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10 mila km con il Model 3 (e qualche confronto…)

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Armando Pasquarelli - Model 3
Armando Pasquarelli alla guida del suo Model 3

10 mila km (e più) con il Model 3. L’imprenditore abruzzese  Armando Pasquarelli li ha percorsi in poche settimane, per lavoro e per piacere.

Ha preso la Long Range, in leasing

Armando è uno che mastica il tema dell’energia da sempre. Dopo avere lavorato per 27 anni in Enel, ha avviato un’attività in proprio, la Soave Energia Project, con base nella sua Sulmona.

Armando con la moglie
Armando con la moglie al Supercharger Tesla di Modena Sud.

Si occupa tra l’altro di pensiline fotovoltaiche, con le quali produrre l’energia anche per ricaricare le auto che vengono parcheggiate sotto la volta dei pannelli solari.Il Model 3 gli è piaciuto subito ed è stato uno dei primi in Italia a prenotarlo, nella versione Long Range Dual Motor, a trazione integrale (qui il nostro articolo). Autonomia dichiarata 560 km, pacco-batterie da 75 kWh. L’acquisto è avvenuto tramite un contratto di locazione finanziaria  (valore 49.656 euro più Iva e oneri fiscali), stipulato con Alba Leasing. Assicurazione: Unipol Sai.

Con kWh di energia fa più di 6 km

Tesla Club,
Armando Pasquarelli al raduno del Tesla Club al Salone del Valentino, a Torino.

E da quando gliel’hanno consegnato, non ha più smesso di girare l’Italia, spesso con la moglie. Un po’ per visitare clienti, un po’ per divertimento (come il meeting del Tesla Club Italy al Salone di Torino).  “E’ una macchina eccezionale, comoda, con un sacco di spazio e un’accelerazione che tutti dovrebbero provare”, racconta Armando. Che, da bravo tecnico, ha raccolto un sacco di dati interessanti sui 10 mila km con il Model 3 .

Consumi Model 3
Una schermata parziale dei consumi: 5.728 km percorsi consumando in media 154 Wh.

Anzitutto sui consumi. Pasquarelli  ha rilevato che in media al suo Model 3 servono meno di 160 Wh per fare un km. Il che significa che con un kWh fa oltre 6 km di percorrenza. Ognuno può fare un confronto con la sua auto a benzina o a gasolio. Tenendo conto che il prezzo per ogni kWh varia da un minimo di 20-22 centesimi se si ricarica a casa, a un massimo di 50 in alcune ricariche pubbliche super-veloci. Ma nei Supercharger, usati comunemente dai possessori di Tesla, si ricarica a potenze anche maggiori a 30 centesimi/kWh. Quindi: per fare 20 km, servono da un minimo di 60 centesimi a un massimo di un euro o, in alcuni casi, un euro e mezzo.

Dati alla mano, confronto con l’Audi A5

Ma ricaricare a casa dovrebbe essere la regola, ricaricare nei super-fast l’eccezione, per i viaggi lunghi. Armando, quando è a Sulmona, lascia il Model 3 collegato a una presa Schuko che ha installato in giardino, per quello che chiama “un piccolo abbeveraggio”. Una ricarica lenta, roba da 15 km di autonomia in un’ora, che però gli consentono di avere il range sufficiente per i piccoli spostamenti cittadini. Per rendere il paragone con le auto tradizionali ancora più evidente, comunque, Pasquarelli si è preparato una tabella con un confronto complessivo tra il suo Model 3 e un’altra auto da lui posseduta in passato, l’Audi A5.

I dati sulla Tesla sono ricavati dai suoi primi 10 mila km con il Model 3. Ma ci sono altri aspetti dell’auto che l’hanno conquistato. Uno tra i tanti è la possibilità di azionare il condizionatore a distanza, trovando l’auto raffrescata al momento di salire a bordo, 5-10 minuti dopo. L’altro è il grande display accanto al volante, molto intuitivo e pieno di informazioni utili per chi si sposta per lavoro. Insomma, il primo giudizio è più che positivo. Curiosamente anche il sito americano Cleantechnica ha pubblicato un confronto sui costi per carburante ed energia di un Model 3 e di una Audi, in questo caso una Q3. Lo riproduciamo qui sotto.

