben definito e una filera avviata, si possono avere casini alle prime aste:
          due parchi francesi nel mediterraneo sono stati prezzati molto bene a 86 e 94 €/MWh, mentre il primo parco inglese è stato prezzato a 250 €/MWh, come se fosse ancora un prototipo

          Fratin purtroppo ha già dichiarato che vuole alzare la tariffa massima italiana d’asta per l’eolico galleggiante, che è già ora molto alta, i 200 €/MWh.. anche perchè nelle prime aste entrano progetti di proprietà ENI, ha un motivo in più per largheggiare nei prezzi.. spero non succeda un asta cosi cara perchè sarebbe un affossare agli occhi dell’opinione pubblica l’eolico off-shore

  2. Nell’articolo prima di parlare di 100 GWh entro il 2050, poi diventano 200 GWh, poi in realtà forse il progetto parla di 20 GWh entro gli anni ’30.
    Nel frattempo Colossus 2 di xAI appena entrato in rete consuma 1 GWh, ovvero quanto San Francisco, mentre Anthropic e gli altri cluster AI hanno in progetto SMR nucleari per produrre elettricità richiesta.
    L’Europa, una barzelletta che non fa ridere nessuno.

    1. quasi più nessuno sta costruendo reattori, sono fuori mercato da decenni, anche se su internet trovi portali e pubblicitari che si affannano a far finta del contrario

      – nel 2025 sono state instalate circa 700-800 (?) GW di rinnovabili,
      – nel 2025 ne sono state instalate 23 GW nella sola Germania
      – nel 2025 nel mondo sono stati installati circa 3 GW di nuculare, che non coprono neppure le centrali che chiudono

      va da sè che saranno gli 800 GW aggiuntivi all’anno di rinnovabili a coprire elettrificazione e crescita dei consumi, non gli ZERO GW aggiuntivi nuculari.. nel mondo reale i datacenter stanno installando accumuli, fotovoltaico, eolico, persino geotermico; e mentre li installano, nell’attesa usano turbine a metano

    2. Nello Roscini

      La BOLLA AI energivora è un grande strunzata , presto finirà
      e molti si faranno male
      la mia visione ..
      Quasi 20 anni fa ci fù l’idea di distribuire la potenza di calcolo delle Playstation 3 per contribuire alla ricerca medica sulle proteine
      Folding@home
      molti parteciparono tenendo accesa la playstation 3 collegata via ADSL quando andava bene

      perchè non dovrebbe essere così anche per l’IA in un epoca i cui i chip per gli smarphone sono nettamete più potenti di una PS3 e nettamente meno energivori ?

      se l’IA costa/erà troppo perchè consuma
      pochi la utilizzeranno e saranno diposti a pagare extra per utilizzarla :
      cit. “Alcuni modelli di IA software/hardware cinesi, in particolare quelli sviluppati da DeepSeek, hanno dimostrato di essere estremamente efficienti, consumando da 10 a 40 volte meno energia rispetto a concorrenti statunitensi per determinate operazioni.”

      a questo va aggiunto lo sviluppo hardware non solo l’evoluzione frenetica dei chip dedicati, nvidia,amd,intel
      ma strade mai battute finora , memorie analogiche
      e i primi computer quantistici tra cui l’taliano IQM
      che andranno a integrarsi con queste problematiche

      anche se da appassionato di tecnologia
      penso che l’IA distribuita su tutti i device che abbiamo sia la strada da percorrere
      perchè è l’unica democraticamente accettabile , senza concentrare nelle mani di pochi servizi che devono essere di tutti e per tutti a costi ragionevoli
      come è stato per internet e soprattutto il web

      my 2 cent sostenibili e democratici

  3. Ma il famoso progetto progetto Agnes a Ravenna che fine ha fatto? Io mi ricordo che l’autore dell’articolo assicurava l’inizio della costruzione perché “in Emilia Romagna le cose si fanno”…

  4. anche in Italia abbiamo tanti progetti eolici (come indicato bene in cartina), uno dei quali descritto in questo articolo

    https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/progetto-atis-di-eni-con-57d2b632

    i problemi di “avvio” ovviamente son tantissimi (finanziamenti, legali, sicurezza trasporti) ma ovviamente quello più grosso, replicato anche in Italia dal governo attuale, è il continuo rallentamento alle transizioni energetiche, copiando strategie ben collaudate oltre oceano

    https://www.reuters.com/sustainability/boards-policy-regulation/michigan-sues-oil-companies-saying-they-colluded-restrain-ev-competition-2026-01-23/
    https://www.politico.com/news/2026/01/18/trump-offshore-wind-problems-00734850

    In sostanza… più blocchiamo, rallentiamo, deridiamo i progetti di cambiamento energetico meglio è per i centri di potere legati al petrolio… e pazienza se il pianeta intero sta per scrollarsi di dosso gli esseri umani

  5. Ed ecco Trump alla carica contro i “mulini a vento” (ipse dixit), come un bravo Don Chisciotte della Mancia. Cervantes sempre attuale

    1. Don Quixote almeno credeva in ideali puri, di cuore…
      TACO 🎺 invece inveisce e promuove solo biechi obiettivi privati a discapito dell’intero pianeta…

    2. Interessante la risposta alle osservazioni di Trump: “fondamentalmente abbiamo due visioni diverse, riteniamo che il cambiamento climatico abbia implicazioni economiche enormi”
      Traduzione: Trump ha ragione, perdiamo un sacco di soldi e le FER non sono la soluzione, ma abbiamo il disagio climatico da curare.