Audi-Tesla
Il confronto Tesla Model 3-Audi pubblicato da Cleantechnica.com

——Clicca qui per vedere la scheda ufficiale del Model 3 sul sito Tesla. E qui: 30 mila km con la Renault Zoe, pregi e difetti.

 

31 COMMENTI

  1. Scusate, ma un kw/h costa 0,22€ circa con la ricarica casalinga, ma se si superano i 1800 kw annuali il costo raddoppia. E ricaricando un’auto elettrica si superano in un mese…Mi sembra un tema da discutere…

    • Che contratto ha, Roberto, se possiamo chiedere? Solo una notazione, prima di entrare nel merito: l’auto elettrica sta inducendo molti di noi che (colpevolmente) non sapevano un tubo della loro bolletta di casa a guardarci dentro, finalmente.

    • 1800 kWh / mese = 1800 kWh / 31 giorni = 58 kWh al giorno

      58 kWh = 58000 Wh

      58000 / 154 = 376.6 km (km percorribili in media con una Model 3)

      376.6 / 130 km/h = 2h 54′ (durata minima del viaggio quotidiano)

      376 km * 365 = 137240 km / anno

      Con un lavoro che richieda questo genere di spostamenti quotidiani, la mia prima preoccuazione sarebbe la sicurezza e l’affidabilità del veicolo, piuttosto che il costo dell’energia, qualunque origine essa abbia.

      Avendo un’occupazione più nella media, lavorando quindi circa 22 giorni al mese, percorrendo 40 km giusti giusti, consumando appunto in media 154 Wh al km, valori arrotondati per i soli spostamenti “per lavoro”:

      consumo (lavoro) = (22 * 40 * 154) = 135520 Wh = 135.5 kWh
      costo (lavoro) = (135.5 * € 0.22) = € 29.81

      consumo (mensile) = (31 * 40 * 154) = 190960 Wh = 191 kWh
      costo (mensile) = (191 * € 0.22) = € 42.02

      (salvo errori e omissioni involontarie)

  2. Un consumo medio di 154 Wh di energia per percorrere un km significa, per l’italiano medio che percorre circa 40 km al giorno, 6160 Wh = 6.16 kWh/die.

    Ora basta confrontare i 6.16 kWh che in media servirebbero in un giorno per gli usi consueti dell’auto (OK, parliamo della Model 3 del sig. Pasquarelli, ma non è colpa delle Tesla se sono efficienti) con la “produzione media annuale in Italia” del solito “impiantino fotovoltaico da 3 kWp” che è disponibile quasi pronta consegna da centinaia di installatori in tutta Italia/Europa. Facendo la media tra latitudini diverse (Brennero non è Lampedusa) e irraggiamenti diversi (agosto non è dicembre) si ottengono circa 4100 kWh/anno, cioè 11.23 kWh/die. Che sono più del doppio dei 1800 kWh citati da Roberto Montalti come colonne d’Ercole del suo Gestore.

    Il problema è che i numeri in questione sono delle medie. Per sopperire in modo duplice al problema della media (eccessi e difetti di energia a fronte del fabbisogno quotidiano) al momento l’unica soluzione è l’immagazzinamento. Ovvero batterie. Ovvero ritorniamo al problema del costo delle batterie.

  3. Praticamente 40/44 centesimi per 12 km cioè 8/9 euro per 240 km più gli oneri di sistema.
    Un auto a metano lì fa con 12 euro.
    Calcolando il costo molto maggiore per ora dell auto elettrica La convenienza dove è?

    • Dal punto di vista economico e calcolando solo i costi di carburante lei ha assolutamente ragione. Paragonando però le prestazioni, l’assenza di frizione e cambio, le minori manutenzioni (tra cui anche la revisione delle bombole), la praticità di poter caricare presso il proprio domicilio alla fine un mezzo elettrico finisce per rivelarsi molto più pratico di uno a metano. Ammetto che il metano è stato probabilmente boicottato da produttori e distributori che preferiscono vendere liquidi o al massimo GPL.

    • Una persona che per lavoro deve percorrere oltre 50000 km l’anno non prende un metano ma oggi sceglie tra un’auto comoda che inquina e una piccola Supercar che non inquina e stare giornate alla guida con un’auto tradizionale è uno stress e rischio, con una Tesla con autopilota è un divertimento 😁 da provare una qualsiasi elettrica con autopilota per capire la differenza. Anche le termiche ad un certo livello costano, il risparmio dell’elettrico viene con il tempo e i km, ma soprattutto con la salute dei nostri figli.

      • l’autopilota è un divertimento.. dove sta il divertimento nel non guidare ma essere obbligato a supervisionare costantemente per evitare il rischio che, mancando una striscia sulla strada, il divertimento si trasformi in tragedia?

    • Ammettiamo pure che il metano sia più conveniente. Perché allora non sfonda? Perché gli automobilisti preferiscono di gran lunga Diesel e Benzina, anche se decisamente più costose? Come vede, Samuele, nessun automobilista spacca il capello in quarto quando sceglie un’automobile. Perché farlo soltanto per contrastare l’elettrico? Io continuo a pensare che le EV sfonderanno no quando saranno più convenienti, ma quando si capirà quant’è comodo e divertente usarle. E ci si convincerà che non inquinare è una questione di vita o di morte per tutti noi e soprattutto per i nostri figli.

      • Anche io penso che il futuro sia l elettrico e mi auguro anche che sia il prima possibile perché vorrei acquistarne una.
        Resta il fatto che il costo sia molto più elevato probabilmente anche per la maggior tecnologia che ha a bordo.
        Per quanto riguarda l inquinamento sono abbastanza sicuro che il metano inquini veramente poco.
        Non ne sono sicuro ma probabilmente se si considera tutto il ciclo produttivo ha un impatto ambientale minore dell elettrico.
        Per adesso andrò a metano.

        • No, Samuele, l’elettrico e l’idrogeno al momento sono le tecnologie più sostenibili per la mobilità. Ma certo il prezzo è meno abbordabile e questo resta un ostacolo serio. Anche se, come abbiamo detto più volte, la differenza è meno rilevante di quel che appare dai listini: va considerato l’intero ciclo di vita, perché l’elettrico costa meno per l’energia rispetto al carburante e ha pochissima manutenzione, mentre i tagliandi (lo sappiamo tutti per esperienza personale) costano un occhio.

          • Le batterie a litio per il loro funzionamento, sono difficili da riciclare. L’energia che viene usata per ricaricarle viene quasi sempre prodotta usando combustibili fossili e non con fonti di energia rinnovabili. Per questo la sostenibilità non è proprio al primo posto.
            Concordo con il fatto ci siano meno costi di manutenzione per l elettrico.
            Facciamo un esempio a 250000 km a metano spenderò 15000 (cinsiderando 15 €per 250 km) con l elettrico ( mettiamo 7 € per 250 km) 7000.
            Quindi cinsiderando un Alta percorrenza e mettendo il metano al prezzo massimo ho un risparmio di 8000 € dopo 250000 km.. Sempre che vada tutto bene.
            Ancora secondo me c é troppo distanza per il costo iniziale.

          • L’energia elettrica in Italia è prodotta per il 35% da fonti rinnovabili a emissioni zero (media annua, perché in alcuni periodi siamo oltre il 50%) e un altro 50% da gas naturale. Capisce anche lei che l’auto elettrica non può essere meno sostenibile di quella a gas.

          • Con le informazioni che ho a disposizione non riesco ad essere d’accordo sull’idrogeno che ha un’efficienza che è almeno la metà di un’auto elettrica se lo si produce da fonti rinnovabili (ma sarei felice di sbagliarmi).

    • Caro Samuele,
      Cosa intende per oneri di sistema?
      Io spendo in totale 0,22 euro/kW.
      Considerando che per percorrere 100 km io mediamente consumo 17 kW, io spendo circa 3,8 euro/100 km che sono meno del metano.
      Io prima avevo una Golf TGI con cui spendevo circa 5 euro/100 km.
      Considerando anche la manutenzione, con l’elettrico risparmio circa 1700 euro/anno percorrendo 50k km/anno.
      Se il confronto viene fatto con auto diesel, il risparmio è tale che in 4 anni compenso ampiamente il maggior costo della Model 3

      • Salve, intendo il costo totale. Comunque anche con i suoi conti diciamo 10 € per 250 km é la stessa cifra che spende con una golf a metano. Per le manutenzioni se si affida ad un meccanico non del brand dell auto può spendere molto meno.
        Ecco per cui non raggiungerà mai il costo dell auto elettrica

  4. Ma che c’entrano le batterie nel discorso di Emanuele Alberti? Esiste lo SSP quindi prelevi da rete senza troppi pensieri.