      1. @Nichi
        Domanda direttissima: quanto guadagni o quanto ti pagano quelli del petrolio?
        Ma sono abbastanza certo che scritta la tua stron.zata (ehmm… opinione) sparirai, per poi apparire con altri nick.
        Trump ha tanto petrolio e quando non gli basta va a prenderselo con la forza invadendo altri Stati.
        Trump inoltre ci vende ad un prezzo 4 volte più alto il suo pessimo gas.
        Trump è sostenuto da questa gente qua, ovvio che sparla delle rinnovabili in generale.
        A te evidentemente l’energia la regalano, senza contare l’aspetto più importante di tutti, del quale è inutile parlartene, non capiresti.

      2. La quantità di str0nzate che spari è entusiasmante, non ti sono nemmeno chiare le unità di misura, come ogni disagiato anti FER che si rispetti d’altronde.

  6. Interessante. Appare evidente che la sicurezza e resilienza energetica, nel mondo che si sta delineado, richiederà investimenti ma anche garantire la sicurezza di tali impianti. Roba da pazzi.

    1. considera che una singola turbina eolica off-shore costa circa 20 milioni, non so se è un gran bersaglio.. per fare un danno grande energetico o economico dovresti abbatterne parecchie tutte una dietro l’altra.. e nel mare del nord arriveranno ad avere 15.000 turbine

      e magari chissà una rete di turbine eoliche off-shore ti permette di riempire di sensori e telecamere lo specchio di mare dove sul fondale hai anche i cavi internet o le connessioni tra Stati ad alto voltaggio, quelli che le navi russe si divertivano a tranciare trascinando le ancore, o dove giravano sottomarini non graditi 😉

      PS: se fossi un guastatore forse punterei a sabotare una centrale classica che è una fonte di energia più “concentrata”.. e se volessigiocare pesante saboterei magari un reattore nucleare in uno dei tanti modi possibili.. minimo sforzo massimo danno con tanto di evacuazione della popolazione dall’area

      1. per sabotare un impianto eolico (on/off shore) basta attaccare il punto di derivazione (come han fatto alcune navi nel mar del nord con oleodotti e reti telecomunicazione) oppure l’arrivo “a terra”.
        A parte il fatto che è molto più veloce e comodo attaccare via SW i sistemi di collegamento (nb ricordo un articolo che spiegava bene l’enorme fragilità delle reti tedesche con le varie torri eoliche che comunicano su http Non protetto, neppure con psw significative oltre a sistemi intercettabili con strumenti semplici

      2. La centrale è concentrata e più facile da difendere. Zaporizha è un esempio.
        Le centrali eoliche off shore sono bersagli facili da distruggere con droni, totalmente indifendibile. I cavi sottomarini poi…
        Creare una infrastruttura costosa anche da difendere è esattamente quello che ci mancava per essere resilienti.

        1. con 1 drone danneggi 1 pala di 1 turbina.. sai che danno.. e già iniziano a cercarti e fare azioni di deterrenza

          Zaporizha è ancora in piedi solo perché c’è un tacito accordo a non creare un’altra Chernobyl, e anche cosi si è rischiato più volte un’incidente

          le centrali nuculari sono ababstanza (non del tutto) a prova di malfunzionamento, ma non sono lontanamente a prova di sabotaggio dall’interno, o di azioni di guerra dall’esterno.. reggono finchè c’è l’accordo anche tra paesi nemici a non passare questa linea estrema di causare un disastro nucleare, a cui dovrebbe seguire rappresagnia di pari grado, in definitiva a danno della popolazione, ma in caso di guerra ibrida mossa da qualche dittatore pazzo è una ipotesi da valutare

  7. Chissà se un giorni anche i nostri psudo-sovranisti inizieranno a capire che è meglio puntare sul nostro sole e vento piuttosto che sul gas e petrolio straniero.

    1. I nostri pseudo-sovranisti lo sanno benissimo che ogni torre eolica, ogni BESS e ogni parco fotovoltaico sono un chiodo sulla bara delle energie fossili. Ed è proprio quello il problema! Hanno fatto accordi con Trump per AUMENTARE le importazioni di GNL quando invece dovremmo diminuirle… Consumi di gas che stanno in ogni caso diminuendo strutturalmente.

      Per quanto possano mettere i bastoni tra le ruote delle rinnovabili tuttavia il mondo va avanti lo stesso, la produzione FER aumenta lo stesso e le persone continuano a dismettere caldaie a gas in favore delle PDC ma ovviamente senza il supporto attivo dello stato il potenziale è fortemente ridotto.

  8. ri-pubblicizzo un possibile mix 100% rinnovabili per l’Italia,
    calibrato non per avere il minimo costo assoluto ( 5 cents a kWh compresi accumuli), ma per un compromesso che porti un basso costo ( 6 cents a kwh compresi accumuli) unito a un basso impatto paesaggistico:

    540 TW-h annui da fotovoltaico ( 390 TWh a terra + 150 TWh su tetti)
    180 TW-h annui da eolico ( 85 TWh da impianti su terra + 95 TWh in mare)
    220 TWh TERMICI ( 100 TWh pompe di calore + 120 TWh biomasse)
    44 TWh idroelettrico
    36 TWh biomasse + geotermia + rifiuti
    5-25 TWh quota di biometano usato per elettricità

    i 180 TWh annui di energia eolica, sarebbero ottenuti da 36 GW potenza nominale impianti su terra e 33 GW potenza nominale in mare

    al momento su terra abbiamo 13,6 GW potenza nominale, che con l’upgrade dei vecchi impianti arriverebbero a 22 GW; per arrivare a 36 GW significa che su terra andrebbero aggiunti un altro +60% di nuovi siti eolici, cioè una quantità modesta

    per la parte del fotovoltaico, invece le installazioni dovrebbero crescere molto, ma si tratta comunque di avere “solo” 900 km2 ombreggiati dai pannelli a terra, oltre agli impianti sui tetti; anche in questo caso non si tratta di nessuna “invasione”, ma del 0,3 % del territorio ( 3 parti su 1000 )

    sono esempi di mix che per gioco ho testato nelle simulazioni, ad esempio con i dati climatici-produzione dell’anno 2024 con precisione 60 minuti

    come accumuli giornalieri si avrebbe:
    – 100 GWh pompaggi idroelettrici
    – 400 GWh batterie a ione sodio o al litio

    come accumuli stagionali (accumuli chimici):
    – 15 TWh misto tra biometano, elettrometano, ammoniaca verde, etc;
    ps: oggi in Italia stocchiamo molto di più, 70-150 TWh di metano fossile

    i consumi diretti di rete elettrica sarebbero circa 550 TWh annui, di cui a esagerare 50 TWh sono stati aggiunti per i data-center; altri 300 TWh potrebbero essere richiesti dagli elettrolizzatori della filiera Power-to-X, cioè sino a 240 TWh per ricavare per sintesi i carburanti verdi per navi, aerei e industria pesante, che la filiera dei biocarburanti da sola non basta ad alimentare, e altri 60 TWh per ricaricare di energia chimica gli accumuli stagionali

    nel dubbio, sopra ho messo un mix da 1025 TWh annui, per stare molto larghi, anche un po’ spreconi nello stile di vita, o per poter esportare gli esuberi di energia o di elettrocarburanti, che saranno pagati bene.. oggi le innovabili sono il modo più semplice per avere TANTA energia h24 / 365 giorni

    1. Nello Roscini

      Spettacolare
      ed è confermato dai primi piccoli impianti a isola privati nel centro sud Italia
      Secondo me questi impianti di MECENATI alleggerirano non poco la pressione sulla rete pubbblica e forse anche noi come paese ne avremo un beneficio ..
      forse non abbastanza buono per lo svilippo , vedi Spagna e Portogallo ,
      ma almeno per contenere le bollette per i baby boomer che andranno in pensione con redditi da fame nei prossimi anni
      PS.
      imho andrebbe fatta una deregoulation per gli impianti domestici fino a 20 kW
      oggi un normale elettricista si deve fermare a 6Kw poi serve un progetto di un ingegnere
      a me basterebbero 10kW,
      13 kW il massimo supportato da un cavo di rame da 10 mmq
      è anche il taglio degli inverter più venduti attualmente

      1. speriamo allarghino le maglie per gli impianti domestici

        intanto c’è un ricercatore italiano che si è divertito a fare una simulazione dettagliata per un’area geografica ridotta (ha preso come esempio scherzoso la provincia di Cosenza), considerandola come se fosse un’isola elettrica separata dal resto del mondo.. calcola che con un mix 100% rinnovabili spenderebbe circa 5 cents a kwh

        https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666955224000352

        di questi lavori ne sono usciti tanti di recente.. per i paesi europei il risultato comune che riportano è che un mix 100% rinnovabili è ormai facile da realizzare e avrebbe un costo tra 4 e 7 cents al Kwh a seconda della nazione considerata, prezzo che è comprensivo degli accumuli giornalieri e stagionali

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