    Poi un appunto: Il costo dell’energia in genere è intorno ai 18,5 cent.
    La cifra di 20-22 cent al kWh è relativa al costo anche delle quote fisse che si pagano in ogni caso (per fare un esempio…su un 3 kW 130 € circa anno..se in un anno consumi 100 kWh…quelle fanno salire il prezzo al kWh a oltre 1,3€ al kWh!

    • “Ma che c’entrano le batterie nel discorso di Emanuele Alberti?”

      Un impianto fotovoltaico da 3 kWp, senza batterie, chiavi in mano, costa sui 7-8mila euro e viene garantito per circa 25 anni. Producendo in media 4100 kWh / anno. Vuole dire che a fine vita avrà prodotto 102500 kWh (102.5 MWh).

      25 anni * 4100 kWh = 102500 kWh

      Ossia il kWh mi sarà costato in media

      € 8000 / 102500 kWh = € 0.078 = 78 millesimi di euro

      Il costo è così elevato perché l’impianto è piccolo (ricordo che per un privato è conveniente restare sotto i 20 kWp). Ma, ad esempio, su un altro livello, Los Angeles sta preparando un bando per comperare energia (rinnovabile) al costo di $0.01997 / kWh per 25 anni (fino 2045). E’ oltre 1/4 del prezzo che riesce a “farsi” il privato. Ma quello è il vero prezzo “di mercato” dell’energia (elettrica) che si riesce a spuntare nel 2020.

      La lunghezza della filiera è importante. Quella incide sulle “quote fisse”. Ma la filiera può appunto essere facilmente minimizzata: dal mio tetto al mio serbatoio di elettroni (batteria).

      Dunque, la domanda (ovvia) non è:

      Perché devo spendere mille euro l’anno per la mia auto a benzina/gasolio per farmi i miei 10mila km, quando in elettrico, con 1540 kWh posso spenderne solo 120?

      154 Wh * 10000 = 1540000 Wh = 1540 kWh

      € 0.078 * 1540 kWh = € 120.12

      $ 0.01997 * 1540 kWh = $ 30.7538 = € 27

      La vera domanda è: DOVE posso mettere quei 102500 kWh di energia che mi cadono addosso?

      Cento anni fa avremmo fatto una legnaia. Cinquanta anni fa avremmo fatto un serbatoio di greggio, o una barra di uranio.

      Nel XXI secolo, trasformare i fotoni in elettroni è diventato facile ed economico. Più economico di tutte le altre forme di trasformazione delle varie forme di energia, se includiamo le “quote fisse” (eolico, idroelettrico, geotermico richiedono tutti infrastruttura di trasporto verso gli utenti finali).

      In definitiva, il vero problema del costo dell’energia è un problema di batterie e del loro costo. Per la mia Tesla, o per cuocermi un uovo al tegamino.

  5. Per Massimo Degli Esposti.
    Mi fa piacere che l elettrico sia più sostenibile di quella a metano.
    Spero che presto arrivi la parità, e prima possibile il sorpasso, anche della sostebilità economica dell elettrico rispetto al metano.

  6. scusate, ma un’automobile non è solo un fatto economico e vi chiedo: avete mai provate la macchina di cui stiamo parlando? Dovreste farlo, è un’esperienza, che vi piacciano o no le auto elettriche.

    • Ah ma se si parla di hobbies allora il discorso economico salta tutto. Sono d accordo sul fatto della bellezza di guida. Però é bello anche guidare un go kart oppure l esperienza di spostarsi in elicottero o aereo.
      Per me l auto resta sempre solamente un mezzo per spostarsi. E uno dei fattori più importanti é quello economico.

      • Perfetto, ma allora non è del Model 3 che dobbiamo parlare. Quest’auto è una concorrente della BMW Serie 3, dell’Audi A4, se dobbiamo pensare solo agli spostamenti casa-lavoro meglio guardare una Zoe o qualcosa del genere, se si vuol restare nell’elettrico e fare qualche paragone. Qui https://www.vaielettrico.it/i-miei-30mila-km-con-la-zoe-pregi-e-difetti/ l’amico Lorenzo Marfisi ha raccontato i suoi 30 mila km con la Zoe (adesso è oltre i 50 mila) e il paragone con le auto tradizionali che aveva prima.

        • Si ha ragione, il paragone é giusto. Ma per uno come me che fa 60000 km l anno la Zoe é troppo piccola. E per me potrebbe andar bene I a3 gtron con 30/35000 euro si compra. Oppure anche una golf a metano anche se di segmento inferiore con prezzo minore.

        • Aggiungerei che a ragionare solo di costi si finisce per prendere delle gran belle cantonate. Vogliamo parlare dei malati di asma, malattie cardiocircolatorie e tumori dovuti all’inquinamento (di cui ad onor del vero non dobbiamo incolpare solo le auto, sia chiaro)?
          Poi teniamo conto che le reali potenzialità della tecnologia elettrica per le auto, la sua supply chain e le economie di scala si vedranno soltanto al crescere dei volumi e accadrà quel che è già successo con i TV a schermo piatto: all’inizio erano costosissimi e sembravano giocattoli per ricchi mentre oggi non si vende più neppure un TV a tubo catodico.

        • permetterà che tra il muoversi con un tremolante tdi o con un brillante piccolo benzina fa una certa differenza (anche se sotto la sua direzione 4R cercava in ogni modo di farci digerire le meraviglie della nafta, stesso modus operandi che usa oggi con l’elettrico).
          fare gli spari per incollare al sedile i passeggeri può essere divertente due tre volte, poi ti chiedono di farli scendere.
          il silenzio.. con vetri chiusi clima e radio accesa, è garantito sempre e comunque.
          manca la toccatina sopra i 6mila giri ogni tanto, che è sempre un piacere per le orecchie.

          • Ho diretto “Quattroruote” dal 2000 al 2010, l’elettrico era solo agli inizi, piuttosto acerbo. Provammo la Ford Think, ma non era ancora un prodotto accettabile, tale da essere consigliato. Polemizzai con Beppe Grillo, che sostenga che la Renault aveva pronta un’auto elettrica che non veniva lanciata solo per gli interessi delle Case petrolifere e della lobby dell’auto. Era una bufala, purtroppo. Ricordo invece di essermi divertito e anche un po’ entusiasmato nel provare la Mitsubishi MiEV sulla pista di Vairano. E sono orgoglioso di avere riunito dieci grandi aziende in un gruppo chiamato “10X10”, con l’obiettivo comune di ridurre le emissioni (tutte le emissioni) almeno del 10%, quando ancora di questi temi si parlava poco o nulla. Quanto al diesel, non potevo sapere che grandi Case auto taroccavano i test per le emissioni, come ha svelato il Dieselgate nel settembre 2015. Cioè quando aveva lasciato ‘Quattroruote’ da oltre 5 anni.

  7. Sento parlare tanto di non inquinare ma la realtà che con le auto elettriche al momento si inquinera di più. Un aumento del fabbisogno elettrico vorrà dire un aumento del consumo di carbone e idrocarburi delle centrali termiche per produrre energia o addirittura un aumento del nucleare fuori dall’italia. Inoltre bisognerà smaltire tutte le batterie esuauste. Alla fine è sbagliato scrivere inquinamento zero semplicemte l’inquinamento viene spostato dall’auto a chi ti rifornisce l’energia. Ad oggi non siamo ancora pronti per avere energia elettrica solo da fonti pulite e rinovabili.

    • L’inquinamento-zero è quando l’auto viaggia e per le città questo non è un dettaglia, è sostanza. Quanto al pensare che l’elettricità si faccia ancora con il carbone, beh, è un errore, una leggenda metropolitana smentita da tutte le statistiche ufficiali.

  8. Le macchine diesel euro 6 non inquinano affatto e tutto un magna magna…ora devono vendere auto elettriche x fare soldi..parliamo di inquinamento x lo smaltimento delle batterie esauste come si riciclano milioni di batterie?dove se le mettono?io la vedo una grossa cazzara queste delle macchine elettriche e ibride…

    • Luigi, sulle macchine elettriche le Case non guadagnano. Vorrebbero vendere diesel tutta la vita, ma dopo il Dieselgate e altro la faccenda si è parecchio complicata. Comunque: l’elettrico è un’opportunità in più, con un’innovazione tecnologica che è solo agli inizi. Nessuno è obbligato a comprare un’auto a batterie. Quanto alle batterie, mai sentito parlare di riciclo e di economia circolare?

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